Vince il partito dell’antirigore, della lotta all’austerità e alla “vecchia Europa”. Se le elezioni amministrative in Grecia dovevano essere un test per le europee, il segnale è stato chiaro: Syriza, il partito della sinistra radicale di Alexis Tsipras, è in testa ad Atene e nella regione della capitale, l’Attica. Certo in un paese martoriato dalla crisi, Tsipras ha trovato certamente terreno fertile. Il risultato raggiunto nella capitale resta comunque un termometro importante in vista delle elezioni europee.

Ma c’è un altro segnale da non sottovalutare che arriva dalle elezioni greche, nel pieno di una campagna elettorale dominata dall’euroscetticismo e, in alcuni casi, dall’estremismo: i voti raccolti dai filo-nazisti di Alba Dorata nonostante le recenti vicissitudini giudiziarie che hanno portato in carcere una decina dei suoi 18 deputati con l’accusa di costituzione di banda criminale. Sullo sfondo il nemico più temuto in tutte le elezioni, dalle municipali alle europee, l’astensionismo.

Stando ai primi sondaggi, il candidato della sinistra radicale Gavriil Sakelaridis ha ottenuto tra il 20 e il 24%, contro il 20-23% raccolto da Giorgos Kaminis, sindaco uscente e candidato di centro-sinistra. Non troppo a sorpresa, però, Ilias Kasidiaris, candidato di Alba Dorata, ha riscosso una percentuale di preferenze tra il 14 e il 17%, mentre Aris Spiliotopoulos, dei conservatori di Nea Dimokratia, tra il 14 ed il 16%, e Nikitas Kaklamanis, ex sindaco indipendente (ex Nea Dimokratia), ha raccolto solo il 6%.

Buona la prestazione di Syriza anche alle elezioni per la carica di presidente della Regione dell’Attica nelle quali la sua candidata, Rena Dourou, ha ricevuto tra il 27 e 30% delle preferenze. Dietro di lei, Yannis Sgouros, candidato di centro-sinistra e presidente uscente, con il 20-24% dei voti e al terzo posto Giorgos Koumoutsakos, di Nea Dimokratia, con il 14-16%. Ma al quarto, con un preoccupante 10%, si è piazzato il candidato di Alba Dorata, Ilias Panayotaros.

Si è chiuso dunque il primo turno delle elezioni amministrative, che oltre ad essere un test per l’Europa è anche un bilancio di metà mandato per la coalizione di governo composta da Nea Dimokratia (centro-destra) del premier Antonis Samaras e dal Pasok (socialista) del vice premier Evangelos Venizelos. Il secondo turno per il rinnovo di 13 consigli regionali e di 325 consigli comunali si svolgerà domenica prossima, proprio in contemporanea con le elezioni europee.

In attesa dei risultati definitivi e sebbene sinora non vi siano state dichiarazioni ufficiali da parte di nessun esponente politico, in tutti i partiti prevale ancora un certo ottimismo per le sorprese che più di una volta in passato hanno riservato gli exit poll. I vertici di Nea Dimokratia ostentano sicurezza e mostrano di essere convinti di poter vincere in almeno sette Regioni e in tre dei grandi Comuni del Paese (Atene, Salonicco e Pireo).

Anche la leadership di Syriza è ottimista e punta a conquistare nove Regioni e almeno 50 comuni. L’ottimismo nei quadri di Syriza è dovuto anche alla soddisfacente prova data da Tsipras nel recente dibattito fra i candidati per la presidenza dell’Ue. Secondo i responsabili del partito, infatti, il loro leader ha discusso tutti i principali argomenti che riguardano l’Europa, dimostrando un profilo europeista. Ma, nonostante l’ottimismo sbandierato, il vero spauracchio di Syriza (ma anche degli altri partiti) rimane una sempre possibile e alta percentuale di astensionismo.