Un ennesimo rinvio, “inaccettabile”, che “manifesta l’incapacità delle autorità giudiziarie indiane di gestire la vicenda”. Il ministro degli Esteri Emma Bonino commenta così la decisione della Corte Suprema di Delhi di rimandare  l’udienza sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a lunedì 24 febbraio alle 14 (le 9.30 in Italia) in attesa di una risposta scritta del governo sull’applicabilità o meno per questo caso della legge per la repressione della pirateria (Sua act). Il governo, ha puntualizzato Bonino ai microfoni del Tg2, non può andarli a prendere “manu militari, ma devono tornare a casa” e “l’Italia proseguirà e intensificherà il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano in conformità con il diritto internazionale“, perché “l’obiettivo principale resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in patria dei due fucilieri”. Il rinvio della Corte ha inoltre spinto il governo italiano a disporre il rientro immediato “per consultazioni dell’ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini“. 

Il segretario generale del Ministero degli Esteri, Michele Valensise, ha inoltre convocato oggi con urgenza alla Farnesina l’ambasciatore dell’India, Basant Kumar Gupta, per esprimere lo sconcerto e la profonda delusione del governo italiano. 

La Corte Suprema indiana, che ha deciso il rinvio, ha ritardato il trattamento del caso di circa 20 minuti per l’assenza del procuratore generale G.E. Vahanvati. Risolto il problema, il procuratore ha ribadito che il governo indiano sta riesaminando l’applicabilità del Sua Act affidando al ministero della Giustizia il compito di dare una opinione definitiva al riguardo. Anche perché, ha aggiunto, ci sono state forti proteste internazionali contro l’utilizzo della legge anti terrorismo. “Delusa” del rinvio anche l’Unione europea che, come ha dichiarato la portavoce di Catherine Ashton, “ribadisce” che “sarebbe inappropriata l’applicazione della legge antiterrorismo”.  E, se sulla base di questa norma, “se ci sarà un capo d’imputazione come previsto al momento ci saranno conseguenze importanti sulla nostra lotta contro la pirateria”, ha precisato la portavoce di Ashton, Maja Kocijancic.

Anche per il ministro della Difesa Mario Mauro “siamo di fronte ad un comportamento ambiguo ed inaffidabile delle autorità indiane” in cui “non c’è giustizia”. “La misura è colma – spiega Mauro – ed ancora più grande è lo sdegno che investe tutta la nazione e che non può non propagarsi all’intera comunità internazionale”. Inoltre, “la decisione del governo italiano di richiamare l’Ambasciatore in Italia è, non solo giustificata, ma ineludibile e riflette il sentimento del nostro popolo”. Inoltre, conclude il titolare della Difesa, “il nostro sdegno è lo sdegno dell’Italia intera. E Renzi la pensa come noi”. A lui, ha proseguito Mauro, “abbiamo voluto trasmettere non solo la nostra preoccupazione ma lo sdegno e la condivisione per la decisione assunta dal governo italiano di richiamare in patria per consultazioni l’ambasciatore italiano in India. A chi è incaricato di formare il governo abbiamo voluto dare un segno di unità del Paese”.

La misura è colma anche per l’inviato del governo italiano, Staffan de Mistura, secondo cui “l’ennesimo rinvio, il ventiseiesimo, il sesto in Corte Suprema” è “chiaramente un segno della difficoltà del governo indiano”. De Mistura ha aggiunto che invierà “immediatamente un rapporto a Roma e il governo deciderà quali posizioni assumere. Ad un ulteriore rinvio noi opponiamo un ulteriore ultimatum. Sarà Roma che deciderà nelle prossime ore la linea da prendere”.

Sul caso dei due fucilieri, la portavoce del gruppo Forza Italia alla Camera Mara Carfagna chiede già l’intervento di Matteo Renzi e su twitter crea l’hashtag #Renzibattiuncolposuimarò. “Affronta la questione con coraggio e autorevolezza – si rivolge al sindaco di Firenze sul sito di microblogging -. E’ una priorità. In gioco ci sono la vita dei Marò e il prestigio internazionale dell’Italia”. Si rivolge al segretario Pd anche il presidente di Fratelli d’ItaliaIgnazio La Russa. “Se i governi Monti prima e Letta poi, avessero deciso di impegnarsi nella vicenda dei due marò non considerandola solo una vicenda burocratica giudiziaria ma di dignità nazionale e se tutto il ‘sistema Italià avesse esercitato una pressione maggiore, i due fucilieri di Marina non starebbero ancora nelle fauci del sistema giudiziario indiano che prende in giro i nostri imbelli governanti e tiene sequestrati, contro il diritto internazionale, due nostri militari”. “In tutto questo, fa clamore anche il silenzio del Presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi che aspettiamo alla prova a partire dalla scelta di un nuovo ministro degli Esteri”, conclude.

Intanto, all’Ariston Roof, dove si trova la sala stampa del Festival di Sanremo, sono arrivate Vania Ardito e Paola Moschetti, le mogli dei due marò. L’amministrazione comunale di Sanremo, rappresentata dal sindaco Maurizio Zoccarato, ha voluto così esprimere la sua vicinanza alle famiglie dei due fucilieri.