L’Italia è sempre più nelle mani della finanza americana. Dopo Intesa Sanpaolo e Telecom, Blackrock rafforza la presa anche su Unicredit, diventando il primo azionista. Il fondo americano è salito lo scorso 7 marzo al 5,24% dell’istituto di Piazza Cordusio, superando il fondo arabo Aabar che si ferma al 5,089 per cento.

Blackrock, che a gennaio 2013 era diventato secondo azionista della banca guidata da Federico Ghizzoni conquistando il 5%, ha un patrimonio in gestione da 4mila miliardi, pari al doppio dell’intero debito pubblico italiano. La partecipazione in Unicredit è solo l’ultimo trofeo italiano del fondo americano, che il 13 febbraio scorso, mentre si consumava la fine del governo di Enrico Letta, ha acquistato il 5% di Intesa Sanpaolo diventando il secondo azionista subito dietro la torinese Compagnia Sanpaolo (9,71 per cento).

Blackrock, tra i protagonisti della finanza più influenti a Wall Street e Washington, ha infatti già scommesso su Ubi (4,9%), Prysmian (5%), Atlantia (5%) e Azimut (5%). Ma, soprattutto, su Telecom Italia, dove si è inserito in coda ai soci della holding Telco, nella quale è presente anche Intesa Sanpaolo oltre a Telefonica, Mediobanca e le Assicurazioni Generali. Proprio l’investimento nel gruppo di telecomunicazioni, pari al 7,79% del capitale, ha fatto a lungo discutere ed è anche oggetto di un approfondimento da parte della Consob.

Il mega-fondo americano, da tempo presente nell’azionariato di Unicredit (che ha chiuso il 2013 con una maxi perdita di 14 miliardi) era uscito dal ‘radar’ Consob con la discesa la scorsa primavera al 4,9%, sotto il 5%, avvalendosi dell’esenzione per la comunicazione delle quote inferiori a quella soglia. Blackrock, che agisce indipendentemente attraverso le divisioni di tutto il mondo e nel caso di Unicredit ha investito con 18 diverse aziende, è una delle più grandi società di investimento nel mondo.