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Femminicidio Colleferro, il marito confessa. La vittima morta tra le braccia della figlia. Il sindaco: “Segnali sfuggiti”

Mohamed Habib Rouissi, 69 anni, ha ammesso di aver ucciso la moglie a coltellate. La donna, madre di cinque figli, è morta davanti al bambino di nove anni. Il delitto arriva dopo una sequenza di quattro femminicidi in Italia in appena 48 ore
Femminicidio Colleferro, il marito confessa. La vittima morta tra le braccia della figlia. Il sindaco: “Segnali sfuggiti”
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Ha confessato Mohamed Habib Rouissi, il 69enne tunisino che nella giornata di martedì ha ucciso a coltellate la moglie Joanna Roussi a Colleferro, davanti al figlio di 9 anni. L’uomo, dopo aver sferrato i quattro fendenti alla gola della moglie aveva gettato l’arma sul pavimento ed era fuggito. A trovare la donna e chiamare il 112 era stata la figlia, rientrata a casa poco dopo l’ennesimo femminicidio, il quarto nel giro di 48 ore in Italia. Gli agenti del commissariato, intervenuti nell’abitazione in via Cristoforo Colombo, hanno successivamente individuato e fermato il 69enne.

Joanna – il cui cognome da nubile non è è stato ancora diffuso – è morta tra le braccia della figlia più grande, che ha tentato invano di rianimarla. Era madre di cinque figli, di cui quattro adolescenti. Il più piccolo ha nove anni mentre la più grande 20. Ora tutti e cinque sono stati accolti da una struttura protetta.

“Segnali sfuggiti”

“Da quello che possiamo capire, la signora era abbastanza conosciuta in zona e da alcune famiglie di Colleferro. Da quanto emerge, in qualche modo c’erano segnali di questa situazione che, però, evidentemente, sono sfuggiti o non sono stati ritenuti così pericolosi – spiega a LaPresse il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita – “È il primo femminicidio che la nostra città ricorda nella sua storia moderna. Un uomo, da quanto si apprende, con problemi psichici, ha ucciso la sua compagna. È l’ennesimo dramma dopo una settimana difficile, una notizia bruttissima che ha scosso una famiglia composta da cinque figli, di cui uno minorenne. A loro, in queste ore, abbiamo dato il massimo del supporto che potevamo e continueremo a farlo nei prossimi giorni. Sono sicuro che la città troverà anche un modo per reagire a questa brutta storia”.

Joanna Roussi è morta tra le braccia della figlia maggiore, che ha tentato disperatamente di rianimarla. Aveva 50 anni, cinque figli ed è stata uccisa nella sua casa di Colleferro. A ucciderla è stato il marito, Mohamed Habib Rouissi, 69 anni, che ha confessato dopo essere stato fermato dalla polizia. L’uomo, di origini tunisine, avrebbe colpito la moglie, cittadina polacca, quattro volte alla gola con un coltello. Poi avrebbe lasciato l’arma sul pavimento e sarebbe fuggito. In casa c’era anche il figlio più piccolo, appena nove anni. A dare l’allarme è stata la figlia maggiore, rientrata poco dopo e trovata di fronte alla scena. Quando i soccorsi sono arrivati, per Joanna non c’era più nulla da fare. La polizia ha rintracciato e fermato il 69enne poco dopo. La Procura di Velletri procede per femminicidio.

I cinque figli, quattro dei quali adolescenti, sono stati ora accolti in una struttura protetta. La famiglia è stata travolta da una tragedia consumata dentro casa, davanti a uno dei bambini. Il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, ha parlato di una donna conosciuta in città e di possibili segnali di una situazione difficile che, però, non sarebbero stati riconosciuti come abbastanza pericolosi. “Sono sfuggiti o non sono stati ritenuti così pericolosi”, ha spiegato. Per Colleferro è il primo femminicidio della storia recente della città.

Quattro donne uccise in 48 ore

Il delitto di Joanna arriva al termine di tre giorni segnati da una sequenza impressionante di violenza sulle donne. Negli ultimi tre giorni sono state tre le donne vittime di violenza femminicida. Proprio mentre dalla provincia di Roma arriva la notizia dell’accoltellamento, in Calabria emergeva il sospetto che Carmela Bifano, 72 anni trovata morta in un fondo agricolo a Villaggio Frassa, nell’area urbana di Corigliano (Cosenza), era stata uccisa a colpi di pietra e al vaglio degli inquirenti c’è ancora la posizione del marito.

Lunedì Tania Terrin, 39 anni, invece è stata soffocata dall’ex fidanzato che poi si è impiccato. Ornella Forastefano, 46 anni, è morta in seguito al pestaggio subito dal compagno poi fermato mentre fuggiva verso l’Albania. Nel pomeriggio di Ferragosto a Sant’Angelo a Cupolo, nel Beneventano, Faustino Cardillo, 66 anni, ha accoltellato a morte la moglie Maria D’Alessandro, sua coetanea ed ex dipendente postale, per poi ferirsi con la stessa arma nel tentativo di togliersi la vita. Operato nell’ospedale locale per le lesioni autoinflitte, l’uomo è stato dimesso e trasferito in carcere. Una scia di violenze in contrasto con i dati diffusi dal Viminale il 15 agosto in cui si registrava una diminuzione del 37% gli omicidi volontari con vittime di sesso femminile e i femminicidi. Nel primo semestre 2026 le vittime sono state 34, contro le 54 dei primi sei mesi del 2025 secondo il Dossier Sicurezza 2026 del ministero dell’Interno.

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