Appariva come la preda circondata da un branco di squali: “Batteria scarica”, “Si dimetta”, “Faccia spazio”. Sembrava destinato a essere sacrificato in onore dell’uomo che tutti vogliono, Matteo Renzi “l’invincibile”. Ma come la torre di Pisa della filastrocca Enrico Letta si piega, ma resiste alla bufera. “Non si danno le dimissioni per dicerie o manovre” dice. Fa ricorso alle lezioni ricevute alla scuola democristiana e tenta di rovesciare il tavolo un attimo prima dell’ultimo giro di carte. L’allievo di Beniamino Andreatta prova a sfangarla anche questa volta: senza dinamismo, “senza protagonismo e con concretezza”, passa dall’angolo al centro del ring. “Non sono io che ho perso tempo”, “Aspettavo il Pd”, “I governi si sfiduciano in Parlamento”, “Renzi dica cosa vuole”, “Questo è il programma, i partiti dicano se lo accolgono e facciano controproposte”. Renzi incenerisce con le battutine? Anche lui fa vedere che può misurarsi: “Sono sereno – replica ricordando l’hashtag del sindaco ‘Enricostaisereno’ – Anzi zen”. Aveva già fatto il buddista quando aveva vinto la gara con Berlusconi. Quello dopo la condanna minacciava ogni giorno l’imminente uscita del Pdl dalla maggioranza e lui continuava a dire che se ne fregava perché “governo e processi sono su strade diverse”. Berlusconi ha lasciato la maggioranza, c’ha perso pure un pezzo di partito e Letta è rimasto in piedi.

Dunque per restare a galla anche a questo giro il capo del governo “del presidente” su cosa punta? Su un Letta bis (“il rimpasto non è sufficiente”) che dovrà nascere su una piattaforma precisa, quella di “Impegno Italia”. In parole povere si tratta del menù di Renzi: ius soli, unioni civili, pezzi di jobs actEconomia: tra l’altro ci sono 30 miliardi di euro per finanziare il taglio delle tasse a famiglie e imprese nel 2014-15 da recuperare tra revisione della spesa, rientro dei capitali dall’estero e – testuale – “dall’azione riformatrice dell’esecutivo” e dalla “riduzione di spread e rendimenti”. Ma anche una stretta sul gioco d’azzardo (si ricorda ancora il pronto intervento di Renzi sulla magagna delle slot machine). Lavoro: contratto di inserimento a tutele progressive per superare il dualismo del mercato del lavoro italiano tra protetti e precari, rafforzamento delle politiche attive, un codice del lavoro semplificato, riforma degli ammortizzatori sociali, interventi a favore degli esodati. Amministrazioni locali: riforma del patto di Stabilità interno entro l’anno (Renzi per anni ha parlato di “patto di stupidità”). Diritti: entro giugno riforma della legge sulla cittadinanza introducendo il principio dello ius soli per i minori nati da genitori che già risiedono in Italia in modo stabile e disciplina dei diritti delle coppie conviventi. Tutti temi che il segretario del Partito Democratico ha proposto fino all’altroieri e spesso a contrasto con l’operato del governo Letta.

Per inciso resta da capire cosa ne pensano il Nuovo Centrodestra, l’Udc, i Popolari di Mario Mauro (tutti partiti per avere la maggioranza al Senato) di ius soli e unioni civili. Per paradosso con un colpo di reni Letta potrebbe tornare a prendere vigore (e forse un pezzo del partito), ma perdere il controllo del suo governo che finora è stato arcigno. Ma d’altra parte non ha scelta. E infatti dice che ora la scadenza del governo non c’è più. O al massimo il limite di tempo sarà “quando saranno state approvate le riforme”, cioè Italicum, Titolo V e trasformazione del Senato (almeno un anno). Ma cosa infila allora nel programma Letta per “agevolare” il percorso concordato con Forza Italia? Un paio di chiodi sull’asfalto: legge sul conflitto d’interessi (bomba già sganciata tempo fa sul “Renzusconi”) e falso in bilancio.

