Il turismo sessuale riguarda in prevalenza gli uomini, come è facile immaginare, e in particolare ha per oggetto i bambini. Una denuncia costante, su questo tema, è portata avanti, da tempo, da Ecpat, l’organizzazione che si occupa di difendere i bambini e gli adolescenti dallo sfruttamento sessuale. “Il crescere del turismo di massa e dei voli a basso costo”, scrive sul suo sito, “rendono alla portata di tutti un viaggio verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese”. Internet facilita il tutto. In particolare gli italiani sono turisti del sesso con bambini, avendo “scalato” negli ultimi anni la non edificante classifica dei turisti più presenti in vari Paesi.

“Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità – denuncia Ecpat (End child prostitution pornography and trafficking) – oggi siamo i più presenti in luoghi come il Kenya”. Ma chi sono i turisti sessuali? “Quelli che cercano minori possono essere sposati o single, maschi o femmine (anche se la maggioranza sono maschi) stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato”. Si dividono in tre distinte categorie: occasionali (spesso in quel Paese per lavoro), la maggioranza; abitudinari; pedofili. La loro età è compresa tra i 20 e i 40 anni. L’Ecpat non è in grado di quantificare esattamente “quanti siano gli italiani turisti del sesso con bambini e adolescenti”. In ogni caso, la stima è di 80mila connazionali “che partono alla ricerca di sesso con minori”.

Il 60% sono occasionali, così li definisce, il 35% abituali e solo il 5% pedofilo. In Kenya, un rapporto Unicef, rileva che il 38% dei clienti dei minori fatti prostituire sono locali, seguiti dagli occidentali: italiani 18%; tedeschi 14%; 12% svizzeri; 8% francesi. Dall’Europa si parte prevalentemente da Germania, Olanda, Regno Unito, Francia, Belgio, Spagna, Italia. Dall’America si parte da Stati Uniti, Canada, Brasile. Le destinazioni principali sono Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia, Filippine, Nepal, Pakistan, Russia, Taiwan, Cina, Sri Lanka, India, Indonesia. Ma anche Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, Messico, Venezuela, Cuba e Kenya.