“Non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica”. E’ intervenuta così Marina Berlusconi, di fronte alle “ennesime voci e a ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni pur minimo collegamento con la realtà”. La figlia del Cavaliere, presidente di Fininvest e Mondadori, ha quindi chiarito in una nota che “ancora una volta mi vedo costretta a smentire, e nel modo più tassativo, un ingresso in politica”, indicando di voler continuare a fare il suo lavoro: “Per la politica ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai oltre vent’anni. Questo è il mio passato e il mio presente, e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego di prenderne atto”.

Ma la road map sembra già segnata. Il Cavaliere, secondo la ricostruzione di Repubblica, avrebbe infatti confessato ad alcuni fedelissimi che adesso potrebbe seriamente pensare a una soluzione familiare, lasciando il posto a Marina. L’ex premier resterebbe così il leader del centrodestra e alla figlia andrebbe la candidatura alla premiership di Forza Italia da contrapporre a Matteo Renzi. La figlia del Cavaliere incontrerà oggi i vertici dei quotidiani e delle televisioni del gruppo assieme al padre, mentre le pressioni dei vertici di Forza Italia sono ormai insistenti.

Sulla possibile candidatura, però, interviene anche Barbara Berlusconi che sull’Huffington Post prende le distanze dall’ipotesi politica: “Né io né Marina scenderemo in campo – dice – Siamo state molto nette”. Nell’intervista al giornale online esprime anche giudizi molto duri sugli uomini della classe dirigente Pdl che “hanno finto di sposare le sue idee politiche [di Silvio Berlusconi, ndr], ma che in realtà agivano per interesse personale. Per le poltrone e per il potere”. 

Il leader anche della nuova Forza Italia “è e resta Silvio Berlusconi”, ha assicurato Mariastella Gelmini, ma “nei confronti di Marina nutro sincera stima, sarebbe una candidatura molto forte, non vi è dubbio. Temo però che la persona che opponga la più rigida resistenza sia proprio lei. Vedremo”. Quanto alla decadenza del Cavaliere, “se votata, segnerebbe di certo un fatto gravissimo. Non potrebbe non avere effetti sul governo. Per noi sarebbe inaccettabile”. Per questo Gelmini, chiede intanto ai ministri del Pdl di “esercitare la delega della Severino, che non è ancora scaduta. Dando così un contributo concreto alla salvaguardia del leader e della democrazia”. E lancia “un ultimo accorato appello al Pd, siano capaci di anteporre l’interesse del Paese all’odio per Berlusconi. Non macchiandosi di una colpa così grave”.

“Il tempo di questo Governo è segnato e non sarà il Pdl o Forza Italia a staccare la spina ma il Pd, perché dopo avrà fatto le primarie io non ci credo che il Pd continui a sostenere questo esecutivo”, ha detto invece Gianni Alemanno, ex Pdl, e ora leader di Prima l’Italia intervistato a Omnibus su La7. Per l’ex sindaco di Roma “è quindi sterile per il centrodestra continuare a dividersi su quanto debba durare questo governo” perché “casomai deve pensare a come a arrivare a una nuova leadership, al di là delle proposte che fa Berluconi o Alfano perché il centrodestra non è più un mono-partitico”.