Sulla Variante di valico si indaga ancora. La Procura della Repubblica di Bologna ha infatti aperto un’inchiesta e sta effettuando i primi accertamenti su un nuovo fronte della grande opera appenninica, che affiancherà l’Autostrada del Sole nei collegamenti tra Bologna e Firenze. Ieri mattina, il pm Rossella Poggioli ha effettuato un breve giro all’interno della galleria Sparvo. Con lei c’erano funzionari della Asl di San Lazzaro di Savena. La notizia dei problemi alla struttura era stata data dal Fatto Quotidiano, lo scorso 22 marzo.

Il tunnel Sparvo, lungo quasi due chilometri per ognuna delle due canne, è uno dei tanti scavati per la nuova autostrada. Ma da diverso tempo, per decine di metri, ha cominciato ad avere dei problemi, causati da una frana che fa pressione sulle sue pareti. Il tunnel, il cui scavo è stato progettato dalla ditta Rocksoil (quella dell’ex ministro Pietro Lunardi) è stato “bucato” ormai per intero, ma i lavori di rifinitura dell’opera (mancano ancora i bypass tra una canna e l’altra) sono stati sospesi momentaneamente per evitare possibili rischi per gli operai.

L’appalto per lo scavo della galleria Sparvo è affidato a un raggruppamento di diverse imprese: la Toto Costruzioni, la Vianini del gruppo Caltagirone e la Profacta. I costruttori hanno sempre sostenuto di aver fatto presente alla società concessionaria dell’opera, Autostrade per l’Italia (della famiglia Benetton), che il tracciato progettato per la galleria presentava delle criticità: il rischio infatti, scavando delle gallerie così poco profonde, era quello di risvegliare le frane andando a scavare proprio nella loro pancia. Così ora, nel caso della Sparvo, per sistemare i danni alla galleria sarà necessario costruire un nuovo rivestimento metallico lungo la parte della galleria messa a rischio. E questo potrebbe costare ad Autostrade, e indirettamente, ai cittadini che pagano i pedaggi, svariati milioni di euro.

Il lavoro della Procura (per ora da quanto trapela è solo un fascicolo conoscitivo), si va ad affiancare al caso, anche giudiziario, della frana di Ripoli. Il borgo montano è infatti posto sopra un’altra delle gallerie della Variante, la Val di Sambro e una frana, risvegliata dagli scavi, lo sta facendo scivolare lentamente verso valle. Per questo caso, dopo una lunga inchiesta giudiziaria per frana e disastro colposo sempre rimasta iscritta a carico di ignoti, il sostituto procuratore Morena Plazzi aveva chiesto l’archiviazione. E ora si attende la decisione del Gip. Nonostante ciò, una consulenza tecnica aveva certificato che quella frana era stata risvegliata dagli scavi. Il paese aveva iniziato a muoversi da pochi millimetri a decine di centimetri l’anno. La frana di Ripoli inoltre, da tempo ha messo in movimento anche i piloni del viadotto della vecchia (ma sempre trafficata) Autosole a monte di Ripoli, scivolata verso valle di quasi 15 centimetri in due anni e mezzo.

da il Fatto Quotidiano di martedì 15 aprile 2014