Ma il gioco di Letta sembra già scoperto. Ernesto Carbone, renzianissimo, è il primo ad additare il presidente del Consiglio. Letta, dice, ”parla di programma senza scadenze, dimostra che il suo unico obiettivo è restare a Palazzo Chigi. Altro che i 18 mesi per fare le riforme: le riforme sono naufragate, a rivitalizzarle ci ha dovuto pensare il Pd. Gli italiani non possono aspettare un altro anno senza riforme con il tirare a campare dei programmi dai buoni propositi”. Il ministro Graziano Delrio – ai cui consigli Renzi si affida ciecamente – in mattinata già prospettava la promozione sul campo del sindaco a capo del governo. E’ un modo per dire che i renziani hanno rotto gli indugi.

Lui, Renzi, è rimasto in silenzio dopo l’incontro a Palazzo Chigi con Letta. Confronto “franco e sincero” lo ha definito il presidente del Consiglio. Il segretario sembra essere dominato di nuovo dalla furia rottamatrice: via tutto, ci penso io. Ma rimanda tutto di 24 ore, al suo intervento in direzione nazionale – in programma alle 15 di giovedì – nella quale può trovare il conforto di una larghissima e finora granitica maggioranza. Appuntamento che però rischia di trasformarsi nel campo di battaglia in diretta streaming: “Sarà un western” dice Pippo Civati. Il segretario ha visto i suoi uomini dentro al governo: Delrio, Franceschini. Quest’ultimo in particolare ha cercato di convincere tutti i modi Letta a mollare l’osso, senza essere persuasivo. E dentro al circolo renziano addirittura si spera in un intervento del Quirinale per evitare la sfiducia al presidente del Consiglio all’interno del partito. Insomma il segretario va dritto: “Quello che ho da dire, lo dirò domani, a viso aperto”. Il portavoce della segreteria Lorenzo Guerini porta il valium: “Nella direzione di domani non ci sarà nessuno showdown o duello. Il contributo offerto dal presidente del Consiglio sarà oggetto di una discussione responsabile e approfondita, così come sarà fatto per quanto riguarda l’operato del governo fino a oggi. Al termine dei lavori, la direzione delibererà di conseguenza, con la massima serenità”. Eppure “o Renzi o elezioni” aveva semplificato in giornata Maria Elena Boschi, responsabile Riforme del partito. Poiché le elezioni non le vuole nessuno, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (“Voto? Non dite sciocchezze”), il bivio potrebbe offrire solo un’alternativa.

 

CRONACA ORA PER ORA 

19.17 – Impegno Italia, ius soli per chi nasce e studia in Italia
Entro giugno “riformare la legge sulla cittadinanza introducendo il principio dello ius soli per i minori nati da genitori che già risiedono in Italia in modo stabile”. Lo si legge in Impegno Italia. “I tempi sono maturi – si legge – per affrontare la questione del diritto alla cittadinanza di chi nasce, cresce e studia in Italia. La normativa deve tenere in considerazione tanto la stabilità del soggiorno dei genitori, quanto l’integrazione nel contesto culturale e linguistico italiano (il completamento del ciclo o di un corso di studi)”.

19.12 – In Impegno Italia entro giugno ddl su coppie conviventi
“L’Italia è uno dei pochi paesi dell’Europa occidentale che non ha una legislazione in materia di diritti delle coppie conviventi. Per questo ci impegniamo a elaborare una proposta per la disciplina dei diritti delle coppie conviventi” entro “il secondo trimestre” 2014. Lo prevede Impegno Italia.

19.10 – In Impegno Italia conflitto interessi e falso bilancio
“Disciplinare i conflitti di interesse e rafforzare la normativa penale del falso in bilancio”. Sono le misure previste da Impegno Italia. “È necessario prevenire la formazione di conflitti di interesse” per chi ricopre cariche di governo, si legge, o altri ruoli di responsabilità.

19.00 – Letta: “Direzione Pd? Domani è un altro giorno…”
“Voglio vedere domani. Sono abituato a molte sfumature e bisogna saperle leggere. Domani è un altro giorno”. Lo ha detto Enrico Letta rispondendo alla domanda su cosa potrebbe accadere alla direzione del Pd domani. E comunque, aggiunge a proposito di un possibile voto domani, “non sono io che presiedo i lavori della direzione…”.

