Ripartire dalle scuole, lo ha detto subito Renzi.

Siamo d’accordo: è proprio necessario ripartire dalle scuole d’Italia e significativa per chi scrive è la visita del neo premier alla scuola di Treviso.

Capisco quanto possa essere difficile registrare in pochi giorni e contemporaneamente le criticità mai risolte di un Paese come l’Italia e non provo alcuna invidia per la condizione in cui deve trovarsi il Presidente del Consiglio.

Ma di ripartire dalle scuole è stata proprio una sua idea ed allora una doverosa segnalazione sento l’obbligo di farla.

Essa riguarda una scuola primaria di un comune della provincia di Napoli, Brusciano, che ospita in una classe dell’ istituto comprensivo De Ruggiero composta da 22 alunni quattro bambini disabili. Per uno di essi la disabilità motoria è aggravata anche dall’assenza di un ascensore funzionante nella scuola.

Quando venne immaginata la scuola dell’inclusione per i disabili si riteneva che essa fosse realizzabile con classi formate al massimo da un alunno con disabilità su venti.

Da allora, era il 1975, tanti politici hanno attraversato i palazzi del governo demolendo progressivamente questo modello di scuola e di società inclusivo per i più deboli.

Non posso che ricordare pacatamente quanto segue circa la illegittima composizione di una classe con quattro alunni disabili: non si può fare scuola in queste condizioni.

Di questo sono consapevoli i docenti e i genitori di tutti i bambini della terza classe della scuola primaria di Brusciano.

Loro hanno già provato ad interessare senza risultati l’ufficio scolastico regionale della Campania.

Presidente Renzi, ci pensi lei per favore a far ripartire la scuola anche a Brusciano.