In arrivo il primo sostegno economico per Kiev. Il Fondo monetario internazionale è pronto concedere un piano di 14-18 miliardi di dollari all’Ucraina. E’ quanto annuncia il Fondo in una nota al termine della missione a Kiev. Il totale degli aiuti internazionali su cui il paese può contare raggiungerà i 27 miliardi nei prossimi due anni.

In cambio l’Fmi chiede a Kiev di attuare riforme in alcuni settori chiave fra cui il comparto finanziario, le politiche monetarie e di cambio, conti pubblici, e l’energia oltre che una maggiore trasparenza. L’obiettivo del programma di riforme è quello di “ripristinare la stabilità macroeconomica e riportare il paese sul sentiero di una solida crescita oltre a proteggere le categorie più vulnerabili della società” con misure per mitigare l’impatto su queste riforme. L’Fmi assieme ad altre organizzazioni fra cui la Banca Mondiale, svilupperà misure per aiutare ad “incrementare la trasparenza dell’attività di governo”. 

Tornando alla missione, dopo aver ricordato il difficile stato in cui versano i conti pubblici del paese che è ricaduto nella recessione, Nikolay Georgiev, rappresentante dell’Fmi, spiega come bisognerà “stabilire una revisione della spesa nei prossimi mesi e attuare una correzione di bilancio più profonda nel medio termine. Nel 2014 – continua il capo della missione – l’iniziale stabilizzazione sarà raggiunta attraverso un mix di misure sul fronte dei ricavi e della spesa. Nel 2015-2016 il programma prevede una graduale serie di provvedimenti commisurati alla velocità della ripresa economica con l’obiettivo di ridurre il deficit a circa il 2,5% del Pil entro il 2016”.

Le riforme del comparto energetico puntano inoltre e ridurre il “drenaggio fiscale sul settore e attrarre nuovi investimenti”. Un passo “chiave” per il Fondo è l’impegno a rivedere le tariffe, ora a prezzi inferiori ai costi sopportati, di pari passo con misure per mitigare l’impatto sui settori più vulnerabili della società”.

Intanto Kiev lancia l’allarme sul fronte diplomatico. La Russia, infatti, ha ammassato ai confini dell’Ucraina circa 100.000 soldati, ben oltre i 20.000 indicati dagli Stati Uniti. A lanciare l’allarme il presidente del consiglio della sicurezza nazionale ucraino, Andriy Parubiy, intervenuto in video da Kiev a un evento dell’Atlantic Council, un think tank di Washington.