L’esplorazione cinese non si arresta e punta alla spazio più profondo. Visto l’affollamento che si sta verificando è lecito chiedersi come siamo messi con l’occupazione dello spazio. Se è vero che tutto è di tutti e nessuno Stato può appropriarsi della Luna o di Marte in base al trattato extra-atmosferico del 1967, perché è in atto una contesa su chi deve possedere la Luna? Accanto ai soliti attori  (Usa, Russia, Cina) ci sono molte aziende private come Orbital Sciences che hanno sviluppato programmi spaziali e che potrebbero appropriarsi di segmenti di suolo spaziale.

Nel documento Vision for 2020, diffuso nel 1997 dallo Spacecom, il suo ex responsabile, il generale Joseph W. Ashy dichiarava: “Verrà il giorno in cui colpiremo obiettivi terrestri navi, aerei, installazioni dallo Spazio. E ingaggeremo guerre stellari. Le missioni sono già state predisposte e ne abbiamo già formulato i concetti operativi”. L’attuale legislazione spaziale prevede una serie di modeste limitazioni riguardo alle attività militari nello spazio tant’è che è sempre stato militarizzato in qualche misura.

Sono molteplici le attività definite passive, o di supporto militare, quali osservazione, sorveglianza, comunicazioni, rilevazione di esplosioni atomiche sulla Terra. Inoltre lo sfruttamento commerciale dello spazio frutta agli Stati Uniti introiti annui nell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari e rappresentano per l’economia nazionale una grande risorsa strategica. I satelliti commerciali hanno grande rilevanza anche per il ruolo che rivestono nella gestione della sicurezza nazionale statunitense. Il fatto che poi lo spazio sia sempre più accessibile ne ha aumentato il grado di internazionalizzazione e con esso le possibilità di conflitto. In questo senso, a detta dei neocon, lo spazio va considerato alla stregua dei classici terreni di scontro militare come la terra e il mare e quindi difeso con gli stessi mezzi ovvero le armi.

L’Unione Europea ha i mezzi economici e soprattutto tecnologici per inviare armi nello spazio, ma non riesce a sganciarsi dagli Usa assumendosi i costi di una autonoma politica di difesa. La Pesd (Politica europea di sicurezza e difesa) e il progetto Galileo hanno suscitato nervosismo negli americani ma non al punto da impensierirli. La situazione russa è particolarmente critica soprattutto per la stazione spaziale internazionale e i suoi soci, fra cui anche gli italiani. Dopo il pensionamento delle navette Nasa Shuttle, avvenuto nel 2012, è possibile usare solo la vetusta e scomoda Soyuz. La Cina è il paese che più degli altri ha intenzione di portare avanti i propri interessi avendo mezzi economici per farlo.

Oltre allo sviluppo delle armi antisatellite, un importante passo in avanti è stato fatto proprio con lo sviluppo dei voli spaziali umani. L’allunaggio di “Yutu” è arrivato a dieci anni dall’inizio dell’esplorazione umana dello spazio. La partita geopolitica sulle rivendicazioni lunari e spaziali sta coinvolgendo diversi stati e i delicati equilibri stanno vacillando con il rischio di infognarsi nella lacunosa legislazione internazionale. Alcuni Paesi hanno già adottato leggi spaziali nazionali ma tra questi non figura l’Italia.