Ormai esce pochissima acqua dalla falla sull’argine del fiume Secchia, nel Modenese, che ha provocato una esondazione domenica 19 gennaio. L’acqua che esce è in pratica quella che filtra dalla barriera in pietrame completata la scorsa notte. I lavori Aipo, spiega la Provincia di Modena, proseguiranno per consolidare la barriera rendendola ancora più impermeabile. Nel modenese rimangono però chiuse per gli allagamenti tratti di alcune provinciali già chiuse ieri, come la strada provinciale 2 ‘Panaria bassa’, la statale 12 ‘Canaletto’ tra Bastiglia e Modena, la 1 tra Sorbara e Bomporto.

Proseguono, per ora senza esito, le ricerche di Giuseppe Salvioli, l’uomo 43enne disperso a Bastiglia, nel modenese, a causa dell’alluvione dovuta all’esondazione del Secchia. L’uomo è finito in acqua mentre cercava di aiutare tre persone a salvarsi. Da oggi entreranno in azione anche i sommozzatori della Polizia di Stato di La Spezia, una moto ad acqua delle forze dell’ordine ed un natante. Non si esclude, tuttavia, il peggio. Intanto, è proseguito tutta la notte anche l’intervento per chiudere la falla dell’argine che non ha retto alla piena del Secchia, ma ancora non si è riusciti a sbarrare del tutto il flusso delle acque. Hanno, invece, passato la prima notte fuori casa le oltre 600 persone sfollate dalle proprie abitazioni. Ancora disagi, infine, alla viabilità: alcune strade, infatti, restano interrotte e non praticabili. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri continuano a pattugliare la zona e ad eseguire interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, la stessa, di fatto, colpita dal sisma del 2012. Sulle cause dell’alluvione e su eventuali responsabilità la Procura di Modena ha aperto un fascicolo d’indagine, ipotizzando il reato di disastro colposo. In queste ore, infine, va avanti la conta dei danni nei centri abitati, così come nelle campagne e nelle aziende che sono finite sott’acqua. La Regione Emilia Romagna, invece, ha già annunciato che chiederà al Governo lo stato di calamità naturale.