18.58 – Boschi: “Strada principale restano le elezioni”
Una staffetta Letta-Renzi? “E’ tutto da vedere”. La responsabile per le riforme del Pd, Maria Elena Boschi, commenta ai microfoni di Fanpage.it l’incontro tra il premier e il sindaco di Firenze: “Come ho detto più volte – spiega – le elezioni restano sempre la strada principale, ma se in una situazione di stallo il Partito democratico e gli altri partiti della coalizione dovessero chiedere un cambio alla guida del Governo, non ci sarebbe soluzione migliore di Matteo Renzi, che ha il consenso del 70 per cento del nostro elettorato. In quel caso, dimostrerà con i fatti di essere in grado di gestire quel ruolo e poi saranno i cittadini a giudicare”.

18.55 – Letta: “I governi cadono se non c’è sostegno della maggioranza”
“Per far cadere un governo basta che non ci sia più “il sostegno della maggioranza parlamentare”. Lo ha detto il premier Enrico Letta in conferenza stampa.

18.45 – Letta: “Confronto in campo aperto, no a personalismi”
“Questa è la mia proposta, tutto deve venire in campo aperto, la discussione si deve spostare sui contenuti e non sui personalismi. Non voglio prestarmi ai personalismi e penso che non voglia farlo anche Renzi”. Così il premier Enrico Letta sull’atteggiamento con cui affrontare la crisi del governo. 

18-44 – Letta: “Rimpasto? No, l’aggiustamento non è sufficiente”
“L’aggiustamento non è sufficiente, bisogna tenere conto di quanto accaduto in tutti questi mesi, un governo nato con Berlusconi, con Scelta civica unita e senza Renzi segretario, bisogna tenere conto dei cambiamenti che sono avvenuti che hanno cambiato la natura stessa del governo”. Così il premier Enrico Letta nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Impegno Italia’, proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo, a Palazzo Chigi.

18.43 – Letta: “Affrontare crisi come se fossimo in cristalleria”
“Sto cercando di proporre un metodo per risolvere una crisi che se affrontiamo senza attenzione alla logica della cristalleria può finire male. Dobbiamo stare molto attenti e gestirla con molta attenzione”. Così il premier Enrico Letta, parla delle fibrillazioni politiche che stanno investendo il suo governo.

18.39 – Letta: “Il mio metodo con poco protagonismo e tanta concretezza”
“Le regole sono che per fare un governo serve una maggioranza parlamentare. Io offro e propongo queste idee e soprattutto propongo un metodo con un basso tasso di protagonismo e un alto tasso di concretezza per fare le cose. Di questo c’è bisogno”. Lo ha detto il premier Enrico Letta in conferenza stampa.

18.38 – Letta: “I governi partono dai programmi, i partiti valutino”
“I governi partono dai programmi, dai progetti, non dalle liste di ministri. Io propongo delle cose da fare. Poi saranno i partiti e i parlamentari della maggioranza a fare le loro valutazioni”. Lo ha detto il premier Enrico Letta.

18.37 – Letta: “Aspetterò eventuali controproposte”
“Io penso che ci sia bisogno di essere rapidi, abbiamo già perso tempo, ho offerto e propongo queste idee e aspetterò di capire come vengono accolte e quali controproposte vengono”. Lo afferma il premier Enrico Letta nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

18.37 – Letta: “Incontro con Renzi? Franco e sincero”
“L’incontro con Renzi? E’ stato, come dite voi, ‘franco e..’, in cui ognuno ha molto sinceramente fatto valutazioni, ripreso punti di vista. Quando si discute è sempre positivo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta.

18.37 – Letta: “Mio slogan? Italiano, non camminerai da solo”
“Io ho una visione di Italia che riparte con il tentativo di dare a chi fa economia e fa lavoro, alle imprese, la possibilità di crescere e naturalmente si rivolge alla società italiana mutuando lo slogan calcistico del Liverpool: ‘You’ll never walk alone’, la possibilità cioè di dire a ogni italiano ‘non camminerai mai da solò”. Così il premier Enrico Letta nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Impegno Italià, proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo, a Palazzo Chigi. 

18.34 – Letta: “Non consegniamo all’estero immagine di conflittualità permanente”
“La maggioranza degli italiani, come testimoniano tutte le rilevazioni, esige il cambiamento, ma in grandissima parte oggi pensa che per realizzarlo occorra rafforzare i risultati di questi mesi”. E’ quanto si legge nella premessa a Impegno Italia firmata dal premier Enrico Letta. “Non disperdiamo quanto fatto. Non consegniamo – si legge ancora – al Paese e alla comunità internazionale, una volta ancora, l’immagine di una politica incapace di emendarsi dai suoi vizi, dalla conflittualità permanente, dall’instabilità”.

