Prima la polemica è montata all’interno della maggioranza e in particolare dentro al Pd, poi ha coinvolto le opposizioni (M5s, Lega Nord e Sel) e infine è detonata alla base del governo. L’emendamento sugli stadi anziché indicare una soluzione è diventato un ulteriore problema nel dibattito già complicato sulla legge di Stabilità. La norma, secondo molti, porterebbe a un rischio di speculazione edilizia e di cementificazione senza troppi vincoli. La bozza di emendamento circolata ieri, se approvata, darebbe il via libera non solo all’edificazione di nuove strutture per lo sport, ma anche di altre “costruzioni e interventi urbanistici di qualsiasi ambito o destinazione, anche non contigui agli impianti sportivi, che risultano funzionali al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’intervento”.

Le critiche, però, ora cominciano a piovere direttamente dal governo che quell’emendamento l’ha proposto: prima è stato il viceministro dell’Economia Stefano Fassina a dire che “così come è stato formulato, non va bene” e che il testo potrebbe non essere neanche presentato; poi è arrivato l’intervento del ministro dell’Ambiente Andrea Orlandoche ha espresso un “parere fortemente negativo” perché “è in forte contrasto con la legge sul consumo di suolo”. 

Il ministro dell’Ambiente ritiene “essenziale che la norma sugli stadi prevista dalla legge di Stabilità sia coordinata con la legge sul consumo del suolo licenziata dal Governo nel giugno scorso”. Il ministro, sottolineando “di non aver avuto ancora modo di valutare l’emendamento del governo”, pone l’accento sulla legge relativa al consumo del suolo che lo ha visto direttamente impegnato e che ha avuto il via libera ed ora si appresta ad iniziare il suo iter in Parlamento. Orlando ritiene “essenziale che la norma sugli stadi prevista dalla legge di Stabilità sia coordinata con la legge sul consumo del suolo licenziata dal Governo nel giugno scorso”. Il ministro, sottolineando “di non aver avuto ancora modo di valutare l’emendamento del governo”, pone l’accento sulla legge relativa al consumo del suolo che lo ha visto direttamente impegnato e che ha avuto il via libera ed ora si appresta ad iniziare il suo iter in Parlamento.

 In questo modo, dunque, resta isolata la posizione del ministro degli Affari regionali Graziano Delrio che – dopo le dimissioni di Josefa Idem – detiene la delega allo Sport. “Nell’emendamento ufficiale nessuna cementificazione – dichiara Delrio – Né speculazione edilizia, né devastazione del territorio saranno presenti nell’emendamento governativo ufficiale, bensì la volontà di ammodernare l’impiantistica sportiva, professionistica e di base. Da parte del governo c’è l’impegno a evitare cementificazione, speculazioni edilizie e sfruttamento del territorio. Il testo del governo sarà coerente con questi principi”. “Il nostro Paese è tra i più arretrati in Europa in materia di impiantistica sportiva ad ogni livello – ha concluso Delrio – Introdurre il tema nella legge di stabilità significa prendere a cuore le richieste dai territori e dare una risposta adeguata”.

I primi a criticare l’emendamento erano stati i dirigenti di Legambiente che avevano denunciato un’operazione che darebbe il via libera a “ogni tipo di speculazione edilizia e devastazione ambientale”. Ma contro l’emendamento si sono schierati molti parlamentari del Pd e tutti i gruppi di opposizione: Lega Nord, Sel e Movimento 5 stelle. Diciassette deputati democratici (capeggiati dal renziano Dario Nardella) hanno pubblicato una nota congiunta in cui chiedono al ministro Delrio di intervenire “perché l’emendamento venga modificato sulla base di un modello sostenibile”. Stop anche dal presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci: “Per l’ennesima volta una lobby legata ai costruttori utilizza in modo assai improprio una norma di finanza pubblica per riproporre un emendamento che utilizza la necessità di rinnovare gli impianti sportivi come un cavallo di Troia per interessi speculativi”. Anche i deputati del M5s delle commissioni Ambiente e Agricoltura hanno scritto al governo per ritirare la norma: “E’ un’accelerazione al consumo di suolo – si legge nella nota congiunta – e alla speculazione edilizia. L’emendamento lascia aperte le maglie a chi vuole continuare a cementificare il nostro Paese”. Mentre il senatore Massimo Cervellini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici chiede al governo “nel rispetto della tragedia che ha messo in ginocchio la Sardegna, di ritirare questo emendamento e di ripensare alle vere priorità in termini di tutela dei beni comuni”. “Restiamo molto perplessi – spiegano il capogruppo Giancarlo Giorgetti e il collega Davide Caparini – Ci auguriamo che il testo definitivo del Governo assomigli il meno possibile alle anticipazioni pubblicate da alcuni organi di stampa”. “Siamo stati i primi in Italia – concludono i parlamentari del Carroccio -a presentare una proposta di legge per regolare la costruzione di nuovi impianti sportivi che non devono gravare sui comuni ma essere autonomi da un punto di vista finanziario. Proposta sottoscritta da tutto il gruppo che abbiamo depositato anche in questa legislatura”.