SANREMO – E dunque si parte. La conferenza stampa del primo giorno si apre con un gran trambusto. Portato da tre donne: da un lato Laetitia Casta – bellissima – che fa impazzire i fotografi e dall’altro le mogli dei due marò, Vania Girone e Paola Moschetti (compagna di Latorre), che ricevono anche un applauso della sala stampa. Sanremo è tante cose, tra cui la via italiana alla diplomazia internazionale proprio nel giorno in cui il ministro degli Esteri Emma Bonino ha richiamato l’ambasciatore dall’India, facendo la voce grossa dopo l’ennesimo rinvio. 

Le due donne sono ospiti del sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato (eletto con il Pdl), che ha tappezzato la città di cartelli per la liberazione dei marò e una settimana fa ha inaugurato la fontana di piazza Colombo arredata con le luci gialle (colore simbolo della campagna per il rientro dei due militari). Fabio Fazio – interrogato sull’ipotesi di dire qualcosa questa sera a proposito dei due fucilieri di Marina – però tentenna.  Dice che non sa, ci penserà. Palesemente la domanda non gli fa piacere. E’ un quasi blitz del sindaco, che ha portato le due donne al Roof dell’Ariston senza avvisare prima la Rai. Con un po’ di imbarazzo si decide di separare le due cose: finisce la conferenza stampa del Festival, scendono tutti, e poi comincia quella del Comune con le due ospiti. “Ci hanno invitate a Sanremo, anche a partecipare alla serata inaugurale di stasera”, spiegano. “Il sindaco è stato gentilissimo, ci aveva riservato due posti in una fila importante.  Ma abbiamo declinato, per noi non è il momento di fare festa. Questa è la festa della musica, non siamo dell’umore giusto come è facile immaginare. Sarebbe stato fuori luogo”.  Sono qui, spiegano, per denunciare un abuso: “Sono due anni che Massimiliano e Salvatore aspettano di conoscere i capi d’imputazione“. 

Ma, spiega Paola Moschetti, “per noi questo incontro con la stampa è importante. Massimiliano e Salvatore sono due militari italiani ed erano in missione: ora subiscono un abuso, che dura da due anni. C’è un’inosservanza del diritto internazionale. Per noi non c’è solo la questione dell’antiterrorismo, ma vogliamo che siano giudicati dal giudice naturale, che è quello italiano. Noi chiediamo il rientro immediato dei nostri cari. Vogliamo chiarezza verità e giustizia”. Qualcuno, tra i giornalisti, ha la balzana idea di chiedere se si sentono abbandonate dallo Stato. La risposta lapidaria è: “Assolutamente no”. Infatti non si capisce come potrebbero, visto che addirittura il Quirinale si è scomodato più volte (i loro cari sono stati addirittura citati nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica). E non si può certo dire che la vicenda non abbia adeguata copertura mediatica. 

Sui due pescatori morti non una parola. Ma siamo a Sanremo, la liturgia dello spettacolo abbraccia tutti e si mangia tutti. Manda perfino in confusione il direttore di RaiUno Giancarlo Leone, che presentando gli ospiti della serata fa una gaffe sotto forma di crasi: “Stasera avremo sul palco Raffaella Casta“. 

Intanto, mentre in teatro freneticamente si prova e si mettono a punto gli ultimi dettagli, cresce l’attesa per l’arrivo di Grillo. Che ha davvero il Festival in pugno: non si parla che di lui. E nello staff di Fazio il nervosismo è palpabile: sembra escluso che il conduttore conceda l’onore del palco al comico. Al massimo, se gli eventi dovessero precipitare, scenderà lui. Insomma, il caos. Tanto che la Rai ancora a metà pomeriggio non ha chiarito se i giornalisti potranno avere qualche biglietto per assistere alla serata dentro il teatro, da dove sarebbe possibile capire esattamente cosa succede. Le ultime notizie sono contrastanti: c’è chi dice che ha comprato addirittura dieci biglietti, e chi invece che ha deciso di non venire. Ma è un continuo rincorrersi di smentite: se continua così, fino alle venti ne sapremo poco. Anche se per adesso l’ipotesi più accreditata è che arrivi nel tardo pomeriggio con il figlio Rocco