Da qualche anno, la percezione sul concetto di vita extraterrestre è cambiato repentinamente in conseguenza delle ultime scoperte astronomiche riguardanti il numero di pianeti extrasolari scoperti. E’ di questi giorni la notizia che i pianeti come la terra ammontino nella nostra galassia a circa 8,8 miliardi. Da cui si evince la possibilità statistica, che un così elevato numero di pianeti “abitabili”, possa aver favorito come nel nostro pianeta, la comparsa di specie intelligenti. Poiché il nostro pianeta è giovanissimo, ecco comparire non più come eretica, l’ipotesi che in pianeti con qualche miliardo di anni più vecchi, siano sorte civiltà avanzate.

La scienza astronautica sul nostro pianeta ha meno di un secolo, ma già dopo lo sbarco sulla Luna aveva previsto la possibilità di colonizzazione dei nostri pianeti e il loro sfruttamento minerario. Crisi economiche permettendo. Certo la nostra tecnologia con le imprese spaziali, ha generato progressi economici generando un mercato HiTech fino ad allora impensabile. Quindi non si capisce perché quando si fanno ipotesi, ampiamente giustificate e compatibili con il metodo statistico circa la possibilità dell’esistenza di altre civiltà intelligenti con un grado di sviluppo, probabilmente più avanzato di qualche millennio rispetto al nostro, non si prenda in considerazione l’ipotesi che tali civiltà abbiano risolto problemi teorici e pratici, riguardo ai viaggi spaziali, per noi ancora insormontabili. Non è un caso che anche l’astrofisico Paul Davies, scettico sulla presenza di Ufo sui nostri cieli, suggerisca un campo di ricerca attraverso i nuovi telescopi spaziali, come la scoperta di attività minerarie extraterrestri su asteroidi e o planetoidi, o tracce di antiche civiltà avanzate, magari estinte.

Quindi mentre sembra sdoganato il problema della esistenza di civiltà extraterrestri, rimane ancora un tabù la questione degli Oggetti Volanti Non Identificati. Eppure anche a livello di forum economici, la ipotesi di un eventuale arrivo di una civiltà aliena e il suo inevitabile impatto sull’economia viene presa in seria considerazione. Scenari e simulazioni di eventi simili, sono stati affrontati dal Nobel per l’economia Krugman o nei forum economici come quello del Global Competitivens Forum nel 2011 a Riyadh, dove in una simulazione di scenari di crisi economiche mondiali i Money Manager hanno inserito il Tail Risk of Close Extraterrestrial Encounter . Quindi tale ipotesi, prende in seria considerazione il problema Ufo e ne giustifica di fatto l’esistenza. Tale questione è stata affrontata anche a Davos al World Economic Forum “Global Risks 2013” alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Anche Mons. Ravasi, sul giornale della finanza italiana, il Sole 24ore, ha recensito il libro del teologo Armin Kreiner, “Gesu gli ufo e gli alieni, l’intelligenza extraterrestre come sfida alla fede cristiana“, titolo assai provocatorio, in realtà un testo che studia in maniera rigorosa il problema Ufo in chiave teologica, pubblicato da una casa editrice che pubblica appunto i quaderni di teologia del Vaticano. Parlare quindi di cambio di Paradigma sulla questione Ufo Extraterrestri non è più un fatto di folklore o un incidente di percorso, ma rappresenta il cambio di paradigma che è comunque avvenuto in questo biennio. Con buona pace per chi continua a trattare tali argomenti come chiacchiere da bar.