“Non chiamateli estremisti di destra: Marine Le Pen e gli altri sono pro omosessuali e pro ebrei”. A dirlo sono gli autori di un nuovo ebook, Marine Le Pen & Co. Populismi e neopopulismi in Europa (ed. GoWare): Guido Bolaffi e Giuseppe Terranova, direttore e vicedirettore di West, quotidiano online, in italiano e inglese, che si occupa di politiche sociali dei Paesi europei. A poche settimane dalle elezioni del 25 maggio, l’ebook intende fare chiarezza sulle formazioni cosiddette “populiste”: sono tante e in trasformazione. Certo è che, da Roma ad Amsterdam, raccolgono sempre più consensi nella classe media anche con temi che contrastano i cliché sulle destre.

Il Front National fondato dal padre di Marine, Jean-Marie, era nero, razzista, antiebraico, maschilista e omofobo. Oggi difende ebrei e gay. Come l’olandese Partij voor de Vrijheid (il Partito per la Libertà) di Geet Wilders, che ha strappato alla sinistra la difesa delle istanze omosessuali. Wilders, si legge nell’ebook, “ha usato il diritto alla libertà omosessuale per orchestrare una rumorosa crociata mediatica, dentro e fuori il Paese, contro gli immigrati seguaci dell’oscurantismo maomettano”. “La verità – aggiungono gli autori al fattoquotidiano.it – è che i neopopulisti si preoccupano di catturare consensi da settori sociali che fino a ieri non avrebbero mai pensato di votarli. In particolare la classe media, declassata e impaurita. I neopopulisti non sono estremisti, ma conservatori. Non sono anti-democratici, ma anti-istituzionali. Criticano la democrazia rappresentativa in nome e per conto di quella diretta. Lo spazio che usano i neopopulisti è quello che gli americani chiamano disconnect: ossia la sconnessione tra gli interessi reali e le percezioni culturali da una parte dei gruppi sociali più svantaggiati, oggi pesantemente puniti dalla crisi, dall’altra di quelli dell’establishment economico e politico”.

I patriottici di tutta Europa uniti in un gruppo capeggiato da Le Pen per dichiarare l’uscita dall’euro: accadrà questo? “Diremmo di no. Parliamo di una galassia assai eterogenea e assai divisa. Oggi sappiamo che sono interessati a fare squadra con il Front National: il Pvv olandese, l’Fpö austriaco, il Vlaams Belang belga, la Lega Nord italiana. Il resto si vedrà. Parliamo di uno scenario molto fluido”.

Nell’intervista esclusiva a Marine Le Pen contenuta nell’ebook, la leader del Front National tratteggia il futuro auspicato per l’Europa: “Dobbiamo mantenere la pace, ma (…) i cugini non possono vivere sotto lo stesso tetto”. “La Commissione europea contro la quale si scaglia Le Pen, è in qualche modo, agli occhi di molti, l’emblema dell’Europa dei burocrati. E personaggi come Barroso o Van Rompuy non scaldano certo i cuori”. Qual è il nemico numero uno dei populismi? “È quella che è stata definita la global elitemulticulturale, urbana, paladina degli interessi transnazionali”.

Il Front National, secondo gli autori, non ha niente a che fare con la destra estrema di Grecia ed Europa dell’Est: Alba Dorata, Ataka per la Bulgaria, l’ungherese Jobbik e il Partito della Grande Romania, tanto per citare alcune formazioni che hanno raccolto fino al 14,77 per cento di voti alle europee del 2009 e che rischiano di aumentare i propri consensi nell’appuntamento di maggio. “Sono diversi dagli estremisti dell’est e sono loro stessi a dirlo. Tant’è che in vista delle elezioni europee non è stata neanche tentata dal Front National un’alleanza di questo tipo”. Per il suo gruppo transnazionale europeo, Marine Le Pen sta corteggiando altri partiti. In Italia quali? “Di certo la Lega Nord. Con Beppe Grillo, anche se ci sono state varie prove di dialogo, non ci sarà nessuna entente cordiale perché come ha detto Ludovic De Danne, consigliere capo per gli affari europei di Marine Le Pen, in una intervista rilasciata al nostro giornale, i Cinque Stelle, ‘oltre a dire no euro, non hanno un progetto preciso e coerente. E nel loro blog hanno pubblicato solo ridicoli, diffamatori articoli contro il Front National e la nostra leader’”. “Il signor Grillo manca di coerenza nel progetto che propone – ha detto la leader francese alcune settimane fa su La7 – Si compiace di adottare un comportamento contestatore, scapestrato, senza offrire agli italiani un progetto coerente, ben concepito e approfondito”. La Le Pen è stata molto dura con Grillo: è un “complice del sistema”, ha detto, e afferma che “non si può essere contro l’euro e a favore dell’immigrazione: in questo Grillo è come Mélenchon in Francia: molto incoerente e molto contraddittorio. Non c’è coerenza nell’analisi sulla Ue. O è politicamente debole, nel senso che non capisce, o in malafede”.

Grillo vuole o no uscire dall’euro? “Grillo lancia il sasso e nasconde la mano – rispondono Bolaffi e Terranova – Continua a chiedere un referendum sull’euro in nome e per conto del popolo ma non dice mai cosa voterebbe. Lascia intendere, schiacciando l’occhiolino alla pancia del Paese, l’uscita dall’euro, ma tace sulla sua opinione. Intervistato da Business Week per ben 7 volte, quando gli viene chiesto cosa voterebbe, lui risponde: ‘Son fatti miei’. Grillo e Berlusconi sono assolutamente i campioni del trasformismo”.