18.34 – Letta: “Per la prima volta senza crisi, non incasiniamoci”
“Dopo tre anni abbiamo cominciato non con addosso la crisi e l’emergenza finanziaria. Non facciamo che appena finisce l’emergenza finanziaria ci incasiniamo sulle nostre vicende. Sarebbe un errore, ora c’è l’occasione per far crescere il paese”. Così il premier Enrico Letta.

18.31 – Letta: “Patto vincolante e a viso aperto”
“Chiedo di stipulare, sulla base di”Impegno Italia”, un patto di coalizione vincolante. A viso aperto e con un atteggiamento lineare”. E’ quanto si legge nel dossier Impegno Italia appena pubblicato online.

18.30 – Letta: “Non si danno dimissioni per dicerie o manovre”

18.29 – Letta: “Trenta miliardi per riduzione di tasse”
“Trenta miliardi di risorse per il biennio 2014-2015 che consentiranno quelle riduzioni di tasse per le imprese sul costo del lavoro e per il lavoratori”. Lo afferma il premier Enrico Letta illustrando “Impegno Italia” nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

18.28 – Letta: “Patto di coalizione a partiti, Parlamento, cittadini”
“Offro questo patto di coalizione ai partiti, al parlamento e ai cittadini”. Lo ha detto il premier Enrico Letta nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Qui dentro – dice – c’è un’idea di Italia che riparte con la possibilità di dire a tutti gli italiani che non sono soli. Tutto questo con una matrice, un cambio di marcia: troverete i tempi di attuazione e chi deve attuare. Perché il nostro paese muore di mancate attuazioni”.

18.20 – Letta: “Orgoglioso di quanto ho fatto in condizioni difficili”
“Io sono orgoglioso di quello che ho fatto in 10 mesi di governo: abbiamo realizzato molto per le condizioni date e sono rammaricato perché le condizioni non ci hanno fatto fare il dovuto”. Lo ha detto il premier Enrico Letta.  “Ho governato in condizioni difficilissime. Il titolo delle mie vicende è: ogni giorno come se fosse l’ultimo”

18.19 – Letta: “Lotta a disoccupazione e crescita obiettivo fondamentale”
“La lotta alla disoccupazione e la crescita sono l’obiettivo fondamentale di questo patto che io propongo ai partiti, al Parlamento e ai cittadini”. Così il premier Enrico Letta presenta gli obiettivi del patto di programma.

18.19 – Letta: “I governi si giudicano in Parlamento, anche da parte del Pd”
“Gli unici governi possono nascere in Parlamento, il mio governo è nato in Parlamento”. Lo ha detto il premier Enrico Letta presentando Impegno Italia a Palazzo Chigi. “Il mio governo è nato in Parlamento, il suo lavoro deve essere esaminato nelle sedi appropriate”, cioè nelle Camere e dai partiti, “incluso il mio partito, il Pd e dal suo segretario”. Così il premier Enrico Letta nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Impegno Italia’, proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo, a Palazzo Chigi. 

18.18 – Letta: “Con Impegno Italia cittadini avranno benefici”
Gli ultimi dati economici positivi “sono elementi fondamentali per far sì che al più presto grazie a ‘Impegno Italia’ le imprese e i cittadini tocchino con mano questi benefici”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta.  “Oggi – spiega Letta – lo spread è sotto i 200, in una condizione migliore rispetto a quanto era successo ai primi di gennaio perché il tasso di interesse nominale dei titoli di Stato era più alto; oggi è per l’Italia il migliore da 8 anni. Abbiamo recuperato elementi fondamentali. Il debito scende per la prima volta per le privatizzazioni dopo 6 ani, ed il deficit è sotto controllo, sotto il 3%”.

18.17 – Letta: “Voglio chiarezza, Renzi dica cosa vuole”
“Io chiedo chiarezza e penso che la chiedano i cittadini che vogliono sapere che cosa succede alla luce del sole. Le dimissioni non si danno per dicerie e manovre palazzo. Ognuno deve pronunciarsi e dire che cosa vuole, specie chi vuole venire al posto mio”. Lo dice Enrico Letta.

