Beppe Grillo si confronterà con i gruppi parlamentari sul caso immigrazione clandestina la prossima settimana e verrà chiesto anche il parere degli attivisti attraverso la rete. Ad annunciarlo al termine della riunione tra gli eletti M5S è il capogruppo alla Camera Alessio Villarosa che puntualizza: “L’emendamento non si può ritirare”. Il riferimento è al testo voluto da due senatori del Movimento Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina. Un emendamento che è stato approvato in Commissione Giustizia al Senato ma da cui l’ex comico e Gianroberto Casaleggio hanno preso le distanze. Si tratta, hanno scritto sul blog del leader M5S, di una “posizione del tutto personale” che “non faceva parte del programma votato da otto milioni e mezzo di elettori” . Il post, che secondo Villarosa è stato “impulsivo”, ha suscitato numerose critiche da parte degli eletti. Il capogruppo Villarosa spiega: “Abbiamo deciso di chiamare Beppe e Gianroberto e di chiedere un appuntamento con loro per approfondire il tema di questo post uscito in maniera impulsiva, bisogna guardarsi negli occhi e parlare”.

Nel corso della riunione, ci sono stati trenta interventi, ciascuno di due minuti. Ma dopo due ore nella sala conferenze di Montecitorio, 156 parlamentari (106 deputati e 50 senatori) decidono di non decidere: “E’ una questione troppo delicata e non può esaurirsi in due ore. Ci dormiamo sopra e riprenderemo a parlarne”. Di certo – a giudicare dalle prime indiscrezioni – i parlamentari del Movimento, sulla legge Bossi Fini, si confronteranno con Grillo prima di assumere le prossime decisioni. “Sicuramente ne parleremo anche con Beppe, per il momento nessuna decisione e nessuna votazione”, conferma un parlamentare all’uscita dall’assemblea. 

“La riunione è stata tranquilla, ci siamo confrontati come al solito. Grillo? Verrà è tanto tempo che non lo fa e ci parleremo, anche di questo”, dice Andrea Cecconi che osserva: “Il problema è stato con la rete, andava preparata ad una notizia come questa. Si è trovata di fronte ad un fatto i cui contorni erano difficili da capire. Insomma si poteva preparare e spiegare tutto un po’ meglio”. “E’ vero che la questione dell’immigrazione non era nel programma elettorale ma in quel momento non c’era l’emergenza immigrati”, spiega il deputato Mattia Fantinati uscendo dalla riunione. E aggiunge: “Ma non possiamo non prendere posizione su argomenti che interessano nel vivo la vita del Paese. Forse – continua – c’è stato un problema di comunicazione: non sono state ben comprese le ragioni che hanno portato a proporre questa modifica che non è, però una cancellazione della Bossi-Fini. Anche per Fantinati “non c’è alcuna spaccatura fra di noi e ognuno sulla questione la pensa come crede. L’importante – conclude – resta prendere una posizione condivisa dalla maggioranza”.

Durante la riunione, però, sono sono mancate le polemiche nel merito nel metodo seguito da Grillo. Prima dell’inizio della riunione, Maurizio Buccarella si era mostrato sereno e sicuro che ci sarebbe stato un chiarimento “anche sulle dinamiche nei gruppi in Parlamento per affrontare quei temi che non rientrano nei 20 punti del programma”. Ma i senatori sono soprattutto infastiditi dal post Grillo-Casaleggio. Un post che Buccarella ha definito “non saggio e non pensato sufficientemente”. Anche se parla di “esperimento” e quindi, ha concesso, “anche loro, a modo loro, stanno cercando di costruire questo esperimento…”. E quindi, è il senso, si può sbagliare. Toni concilianti e sereni anche se, secondo quanto si apprende, sono molti i deputati che pretendono a questo punto delle “risposte a tutte le domande che ci poniamo oggi”.

di Loredana Di Cesare e Manolo Lanaro