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Ferrovie, lascia anche Donnarumma: via da luglio. L’ultimo spintone di Giorgetti e Salvini

L'addio dopo quelli del direttore finanziario Fabio Paris e di due componenti del cda
Ferrovie, lascia anche Donnarumma: via da luglio. L’ultimo spintone di Giorgetti e Salvini
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L’avventura di Stefano Donnarumma alla guida delle Ferrovie dello Stato è arriva alla fine. Come anticipato dal Fatto, oggi il manager ha concordato il suo addio in un incontro con Matteo Salvini, al termine del quale ha convocato le prime linee manageriali del gruppo e annunciato la decisione. L’uscita avverrebbe a luglio, in occasione dell’ultimo cda. Nei prossimi giorni “chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni”, hanno fatto sapere alle agenzie fonti del Ministero dei Trasporti. “Salvini ha ringraziato l’a.d per il lavoro svolto e gli oltre 90 mila dipendenti Fs che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno”. Il vertice con il ministro dei Trasporti era stato fissato per chiudere una fase turbolenta. Il manager non era particolarmente amato al ministero dell’Economia azionista ed era alle prese con un pessimo clima interno all’azienda (ieri il Fattoquotidiano.it ha raccontato delle dimissioni del direttore finanziario Fabio Paris), cosa che preoccupava Salvini visto l’imponente piano estivo dei cantieri in corso. Alla fine il leghista ha obbligato il manager al passo indietro, visto il rapporto ormai compromesso.

Secondo fonti informate, ci sarebbe stata anche una discussione nelle scorse ore sulla “buonuscita” del manager, che da contratto si aggirerebbe intorno agli 1,5 milioni, ma le richieste sarebbero più alte. Nei giorni scorsi dal cda si erano dimesse due consigliere, tra cui Tiziana De Luca, dirigente del Tesoro e vice capo di Gabinetto del ministro Giancarlo Giorgetti. Al dicastero di quest’utlimo non sarebbero soddisfatti da tempo delle operazioni societarie della gestione Donnarumma, ma la decisione è stata rimessa alla politica. Salvini lo vuole sostituire “con un interno”, cioè con il fidato Gianpiero Strisciuglio, Ad di Trenitalia, che però rischia il processo per la strage di Brandizzo dell’agosto 2023.

Donnarumma ha capito che la situazione era ormai irrecuperabile. Era stato Salvini a volere il manager, ex Acea e Terna, alla guida del gruppo due anni fa. Nelle scorse settimane non gli è riuscito il tentativo di farlo approdare a Fibercop, la società della rete ex Tim. L’addio di Donnarumma è un nuovo scossone in una grande partecipata dopo la mancata conferma in Leonardo dell’ad Roberto Cingolani. Le opposizioni intanto approfittano del caos creato intorno all’azienda. “Matteo Salvini chiede e ottiene le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, ma non se ne va lui, il terminator dei trasporti italiani”, attacca Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. Per i dem Antonio MIsiani e Andrea Casu “le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior Ministro dei trasporti della storia della Repubblica”.

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