“Un primo sguardo oltre il sipario che cela figure sconosciute”. “Un ballo indiavolato di materia ed energia che si scambiano i ruoli a un ritmo frenetico”. Con queste accattivanti immagini per la prima volta il pubblico italiano ha la possibilità di “Toccare il Big Bang”, e confrontarsi con la scoperta degli astrofisici di Harvard, annunciata poche settimane fa, delle prime impronte di onde gravitazionali attraverso l’esperimento Bicep 2, al Polo Sud. L’occasione è la IV edizione della “Festa Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscenza” di Foligno . Quattro giorni, dal 10 al 13 aprile, di conferenze e dibattiti, alcuni dei quali in diretta streaming, che ruotano intorno ai tre aggettivi “Umano, sensibile e ignoto”, declinati in quattro grandi aree tematiche: “Il tempo, scienza e fede, cervello e mente, semplice e complesso”.

“La festa è una straordinaria occasione per spiegare al pubblico l’importanza di questa acquisizione sperimentale, che potrebbe confermare definitivamente la teoria dell’Inflazione”, afferma Roberto Battiston, uno dei quattro referenti scientifici della rassegna umbra, viceresponsabile dell’esperimento Esa/Nasa AMS-02, agganciato alla Stazione spaziale internazionale (Iss) per studiare l’antimateria cosmica. “Immaginate di trovarvi a teatro e di avere davanti a voi il sipario rosso chiuso – gli fa eco un altro dei relatori del festival, Eugenio Coccia, presidente del Comitato internazionale sulle onde gravitazionali (Gwic) e direttore del Gran Sasso Science Institute dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) -. Ad un tratto, si vede qualcosa agitarsi dietro il sipario, ma dalla platea non si riesce a scorgere quali figure si nascondano dietro il manto rosso. Ecco, grazie ai dati raccolti dal telescopio Bicep 2, si è riusciti per la prima volta a vedere quali figure si muovono dietro il sipario. Fino a un istante prima della scoperta – precisa Coccia – potevamo arrivare a vedere e a conoscere l’universo come si presentava 380 mila anni dopo il Big Bang, in uno stato di infanzia. I segnali misurati dai ricercatori americani arrivano, invece, da un tempo anteriore. È questa la grossa novità”.

Un lungo viaggio indietro nel tempo, filo conduttore che caratterizza una delle quattro sezioni in cui è suddiviso il ricco calendario della festa di Foligno. “È proprio ciò che ha fatto il telescopio spaziale Planck dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, che ha recentemente prodotto l’immagine più accurata mai ottenuta dell’universo neonato – racconta al pubblico di Foligno Marco Bersanelli, astrofisico dell’Università degli studi di Milano e responsabile di uno dei due strumenti a bordo del telescopio dell’Esa -. Siamo ormai capaci di vedere in diretta come appariva l’universo quando era giovanissimo, a un’età appena dello 0,003% di quella attuale. In proporzione, è come se vedessimo un adulto di 50 anni quando era nel suo primo giorno di vita”.

Ma l’ambizione degli scienziati è spingersi oltre. “Planck non ha osservato nessuna firma caratteristica lasciata dalle onde gravitazionali – sostiene John David Barrow, celebre cosmologo e divulgatore britannico, nella sua conferenza sull’evoluzione dell’universo -. Probabilmente perché, a differenza del telescopio del Polo Sud, aveva una minore sensibilità e osservava tutto il cosmo, anziché una regione limitata. Sappiamo che l’universo si sta espandendo in modo accelerato e che questo processo non ha né un centro, né un confine. Adesso occorre approfondire i dati del telescopio Bicep 2, e molti gruppi internazionali lo stanno già facendo, per confermare o smentire l’osservazione delle onde gravitazionali e dell’inflazione. Un processo di espansione istantanea dell’universo primordiale che – conclude Barrow – secondo alcune teorie cosmologiche, potrebbe anche non avere fine”.

Il telescopio americano basato al Polo Sud ha dato solo una prima sbirciata dietro il sipario rosso. Ma le sue osservazioni potrebbero segnare l’inizio di una nuova astronomia, di un nuovo cammino per seguir quella “Virtute e canoscenza” eternata da Dante nei versi della Divina Commedia e scelta come motto del festival di Foligno. “A partire dal 2016 saranno pronti gli interferometri Virgo e Ligo, dai quali – spiega Coccia – ci si aspetta non solo la possibilità di analizzare direttamente le onde gravitazionali primordiali, ma anche quelle che vengono da sorgenti nelle galassie intorno a noi, come buchi neri e stelle di neutroni. Oltre ai rivelatori terrestri di superficie si stanno, inoltre, mettendo a punto un interferometro sotterraneo, l’Einstein Telescope, e uno spaziale chiamato eLISA , che dovrebbe essere messo in orbita tra poco più di dieci anni. Insomma – conclude lo studioso – si aprirà di fatto un nuovo campo di ricerca e la caccia potrebbe diventare davvero interessante”. 

Il calendario della Festa di Foligno