Tutti insieme, appassionatamente. A farsi rimborsare a piè di lista un profluvio di spese che i giudici della Corte dei Conti hanno ritenuto ingiustificabili ed estranee ai compiti istituzionali, aprendo l’ennesimo fascicolo che porta i nomi di quindici consiglieri della Regione Liguria. Che vanno a rimpolpare l’elenco dei colleghi già pizzicati a cimentarsi in “spese pazze“. Le new entry del 2012 riguardano Pd, Pdl, Udc, Lega Nord, Sel, Idv, Lista Biasotti, Diritti e Libertà, Liguria viva. Il totale delle spese dichiarate non ammissibili tocca i 400mila euro nel solo 2012.

La lista dei gruppi che secondo la sezione di controllo della Corte dei Conti hanno usato con troppo disinvoltura il denaro pubblico si apre con il Pdl (9 consiglieri, una parte transitata nel Ncd, per 161.352 euro). Secondo posto per l’Idv di Di Pietro (4 consiglieri fino a novembre, poi 1, per 78.120 euro). Terza la Federazione della Sinistra (2 consiglieri, oggi 1. per 32.533 euro). Quarta la Lega Nord (3 consiglieri, 32.156 euro, già restituiti 30.390). Quinto il Pd (13 consiglieri, 24.861 euro), poi la lista Noi con Burlando (1 consigliere, Armando Capurro, 18.316 euro). A seguire Sel (1 consigliere, Matteo Rossi, 13.405 euro), Riformisti Italiani (1 consigliere, Raffaella Della Bianca, 12.756 euro), Lista Biasotti (2 consiglieri, 9.063 euro, restituiti 5.088), Liguria Viva (1 consigliere, Ezio Chiesa, 6.273 euro), UdC (3 consiglieri, 5.386 euro. Le contestazioni penali a Rosario Monteleone si riferiscono al 2010-2011). Diritti e Libertà (3 consiglieri fuoriusciti da Idv, 1.173 euro).

Tra le spese contestate, rimborsi chilometrici per 8.123 euro (Francesco Bruzzone, capogruppo Lega Nord), Champagne grand Cru (anonimi del gruppo Pdl ad Albenga, 725 euro, ma riferibili a Marco Melgrati) e scontrini di happy hour (Gruppo Idv, party di fine anno da 650 euro al bar Parador di Genova). Una montagna della prelibata focaccia genovese per 500 euro di spesa conteggiati dall’Idv. Un Ipod nano da 347 euro e un Ipad, libri e rimborsi chilometrici per un totale di oltre quattromila euro da Giacomo Conti, Federazione della Sinistra, il quale si difende: “Spese per attrezzature in dotazione al gruppo consiliare”. Persino un necrologio da 195 euro per la morte del parlamentare lombardo Giampiero Cantoni, ordinato da Roberto Bagnasco (ex Pdl ora FI: “E’ un clima di caccia alle streghe”), francobolli e coppe sportive per varie migliaia di euro (Gino Garibaldi, ex Pdl oggi Ncd). E ancora, ricariche telefoniche per l’ex sindaco di Alassio, Marco Melgrati (Pdl), al quale viene contestata anche le spesa per una serie di rinfreschi organizzati nella cittadina del ponente. Anche Franco Rocca risulta prodigo negli acquisti di ricariche telefoniche. Raffaella Della Bianca (ex Pdl ora Riformisti) invece per biglietti aerei e ferroviari, Alessandro Benzi (ex FdS poi Sel) per un viaggio a Cuba e un centinaio di bottiglie di vino. Molto attivo anche il vicepresidente del consiglio regionale, Luigi Morgillo (PdL), che ha messo a rimborso la bellezza di 3.190 euro di francobolli, sui 24.076 euro che gli vengono contestati. Nel Pd Antonino Miceli per conti di alberghi, Alessio Cavarra (viaggio a Cracovia), Giancarlo Manti (pranzi vari ai parchi Alpi Liguri). E ancora: tre pernottamenti all’hotel Plaza di Roma (5 stelle Lusso) dell’ufficio di presidenza di Rosario Monteleone, un nome già emerso nelle precedenti inchieste contabili e transitato anche sul terreno delle inchieste penali: è indagato dalla Procura della Repubblica.

La spesa per un premio di laurea da 700 euro e alcune serigrafie per la fondazione “Casa America” (500 euro) viene invece contestata a Michele Boffa (Pd), all’epoca vicepresidente, poi succeduto a Monteleone alla presidenza del consiglio. Al PdL vengono contestate alcune migliaia di euro di spese per la presentazione di libri dell’attuale ministro, Maurizio Lupi e dell’ex direttore del Tempo e candidato (senza successo) per Scelta Civica alle elezioni politiche, Mario Sechi. Tutto pagato con i soldi dei contribuenti. L’intervento della Corte dei Conti ligure ha messo fine al festino. Spiega a ilfattoquotidiano.it Ermete Bogetti, il procuratore della Corte dei Conti della Liguria che indaga: “Il procedimento contabile prevede due gradi di giudizio. Se le accuse verranno provate gli interessati dovranno rifondere i denari spesi in violazione delle regole. Di tasca propria. In Piemonte numerosi consiglieri regionali indagati hanno preferito restituire i soldi per evitare il processo”.

<In nove anni di attività in Regione, come consigliere non ho mai presentato uno scontrino per un rimborso spese>, commenta Claudio Burlando, governatore della Liguria, conversando col Fattoquotidiano.it. <Come presidente della giunta mi attengo strettamente ai compiti istituzionali. Tutto ciò che sta fuori, non va mai in conto spese. A Bari a seguire Matteo Renzi ci sono andato a mie spese. Eppure si trattava di un impegno di natura politica e non personale>. Molto prudente. E saggio, Burlando. <Ma no… Il problema è che la legge precedente era troppo lasca e di fatto non suggeriva controlli efficaci. Qualcuno non ha valutato bene come muoversi. La mia proposta è: azzeriamo e rifondiamo tutto. I gruppi si facciano carico degli errori e ripaghino il denaro indebitamente percepito>.