18.16 – Letta: “Sono sereno, anzi zen”
“Sono sereno, anzi zen”. Lo ha dettoil premier Enrico Letta parlando delle condizioni in cui ha vissuto questi ultimi giorni al governo.

18.14 – Letta: “Le mie prospettive personali non c’entrano”
“Le mie prospettive personali non c’entrano niente né sulle cose di adesso né sulle cose che mi si propongono per il futuro”. Così il premier Enrico Letta nella conferenza stampa per presentare il programma di governo. “La mia vicenda qui – spiega Letta -nasce a partire da una situazione drammatica quale quella dell’ aprile dell’anno scorso, al termine della quale solo il sacrificio del presidente Napolitano, che ringrazio per aver accettato una nuova investitura, ha portato a uno sblocco della situazione e alla nascita di un governo di servizio al Paese”.

18.13 – Letta: “Impegno Italia è il programma per il governo che dobbiamo formare”
“Impegno Italia è il lavoro del programma per il nuovo governo, che dobbiamo formare”. Così il premier Enrico Letta nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Impegno Italia’, proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo, a Palazzo Chigi.

18.11 – Governo, Letta: “Non metto data, durata legata a riforme”
Quale durata per Impegno Italia? “Io non metto una data”, la scadenza è “legata alle riforme” su “emergenza economica-finanziaria e sull’impasse istituzionale”. Lo dice il premier Enrico Letta in conferenza stampa. “Quando saremo in grado di fare una legge elettorale, riformati il Senato e il titolo V della Costituzione, allora sarà terminato il lavoro” ha aggiunto. “Ci sono in queste ore troppe discussioni su scadenze”.

18.11 – Letta: “Io sono e resto un uomo delle istituzioni”
“Io mi considero un uomo delle Istituzioni, così mi comporto e così mi comporterò anche in seguito”. Lo afferma il premier Enrico Letta nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

18.10 – Letta: “Se qualcuno ha perso tempo quello non sono io”
“Se qualcuno ha perso tempo, quello non sono io”. Lo dice il premier Enrico Letta motivando il ‘ritardo’ con cui ha presentato “Impegno Italia” e ricordando che è dovuto anche allo slittamento della Direzione Pd che “coerentemente ho atteso come è giusto che si faccia” perché “considero fondamentale che Impegno Italia si faccia insieme”.

18.08 – Letta: “Programma ora perché Pd aveva chiesto tempo”
“Perché presento il programma adesso? Molto tardi adesso perché rispetto regole e impegni. Il Pd ha chiesto e deciso di votare prima la legge elettorale. E io l’ho fatto perché sono uomo del Pd”. Così il premier Enrico Letta in conferenza stampa.

17.52 – Governo, Prodi: “Serve un salto in avanti”
“Non partecipo e non parteciperò alla vita politica del Paese. C’è però bisogno in questo momento di un salto in avanti, c’è bisogno che il Paese senta che qualcuno rischi”. Lo dice Romano Prodi in un’intervista a Servizio Pubblico (La7).

17.44 – Sacconi (Ncd): “Cronoprogrammi su cose certe o voto”
“Tanto l’Italia ha bisogno di una operosa transizione verso una dimensione istituzionale, economica e sociale più solida quanto governi inadeguati rappresenterebbero ancor più il veicolo di una crisi di sistema. Per questa ragione il Nuovo Centrodestra utilizzerà fino in fondo la propria “determinanza” parlamentare perché la legislatura possa proseguire solo in termini utili a quelle riforme istituzionali ed economiche che possono ricostruire il circuito della fiducia”. Lo afferma il presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi. 

17.01 – Fonti Forza Italia: “Senatori pronti a migrare in Ncd in caso di governo Renzi”
Senatori di Forza Italia pronti a migrare nel Nuovo Centrodestra, se alla guida del paese andasse Matteo Renzi. Il ragionamento, spiegano fonti di palazzo Madama, è quello che il sindaco di Firenze costringerebbe il partito azzurro a una lunga opposizione, quindi “piuttosto è meglio andare tra le fila di Alfano”. Questo lascerebbe infatti presagire che il partito del vicepremier sarebbe pronto ad appoggiare in Parlamento un eventuale Renzi e scaricare Enrico Letta.

