La riforma del reato di voto di scambio arriva in Senato per la possibile approvazione definitiva ed è subito scontro. Risultato, il voto previsto oggi è rinviato a mercoledì, dato che per l’ostruzionismo del Movimento Cinque Stelle alla fine del pomeriggio nessun emendamento era stato ancora votato. Mentre è stata Forza Italia, che ha ottenuto una serie di alleggerimenti della norma nei vari passaggi parlamentari, a premere fino all’ultimo perché si arrivasse in fretta all’ok. Ma alla fine il presidente Pietro Grasso ha sospeso la discussione e convocato una nuova riunione della capigruppo, come richiesto dal senatore e presidente del Pd in Senato Luigi Zanda. 

Da una parte i Cinque stelle – nella tribuna del pubblico era presente Beppe Grillo, che ha tenuto una movimentata conferenza stampa – con alcuni senatori che hanno messo sopra i banchi alcuni iPad e iPhone, rivolti verso la tribuna stampa con la frase: “No mafia”. Dall’altra una maggioranza allargata determinata – pur tra mille mal di pancia – ad approvare il faticoso compromesso raggiunto nei tre precedenti passaggi fra Camera e Senato

 

Il senatore di Forza Italia Franco Cardiello, che nella precedente seduta dedicata al voto di scambio era quasi arrivato alle mani con un parlamentare grillino, ha invitato il presidente Grasso, a “richiamare gli esponenti del MoVimento 5 Stelle che di fatto ci stanno accusando di essere mafiosi”. I senatori Cinque Stelle hanno protestato e chiesto di intervenire per rispondere all’esponente forzista. 

Il Movimento Cinque Stelle ha tirato in ballo anche don Ciotti, il fondatore di Libera, la rete antimafia che più si è spesa per ottenere la riforma del vecchio 416 ter, che prevedeva la punibilità del politico solo in caso – raro – di acquisto di voti in cambio di denaro. “Don Ciotti parli oggi, domani sarà troppo tardi”, ha detto il senatore del Movimento 5 stelle Giovanni Endrizzi nel corso dell’illustrazione degli emendamenti, nell’Aula del Senato, sul disegno di legge sul voto di scambio. 

“La differenza tra noi e loro è questa: noi vogliamo che le prossime elezioni siano regolamentate da una legge che regoli lo scambio politico mafioso e loro no”, ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda. Zanda è stato più volte interrotto dai senatori del Movimento 5 stelle con applausi, fischi, urla e cori “fuori la mafia dallo Stato“. “Perché dovete urlare da quando entrate a quando uscite da questa Aula? State calmi un attimo, voi perderete le elezioni e le perderete per le cose che fate, per questo comportamento parlamentare”, ha replicato il senatore democratico. 

A premere per accorciare i tempi è stato Francesco Nitto Palma, capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia, ha chiesto a Grasso di accorciare i tempi dell’illustrazione degli emendamenti per poter poi passare al loro esame.  “Nella conferenza dei capigruppo si era stabilito che alle 20.30 si sarebbe dovuto procedere alla votazione degli emendamenti”, ha spiegato Palma. I senatori del Movimento 5 stelle dalle 16.30 stanno infatti, con un chiaro intento ostruzionistico, illustrando gli emendamenti depositati chiedendo la parola uno ad uno”.