Beppe Grillo chiede alla magistratura “l’interruzione dei lavori di Expo”, anche se i consiglieri lombardi 5 stelle ammettono che nel concreto potranno solo cercare di “limitare i danni”. Dopo le inchieste che hanno rivelato il sistema di tangenti per gli appalti dell’Esposizione, Grillo arriva a Milano per una conferenza stampa alla discoteca “La banque“, dove si schiera per uno stop immediato dell’opera. Poche ore prima, dalla stessa Milano, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ribadito l’impegno del governo perché “lo Stato è più forte dei ladri”. La pensa diversamente il il leader 5 stelle: “Deve essere fermato tutto perché ci sono ancora in ballo 4-5 miliardi. Ma vanno arrestati i leader politici, non questi poveracci. Dobbiamo aprire gli occhi, l’Expo non è stato pensato per dare un’immagine dell’Italia al mondo. L’hanno fatto per riciclare denaro, è un’associazione a delinquere”. E ha continuato attaccando Cantone: “Arriva il super commissario dell’anticorruzione. Il super commissario va a commissariare il commissario. E quello che c’era dice: ‘Non mi sono accorto’. Quando siamo entrati con un pullman con 40 parlamentari dentro i cantieri di Expo, ho visto un campo con milioni di metri quadri e nulla. Non c’era nulla. Adesso la magistratura si sta muovendo, secondo me, perché sa che c’è una forza politica importante, forse la prima del Paese, che non gli va contro. Ecco perché sono intervenuti dopo che siamo andati noi all’Expo”.

di A.Madron, F.Baraggino e F.Martelli

Grillo ha poi attaccato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz: “Dobbiamo dare un segnale straordinario che le cose stanno cambiando in Italia. Allora io do un messaggio a Schulz che mi ha chiamato Stalin: non ti puoi permettere di venire a fare campagna per il Pd in Italia con i soldi del Parlamento europeo e poi non puoi permetterti di prendere in giro un Movimento scelto da 9 milioni di italiani. Allora caro Schulz, attaccati alla Merkel perché il venticello sarà sempre più forte”. Non solo Expo quindi. Nel corso della conferenza stampa Grillo ha commentato anche la sua prossima intervista da Bruno Vespa: “Io ci vado perché rappresenta quell’elettorato che crede che io sia Hitler, persone terrorizzate da me e dalle mie urla, e io devo combattere un pregiudizio“.

Poche ore prima a parlare era il presidente del Consiglio che, sempre da Milano, ha rilanciato l’importanza dell’Expo. Grillo lo definisce un bamboccio: “L’ebetino lo capisci dalla faccia chi è. Possibile che non capiate che c’è una differenza tra un bamboccio ed un uomo? Lo abbiamo avuti tutti a scuola uno che appena parlava gli davi uno scappellotto. Bisogna licenziare le maestre, che hanno fatto cantare ‘Renziii Renziiì questa mattina. E’ uno sfascista, come successo con Telecom, svenduti da tre maiali. Lui va avanti con lo stesso cinismo e cattiveria, non distingue le paure e le emozioni della gente. Come Monti”.

L’attacco di Grillo all’Esposizione era cominciato già in mattinata con la pubblicazione sul blog di un articolo dal titolo: “L’Expo è il gioco dei quattro cantoni”. “Il responsabile di una fantomatica task force”, ha scritto, “nominato da Renzie si chiama proprio Cantone. Un signore che ha la responsabilità dell’autorità anticorruzione e che sulla corruzione dell’Expo non ne sapeva nulla. A che pro prende quindi lo stipendio e a cosa serve l’autorità anticorruzione? Come cantava Bob Dylan sono domande perse nel vento”. E poi continua: “Nel gioco dei quattro cantoni, oltre a Cantone, c’è un commissario che si chiama Sala. E’ indignato e sorpreso dal comportamento dei suoi collaboratori. E’ come se il commissario Maigret durante le sue famose inchieste avesse sempre come collaboratori dei ladri e non se ne accorgesse e gli venisse confermata la fiducia”, prosegue il fondatore del M5S. “Quindi nei primi due cantoni ci sono un responsabile dell’anticorruzione che nulla ha visto sulla grande abbuffata di Milano e un commissario che andrebbe commissariato per incapacità o dabbenaggine. Il terzo cantone è pieno di vecchi compagni e di trafficanti di soldi pubblici trasformati in tangenti. Ci sono, tra gli altri, il compagno Q, detto Quagliotti, il compagno G, detto Greganti, che si è fatto la galera pur di non mandare in galera i percettori delle sue tangenti. Un eroe della sinistra, come Mangano è un eroe di Berlusconi e Dell’Utri. Un concentrato di omertà e peste rossa”. E conclude: “Per la par condicio bisognerebbe arrestare qualche cittadino onesto, meglio se iscritto al Movimento 5 stelle”.