16.33 – Napolitano: “Elezioni? Non diciamo sciocchezze”
“Presidente, c’è il rischio di elezioni anticipate?”, hanno chiesto i giornalisti al Presidente Napolitano al termine della sua visita a Lisbona. “Non diciamo sciocchezze”, ha replicato lapidario entrando in macchina. 
“Ma questo muro contro muro tra Letta e Renzi fa male al Paese?”, hanno insistito i cronisti. “Io di muri non ne vedo, sono stato qui (al simposio Cotec di Lisbona, ndr.), non ho notizie fresche”, si è limitato ad aggiungere il capo dello Stato. 

15.31 – Alle 18 Letta presenta il “patto di coalizione”
Alle 18, nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presenterà “Impegno Italia”, proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo. E’ quanto si legge in un comunicato della Presidenza del Consiglio.

15.11 – Alfano: “Sostegno a Renzi? Non diamo nulla per scontato”
“Se il ‘se’ eventualmente sarà tolto nelle prossime ore rifletteremo. Noi non diamo nulla per scontato”. Lo afferma il vicepremier Angelino Alfano a proposito di un eventuale esecutivo guidato da Matteo Renzi.

14.53 – Pd, direzione nazionale domani alle 15
Domani, giovedì 13 febbraio, alle ore 15, presso la sede del Partito Democratico (via Sant’Andrea della Fratte, 16) si riunirà la Direzione nazionale del partito. 

14.42 – Governo, Civati cita sindaco su suo blog e titola “coerenzi”
“A molti renziani della prima ora non piace la staffetta. E ti credo”. Lo scrive Pippo Civati che riporta sul suo blog una serie di dichiarazioni del segretario del Pd, Matteo Renzi e intitola il suo post “coerenzi”. “Renzi : ‘Mai più larghe intese e via subito alla riforma della giustizia’. Renzi: ‘Se vinco mai più larghe intese’. Renzi: ‘Mai più larghe intese’. Renzi: ‘Io contro Letta? Una barzelletta ma lui faccia contenti gli italiani, non solo il Pdl’. Intervista a Matteo Renzi: ‘Con me segretario del Pd Letta sarà più forte'”. E gli esempi continuano.

14.42 – Fonti Palazzo Chigi: “Letta dirà che si può andare avanti”
Incontrando i giornalisti nel pomeriggio Enrico Letta dirà che “per lui si va avanti”. E’ quanto viene spiegato da fonti di Palazzo Chigi in vista della conferenza stampa del presidente del Consiglio.

14.35 – Governo, Renzi: “Tante ricostruzioni, parlerò a viso aperto in direzione”
“Leggo tante ricostruzioni sul governo. Quello che devo dire, lo dirò domani alle 15 in direzione. In streaming, a viso aperto”. Così Matteo Renzi su twitter dopo il faccia a faccia con il premier Enrico Letta.

14.20 – Fonti del Pd: “Incontro Letta-Renzi positivo”
Il faccia a faccia tra il premier Enrico Letta e Matteo Renzi è stato, secondo fonti del Pd, “positivo”.

14.02 – Vendola: “Se è schema Letta, no sostegno a Renzi”
“Se lo schema resta quello del governo Letta, non esiste alcuna possibilità per Sel di sostenere Renzi a Palazzo Chigi”. Così Nichi Vendola. “Io mi siedo a ragionare solo se si discute di sofferenza sociale e di avanzamento nei diritti civili. Ed è impossibile farlo insieme a Giovanardi e pezzi del centrodestra. Il resto è fantapolitica”.

13.54 – Camusso: “Problema non chi c’è ma cosa si sceglie”
“E’ un momento di scelta. Il problema non è chi la fa ma cosa si sceglie”: così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha risposto ai cronisti che le chiedevano un commento sull’ipotesi di staffetta tra Letta e Renzi al Governo. “Non vedo differenze – ha detto – tra i governo Berlusconi, Monti e Letta. Nuove tasse, no sviluppo e scelte che hanno aumentato la recessione. Ci vuole discontinuità. Bisogna fare cose che non si sono fatte come ridurre le tasse sul lavoro e sulle imprese”.

