Le richieste sono due: stop all’ammassamento delle truppe russe ai confini con l’Ucraina e risposta scritta di Mosca a una risoluzione diplomatica che gli Usa hanno presentato. Sono questi i punti che Barack Obama domanda a Vladimir Putin di mettere in pratica. Il capo del Cremlino ha chiamato l’inquilino della Casa Bianca per discutere dell’Ucraina e Obama ha invitato la Russia a ritirare le sue truppe dal confine, sottolineando che il governo di Kiev sta portando avanti una de-escalation nonostante l’incursione della Russia in Crimea. A tal proposito ha invitato Putin a sostenere questa via e smettere di ammassare truppe lungo i suoi confini con l’Ucraina. I due hanno inoltre concordato che il segretario di Stato americano, John Kerry, incontrerà il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, per discutere di ulteriori passi. La telefonata di Putin a Obama giunge in un momento in cui Kiev e i Paesi occidentali sono preoccupati di una possibile invasione russa dell’est dell’Ucraina. Putin ha inoltre assicurato al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon di non avere “alcuna intenzione di condurre operazioni militari” in Ucraina meridionale o orientale.

La notizia di “quasi 50mila” soldati russi ammassati lungo il confine aveva scatenato l’immediata reazione di Obama. “La Russia deve ritirare le proprie truppe”, ha detto il presidente a Cbs TodayGiovedì un responsabile ucraino aveva parlato di “100mila soldati russi”. Pronta la smentita di Mosca: “Niente del genere”. Per Putin, “gli avvenimenti in Crimea sono stati un serio test per le forze armate russe, e hanno dimostrato le loro nuove capacità”. Obama in giornata ha inoltre inviato un altro messaggio a Putin: “Gli Stati Uniti – ha detto – non hanno alcun interesse ad accerchiare Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin ha certamente travisato la nostra politica estera. Noi rifiutiamo l’idea che ci sia una sfera di influenza”, “che possa giustificare la Russia a invadere altri paesi. Ora abbiamo bisogno di far tornare la calma ai confini. La presenza di truppe russe può essere il tentativo di intimidire l’Ucraina o può essere un piano aggiuntivo”.

Intanto l’ex presidente Viktor Yanukovich annuncia che per preservare l’unità dell’Ucraina “serve un referendum in tutte le regioni per definirne lo status e non elezioni presidenziali”. Nel suo appello per un referendum il deposto leader chiede di essere radiato dalla carica di presidente onorario del Partito delle regioni, di cui era il padre-padrone. Formazione che ha già annunciato una sua rinascita e che domani si riunisce anche per decidere come partecipare alle presidenziali del 25 maggio. A scaldare i motori l’ex presidente della Banca centrale Serghiei Tighipko, che era vice premier del precedente governo e che si è già candidato a guidare, oltre che il Paese, anche l’ex partito. 

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