Si parla di confronto, ma crediamo che quando Modena e Bologna s’incontreranno, in quel di palazzo Re Enzo a Bologna il 27 di Gennaio, per confrontarsi sulla preparazione del tortellino le rispettive cittadinanze la vivranno, seppur in modo goliardico, come uno scontro – culinario e goliardico, ma pur sempre scontro. Perché in terra emiliana si può prendere alla leggera tutto, ma non la cucina, figuriamoci i tortellini. Ad ogni modo, gli chef sottolineano come la giornata sarà uno scambio amichevole volto a promuovere l’eccellenza emiliana; in testa a tutti lo chef universalmente riconosciuto come uno dei migliori al mondo, Massimo Bottura: “Questa non è una sfida tra Modena e Bologna, quello che vogliamo fare è condividere non dividere, vogliamo prendere il meglio della nostra tradizione – un’ingenua ingegnosità – per proiettarci nel futuro”. La giornata nasce dall’idea della RistoAssociazione tOur-tlen di Bologna che già il 4 Ottobre, aveva tenuta una sfida interna alla città turrita.

Non si può capire l’importanza di questo evento senza accennare brevemente alla leggenda, che avvolge il ripieno del tortellino. La nascita stessa ne viene contesa dalle due città cugine – in questo caso mai più vero fu il vecchio adagio “parenti serpenti”. Tutto prende il via dal cosiddetto episodio della Secchia Rapita, episodio sfociato in una delle più grandi battaglie del Medioevo ( rimasero a terra in di duemila). Lo scontro tra Bolognesi e Modenesi avviene nel 1325 e si racconta che inizi a causa del furto di un secchio tarlato. La storia raccontata da Tassoni viene ripresa da Ceri nell’800, il quale racconta che alla battaglia presero parte (parteggiando per i modenesi) anche Venere, Bacco e Marte. La mattina successiva, dopo aver risposato in una locanda, la dea rimase a letto più a lungo dei due, fu così che il locandiere andandola a svegliare la sorprese completamente nuda. L’immagine fu talmente divina che tentò di riprodurne le fattezze, nello specifico dello splendido ombelico, con un fazzolettino di pasta. Dettaglio non da poco: la locanda si trova a Castelfranco Emilia. Bene, ecco il problema: Castelfranco Emilia è città di confine, oggi è in provincia di Modena, ma fino al 1929 apparteneva ai bolognesi. Lo stesso nome del comune viene indifferentemente pronunciato in dialetto modenese e bolognese. Si potrebbe quindi dire che il tortellino è nato sulla linea esatta che separa idealmente Bologna e Modena.

Difficile e arduo è stato scegliere i campioni della tenzone. Bologna ha optato – ormai sembra esser di gran moda – per le primarie. Due i turni: il 13 gennaio e il 20 gennaio dalle ore 20.00 a Palazzo Re Enzo. Ogni sera si sfideranno sette tra i ristoranti bolognesi dell’associazione tOur-tlen (associazione aperta a tutti). Dei quattordici ne rimarranno solamente quattro (due per la sezione tradizionale, altrettanti per quella creativa) a cui si aggiungerà Marcello Leoni (Presidente dell’Associazione e vincitore del festival ottembrino) che passerà direttamente in finale.

Sarà una giuria popolare a decretare i vincitori, voteranno dopo aver gustato, nella Sala Re Enzo del palazzo omonimo, un antipasto, sette assaggi di tortellini e il dolce, sorseggiando vini dei colli bolognesi – anche le cantine, come gli chef, saranno in gara tra loro. I modenesi invece procederanno in maniera diversa: i campioni sono già stabiliti e fan tutti parte del Consorzio Modena a Tavola. Ecco allora che nella serata del 27 a fronteggiarsi amichevolmente saranno 5 chef modenesi e 5 bolognesi.

Il patto di non belligeranza deluderà forse gli amanti dell’agonismo: nella serata finale 10 giurati selezionati con a capo Bottura assegneranno diversi riconoscimenti, ma non nomineranno nessun vincitore assoluto. Ci sarà invece vincitore nella la sfida tra sfogline/i bolognesi e modenesi, anche loro presenti alla giornata per una sorta di sfida nella sfida (si preannuncia una particolare categoria: sfoglini/e under 40). La Sala Re Enzo, quella della finale, potrà ospitare 150 commensali mentre sarà in Sala degli Atti dove, come illustra Mario Ferrara di Scacco Matto “Gli chef non finalisti faranno assaggiare i loro tortellini”. Forse è proprio vero: per una volta sarà il tortellino, l’oggetto stesso della contesa, a stemperare la storica rivalità che corre sulle Via Emilia.