Sono le recensioni online a indirizzare buona parte dei nostri acquisti. Le stesse che orientano la maggior parte delle nostre scelte in fatto di viaggi o ristoranti. I dati di studi e osservatori sono ormai unanimi. É dunque indiscutibile l’importanza di TripAdvisor che, con oltre 100 milioni di recensioni, e una crescita del 50% di post all’anno, rappresenta la più grande comunità di reviews al mondo: viaggi e destinazioni turistiche, alberghi e alloggi, ristoranti e pizzerie. Tutto finisce sotto i giudizi degli utenti.

Sono circa 200 milioni, gli utenti unici di TripAdvisor (oltre un milione di cui in Italia), e assicurano un fatturato di 637 milioni dollari. Pertanto, negli ultimi anni, stanno proliferando recensioni false o inverosimili, che non di rado finiscono dall’avvocato e in tribunale. Si va dai singoli clienti che ottengono sconti promettendo una recensione, ai fornitori che la assicurano in cambio di un modico sovrapprezzo, ai “consulenti reputazionali” e alle agenzie che le offrono in pacchetti al costo di alcune migliaia di euro, fino ai tour operator che estorcono prezzi bassissimi minacciando una caterva di recensioni negative. Associazioni di diverse categorie stanno valutando una class action o un ricordo all’Antitrust sulle responsabilità dirette del portale TripAdvisor.

Assume quindi una certa rilevanza l’episodio, riportato dal Fatto Alimentare, che è toccato al proprietario dell’Osteria del Leone di Bagno Vignoni in provincia di Siena. Si è premurato di fare col cellulare un video (sotto) dell’offerta di una recensione a pagamento sul portale TripAdvisor, al costo di 50 euro l’una, da parte di Stephan Černetić

Un tale che si firma Principe di Montenegro su un sito di gastronomia che gestisce. Il principe si è presentato nel locale come giornalista enogastronomico di TripAdvisor, con tanto di borsa marchiata dal logo, offrendo all’osteria di diventare un “locale selezionato e consigliato dall’esperto” della community, con la promessa di particolari condizioni di visibilità (ampliata e corredata da foto), non priva di valutazione critica (“tanto voi siete bravissimi”) tradotta in tutte le lingue coreano compreso.

Insomma, Stephan Černetić ha proposto di segnalare che l’osteria fosse l’unico locale di bagno Vignoni “selezionato e consigliato da TripAdvisor”, al prezzo di 50 euro soddisfatti o rimborsati per due anni (“certamente vi mandiamo la fattura”). Poi il principe ha fatto una seconda offerta, proponendo di mettere a disposizione perfino una troupe televisiva “della Rai”. Il proprietario dell’osteria si è finto interessato e il principe gli ha mostrato due tesserini, definendo l’uno di TripAdvisor e l’altro dell’Ordine dei Giornalisti. Il proprietario li ha fotocopiati, mentre il principe sorpreso diceva “può fotocopiarli solo se accetta l’offerta”, accorgendosi che su di un tesserino era riportato il nome Stefano di Montenegro e su un altro Stephan Černetić. Così il proprietario ha rimandato l’accettazione di un paio d’ore, con un invito a pranzo, e nel frattempo ha chiamato TripAdvisor che ha consigliato di rivolgersi alle forze dell’ordine.

Dopo un paio d’ore i carabinieri sono entrati nel locale per invitare il principe in caserma. Per Stephan Černetić non è la prima volta, dato che tempo fa aveva indotto alla smentita il direttore di una testata online che lo accusava, dopo aver ricevuto una lettera inviata all’ordine dei giornalisti di Torino, di mangiare gratis presso alcuni ristoranti del Piemonte, spacciandosi per chissà chi. In tale occasione il Černetić aveva scritto: “Ricordo che esercito la professione di giornalista enogastronomico da oltre trent’anni e sono regolarmente iscritto all’Albo come professionista. E i titoli nobiliari che il vostro giornale mette in dubbio sono autentici e ben documentati”.