13.52 – Governo, la Cei: “Le urgenze della gente sono la priorità”
Il momento di incertezza politica “mi preoccupa ma non sono scoraggiato. Mi auguro che chi provoca o cavalca queste incertezze tenga conto anche delle urgenze vere, rispetto alle urgenze della gente non debbono prevalere altri meccanismi”. Lo ha detto all’ANSA il segretario generale Cei, mons. Nunzio Galantino a margine di un convegno sul Concordato. 

13.21 – Renzi incontra i “fedelissimi”
Dopo il faccia a faccia a Palazzo Chigi con il premier Enrico Letta, Matteo Renzi è nella sede del Pd riunito insieme ai fedelissimi: il portavoce della segreteria Lorenzo Guerini, il responsabile organizzazione Luca Lotti, il responsabile Enti locali Stefano Bonaccini, il responsabile riforme Maria Elena Boschi, quella per il lavoro Marianna Madia e il ministro Graziano Delrio.

13.21 – Fonti Palazzo Chigi: “Letta e Renzi su proprie posizioni”
Il premier Enrico Letta e il leader del Pd Matteo Renzi sono rimasti, rispettivamente, sulle proprie posizioni. E’ quello che trapela da fonti di Palazzo Chigi al termine dell’incontro di stamattina nella sede del governo.

12.59 – Saccomanni: “Io in un nuovo governo? Se qualcuno me lo chiede”
Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è disponibile a restare in un eventuale nuovo esecutivo. “Vediamo cosa succede, mi pare di aver già dato in passato la mia disponibilità, ma qualcuno me lo deve chiedere”, ha risposto a una domanda sul suo futuro nella squadra di Governo.

12.48 – Terminato l’incontro Letta-Renzi
E’ terminato dopo circa un’ora l’incontro tra il premier Enrico Letta e il segretario del Pd, Matteo Renzi. Il sindaco ha lasciato Palazzo Chigi a bordo della Smart con cui era arrivato.

12.03 – Tabacci a Renzi-Letta: “Imitino Fanfani-Andreotti”
Renzi e Letta “trovino un punto d’incontro”, come in passato hanno fatto Fanfani e Andreotti. E’ l’auspicio di Bruno Tabacci, presidente di Centro Democratico, ospite di Giovanni Minoli a Mix24 su Radio 24. 

11.41 – Airaudo (Sel): “Appoggiamo Renzi solo se scarica Alfano”
“Mi sembra che i renziani manifestano un nuovo entusiasmo e mi pare di capire che devono solo convincere Letta. Noi non appoggeremo un governo Renzi a meno che Renzi non scarichi Alfano. Alfano è diversamente berlusconiano e i ministri di Alfano sono berlusconiani doc. Se Renzi non scarica Alfano, noi continueremo a stare all’opposizione. Renzi ha usato tempo per raccogliere le forze e stringere Letta, che appare un uomo solo”. Lo ha dichiarato Giorgio Airaudo (Sel), intervenendo a Tgcom24.

11.29 – Incontro Letta-Renzi a Palazzo Chigi
Matteo Renzi è arrivato a PalazzoChigi per un incontro con il premier Enrico Letta. Renzi è arrivato alla guida di una Smart blu.

11.04 – Salvini (Lega): “Non diciamo no a priori a Renzi”
“Vogliamo chiedergli cosa vuole fare.Non diciamo no a priori”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini, arrivando a un incontro con la stampa estera, replica a chi gli chiede di un eventuale Governo Renzi. “Ma se saranno solo chiacchiere – aggiunge – faremo la guerra parlamentare”.

10.55 – Delrio (Pd): “Renzi non può tirarsi indietro ma rischia”
“Renzi non può tirarsi indietro”anche se “certamente la situazione è piena di rischi. Ma il problema non è quello che conviene a Renzi ma quello che conviene al Paese”. Lo afferma il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio nel corso de ‘La Telefonatà di Belpietro su Canale 5. 

10.28 – Brunetta (Fi): “Se Renzi premier riforme a rischio”
“Berlusconi ha fatto un grandissimo accordo istituzionale per le regole, ma non per il governo. Con un governo Renzi dove andrà a finire l’accordo per la legge elettorale e l’accordo per le riforme istituzionali?”. Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, intervistato da Radio Capital, evidenzia come in questo caso infatti si genererebbe un “corto circuito che non può andare da nessuna parte”.