“La festa della Zucca è dove va Bossi”. Era così, almeno fino all’anno scorso ma i tempi nella Lega Nord sono cambiati e anche le sagre, simbolo del popolo padano, dividono più che unire. Lo testimonia la festa della Zucca, che tradizionalmente si tiene a fine ottobre a Pecorara, paese di 800 anime nella valle del Tidoncello in provincia di Piacenza.

Prima è arrivato l’annuncio, che già di per sé appariva storico, del cambio di location. Non più a Pecorara ma a Ziano piacentino, paese più comodo da raggiungere ma che avrebbe comunque creato ben più di un mal di pancia. Ma la sorpresa si è avuta quando, a poche ore di distanza, è stato confermato che la feste si sarebbe svolta come sempre anche a Pecorara, tra l’altro in concomitanza l’una con l’altra e cioè il 31 ottobre.

Nessun errore, perché è bastato scorrere gli ospiti delle due sagre e la risposta è apparsa lapalissiana: la Lega Nord, come la conoscevamo, non esiste più. Ne stanno nascendo due, che lentamente si stanno allontanando e che solo al Congresso, previsto per dicembre, dichiareranno ufficialmente il divorzio. A Pecorara, nella tradizionale roccaforte leghista, saranno infatti ospiti come sempre il presidente del Carroccio, Umberto Bossi seguito da un altro habitué come l’ex ministro Giulio Tremonti. A Ziano, invece, sono stati annunciati i probabili candidati alla segreteria nazionale, Matteo Salvini e l’onorevole Giancarlo Giorgetti.

“Uno schiaffo al fondatore” ha detto più di un militante. Forse qualcosa di più. E cioè una vera e propria decostruzione della simbologia bossiana, dall’ampolla prelevata a Pian del Re di Crissolo sul Monviso al giuramento sui monti di Pontida nel bergamasco, fino ad arrivare alla festa della Zucca nel Piacentino, dove alla luce del braciere acceso nel retro del palco, allestito nell’ex consorzio agrario, venivano decise strategie economiche e candidature.

Ora però spunta la festa della Zucca di Ziano piacentino, in programma la stessa sera nell’ex cinema di via dei Mille che, si legge nella nota diramata, “è ufficialmente organizzata come Festa Provinciale della Lega Nord di Piacenza e durante la serata si potranno degustare i primi piatti con la zucca, ma anche polenta e cinghiale”. Insomma, è stato esportato anche il menù.

Le reazioni, naturalmente, non sono mancate. Tra le tante, quella di Andrea Pezzani, ex consigliere provinciale del Carroccio e militante storico: “Amo la tradizione e per cui non vedo il motivo di questo cambio di rotta” ha detto, specificando che “deciderò dove andare, ma di certo se Bossi andrà a Pecorara andrò lì indipendentemente da chi gestisce la festa”. Dello stesso avviso anche il vice sindaco di Borgonovo Angela Petrarelli, per la quale “se in questi giorni non avessi letto i giornali e mi avessero chiesto: vieni alla festa della zucca? Sarei andata a Pecorara. Perché la festa della zucca, per me, è a Pecorara. Non è una questione di chi va o chi non va. Per me, da buona sentimentale, è una questione di luogo e di gente. A Ziano vado molto volentieri alla festa dell’uva o anche ad un’ipotetica festa del cotechino”. Altro leghista della prima ora, scettico sulla doppia festa è stato Carlo Torregiani, che non le ha certo mandate a dire: “Assurdo spostare una festa le cui radici da sempre sono a Pecorara, sarebbe come festeggiare San Gennaro a Milano. L’unico modo per uscirne – ha concluso Torregiani – è che tutti coloro che sbandierano di essere leghisti ritornassero ai veri principi dettati da Bossi che andremo ad accogliere il 31 a Pecorara”.

Deluso poi Ginetto Albertini, presidente del comitato della zucca di Pecorara, che ha visto nascere la festa nel 2005: “Qualcuno aveva scritto che eravamo diventati la Capalbio del Nord per il numero di politici di primo piano che portavamo a Pecorara. Ma non smobilitiamo, la festa della zucca si farà e come sempre Bossi e Tremonti saranno gli ospiti d’onore”. Fuori dal coro, invece, il vice sindaco di Pecorara Franco Pochintesta che seguirà l’ordine di scuderia del partito: “Ho cercato di mediare, ma quest’anno andrò alla festa della Lega di Ziano”.

Nel frattempo, il territorio piacentino sembra essere diventato l’ultima trincea prima dello scontro finale. Nei giorni scorsi, in un incontro quasi carbonaro, qui si sono riuniti i soci fondatori di Padania Libera, il movimento – o corrente – che fa capo a Umberto Bossi per “tracciare le linee di condotta dell’associazione e programmare un convegno generale che si terrà nella prima metà del mese di dicembre sul tema del federalismo” si legge in una nota, scritta proprio dai dissidenti leghisti.

L’obiettivo è quello delle 3mila tessere, per arrivare ad un’assemblea a dicembre che, come nel caso della festa della Zucca, si dovrebbe tenere in concomitanza del Congresso federale, il 15 dicembre a Torino. “Si è preso nota della decisione del Consiglio della Lega Nord che ha giudicato incompatibile la nostra tessera con la loro: la nostra risposta, sorpresa a parte, è solo l’invito a prendere visione del nostro statuto, secondo noi unica discriminante per giudicare se Padania Libera sia o meno un’associazione culturale” hanno scritto gli appartenenti al movimento, presentato a Venezia un mese fa e subito sconfessato dal segretario Roberto Maroni: “È solo un’operazione nostalgica da trapassato remoto che crea confusione – aveva detto – poiché non è un’associazione culturale ma si propone come movimento politico”.