“Certi amori non finiscono, fanno un giro immenso e poi ritornano” cantava Antonello Venditti in “Amici mai”. Il tragitto è stato davvero lungo e, se ancora non si può parlare di amore tra i due, sicuramente l’attaccamento al movimento, in caduta libera nei sondaggi, ha prevalso sulle divisioni in vista del Congresso di dicembre. Per questo Matteo Salvini, dopo settimane di polemiche, ha deciso che sarà presente giovedì 31 ottobre a Pecorara alla storica festa che la Lega Nord tiene ogni anno nel paese montano in provincia di Piacenza, prima di passare all’altra manifestazione, che la segreteria provinciale ha organizzato a Ziano.

Due feste nella stessa sera che avevano mandato in subbuglio il popolo padano, che considerava un vero e proprio “schiaffo” al fondatore la seconda kermesse decisa dal provinciale. A Pecorara, definita la Capalbio del Nord Italia, come ogni anno Umberto Bossi era previsto affiancato dall’ex ministro Giulio Tremonti. A Ziano era invece atteso Salvini insieme ai dirigenti locali e questo appuntamento, che aveva fatto seguito alla decisione di sospendere la tessera di militante all’ex parlamentare Massimo Polledri (bossiano di ferro), era stato interpretato come una spaccatura totale al vecchio corso del Carroccio.

Ora, invece, si attende quello che è stato ribattezzato il “Patto della Zucca”, tra i candidati alla successione di Roberto Maroni. Salvini, da sempre vicino al segretario uscente, Bossi che nella Lega non ha certo bisogno di presentazioni e pare deciso a riprenderne le redini dopo gli scandali di questi anni. “Matteo Salvini ha dimostrato di non farsi tirare la giacca da nessuno e che nella festa di Pecorara c’è qualcosa di più del solo folclore di cui qualcuno aveva parlato a sproposito”. Luisa Giunta, del direttivo piacentino della Lega Nord, militante “dissidente” sulla cosiddetta “grana” della zucca, giudica con favore la notizia dell’annuncio della presenza di Salvini a Pecorara insieme a Umberto Bossi, e poi alla festa di Ziano. “Abbiamo bisogno di stare uniti – spiega la leghista – e il clima di questi giorni era veramente insopportabile, ma per fortuna con una decisione saggia Salvini è intervenuto ad unire laddove qualcuno cercava di dividere”.

Il riferimento è alla festa di Ziano giudicata dai fedeli di Pecorara uno “affronto” diretto a Umberto Bossi che già da tempo aveva confermato la partecipazione al tradizionale appuntamento della montagna. Una doppia festa che aveva innescato una aspra contesa interna al partito che si era trasferita anche con toni accesi sui social network. “Anche se questo è il momento del vogliamoci bene tutti – aggiunge Luisa Giunta – non dobbiamo dimenticare che in questa vicenda sono stati compiuti dei grossi errori, è stato sottovalutato l’impatto che il cambio di sede di una festa radicata sul territorio poteva avere tra la nostra gente legata alle tradizioni”. La militante del Carroccio ha concluso con un auspicio: “Quello che vorrei vedere a Pecorara è un “patto della zucca” tra presente e passato, pensando al bene e al futuro della Lega Nord”.