Prosegue la vertenza tra i giornalisti e l’editore dell’Adkronos, Pippo Marra, che ha annunciato 23 licenziamenti nonostante i conti siano in attivo. “L’assemblea dei giornalisti dell’agenzia Adnkronos e di Mak-Multimedia Adnkronos oggi (5 febbraio 2014, ndr) è stata costretta a riunirsi all’aperto, in Piazza Mastai, a Roma, a causa della decisione dell’editore di non concedere l’uso dei locali dell’azienda per la riunione legittimamente convocata dai lavoratori.

Fatto ancora più grave, l’azienda ha negato l’ingresso in redazione – si legge in una nota dei giornalisti -al segretario dell’Associazione stampa romana, Paolo Butturini, come invece previsto dalle norme che regolano l’attività sindacale. All’assemblea si è unito anche il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi.

Tutto questo avviene nella stessa giornata nella quale le rappresentanze sindacali e l’azienda si riuniscono presso la Fieg a seguito della procedura di licenziamento collettivo di 20 giornalisti e tre poligrafici avviata dall’editore ricorrendo alla legge 223/91. Un incontro nel quale l’azienda ha ribadito la volontà di procedere ai licenziamenti, pur confermando la solidità dei conti e quella patrimoniale, l’assenza di uno stato di crisi ed escludendo categoricamente la volontà di ricorrere agli ammortizzatori sociali previsti”.

“L’Assemblea respinge nuovamente con forza l’atteggiamento mostrato dall’editore, conferma lo stato di agitazione e proclama per domani, giovedì 6 febbraio una nuova giornata di sciopero. Una rappresentanza dei giornalisti dell’agenzia Adnkronos e di Mak-Multimedia Adnkronos sarà presente domani davanti alla Camera dei Deputati in concomitanza con l’audizione in Commissione cultura del sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanni Legnini dedicata alla vertenza Adnkronos, prevista per le 14. I lavoratori dell’Adnkronos – prosegue la nota – ancora una volta ringraziano le organizzazioni sindacali, i cdr e i colleghi delle altre testate italiane, delle altre testate del gruppo Adnkronos, le forze politiche e i tanti rappresentanti della società civile che in queste difficili settimane continuano ad esprimere la loro solidarietà e interesse per una vicenda che rischia di segnare una delle pagine più buie dell’editoria italiana. Il documento è stato votato all’unanimità dai presenti all’assemblea, con un astenuto”.