“Bene, questa ce l’abbiamo fatto”. Sandra Zampa conta i voti dei colleghi democratici che con con 121 sì, 2 astenuti e un voto contrario hanno approvato l”ingresso del Pd nel Pse. Presente anche il segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi che commenta l’incontro di oggi. “Il dibattito è stato ampio ma perdefinizione il dibattito sull’Europa è un tema che non finisce. Perciò l’adesione al Pse è un punto di arrivo per tante storie ma anche un punto di partenza”. In merito all’Unione europea, Renzi spiega che “deve affermare il Mediterraneo come spazio privilegiato della nostra iniziativa. Faremo presto un’altra direzione per capire come ci organizzeremo nei prossimi mesi alla luce delle novità dell’esecutivo, riorganizzando anche la struttura di segreteria. Ma serve una riunione anche per le candidature alle Europee e inoltre ci attendono le regionali in Abruzzo e Piemonte“. 

Il presidente del Consiglio prende la parola solo per una manciata di minuti, e ne approfitta per difendere Marianna Madia dalle parole di Matteo Salvini “che dimostra un’idea della donna e della mamma che è inaccettabile”. Il segretario della Lega aveva infatti detto nel corso di Matrix: “Come può fare il ministro se tra poco dovrà fare la mamma?”. Il premier poi manda “un abbraccio” al neo ministro della Pubblica amministrazione a “Ivan Scalfarotto che sospetto si sia messo d’accordo con Carlo Giovanardi, altrimenti non si spiegherebbe”. L’esponente Ncd ha infatti detto che se viene nominato il deputato Pd sottosegretario “salta il governo”.

Renzi, poi, aggiunge che “domani (28 febbraio, ndr) il governo approva il decreto sugli enti locali” e critica i modi di Ignazio Marino, infuriato dopo il ritiro del decreto Salva Roma. Riconosce che le sue ragioni sono “comprensibili”, ma non il tono che ha usato. Renzi dice quindi ai colleghi di partito: “Tra di noi dobbiamo abituarci ad avere linguaggio diverso”. Poi scherza su Massimo D’Alema, presidente della fondazione Pse, e Beppe Fioroni: “Comprerò i pop corn – prosegue – per assistere al loro epico scontro sul ruolo dei cattolici nella sinistra europea”. L’ex premier infatti, alla direzione Pd, aveva proposto di fare un seminario con l’ex popolare su popolarismo e socialismo in Europa.

Fioroni contrario all’ingresso nel Pse – Per Beppe Fioroni, però, l’ingresso del Pd nel Pse è un passaggio affrontato con troppa “superficialità”, un “errore molto grave”. Ingresso sul quale ha espresso voto contrario. “E’ una ferita nel corpo di un partito nato con altre aspettative. Per questo intendo formalizzare il mio netto dissenso”. Per Fioroni, di certo, non basta a sanare la ‘ferita’, il fatto che il Pse aggiunga nel suo logo la dicitura ‘Socialisti e democratici’. “E’ stessa differenza che c’è il titolo e il catenaccio“. L’esponente ex-Ppi ricorda come il Pd è nato “sapendo che costituiva una anomalia” e proprio per questo “si tratta di creare uno spazio nuovo” per il Pd in Ue, “uno spazio del riformismo democratico”. “Cancellare di colpo e senza spiegazione” l’originalità del Pd, per Fioroni è un errore. “Noi nati per cambiare, finiamo per adagiarci nella conservazione”. Quindi si rivolge a Matteo Renzi: “Invece di andare avanti, arretriamo. Caro segretario, tu che dici di voler cambiare verso, devi farlo anche in Europa. Nel discorso sulla fiducia hai citato Spinelli. Ma forse dovresti leggerlo con più attenzione”. Fioroni conclude: “Ribadendo l’indisponibilità di morire socialdemocratici, auguro a voi tutti di vivere intensamente da democratici”.

Una posizione contraria rispetto a quella espressa da Massimo D’Alema, che ironizza sulla paura dell’ex popolare di “morire socialdemocratico”. “Noi – dice –  facciamo una scelta politica e non ideologica, aderiamo ad un campo di forze progressiste molto variegato. Smettiamola quindi con i timori: c’è chi di noi, come Peppe Vacca (ex comunista, ndr), teme di morire democristiano, chi, come Fioroni, socialista…Io mi limiterei alla prima parte che ci unisce tutti e meglio corrisponde al sentimento umano”. “A Fioroni ricordo – sostiene D’Alema – che quando creammo l’Ulivo, potevamo pensare di aver l’ambizione di rappresentare il vasto campo europeo. Nel frattempo Berlusconi è membro del Ppe e oggi rischiamo di essere noi l’anomalia in un quadro che si va bipolarizzando”.