I due fondatori del Movimento 5 Stelle non appoggiano l’azione dei “portavoce” eletti in Parlamento. Lo stop al “reato di clandestinità” approvato in Commissione giustizia grazie all’emendamento di due senatori grillini (Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella) non era nel programma. Così scrivono nel post pubblicato sul blog e firmato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: “La posizione espressa dai due eletti in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori, non faceva parte del programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno”. 

E’ rottura con il gruppo da parte dei due leader, contrari ad un’iniziativa che secondo i vertici sarebbe stata presa in totale autonomia dai parlamentari senza consultare la base. E questa sera, intorno alle 19, si incontreranno in assemblea congiunta per discutere la posizione da tenere. La notizia arriva a sorpresa, dopo che solo poche ore prima durante la conferenza stampa dei 5 Stelle per presentare la loro controproposta per risolvere il problema delle carceri in Italia, l’abolizione del reato di clandestinità era stato presentato come una soluzione per diminuire il numero di detenuti. Il primo a reagire pubblicamente è il deputato Alessandro Di Battista, da sempre molto vicino alla linea ufficiale di Grillo e Casaleggio, ma che non si risparmia qualche critica: “Noi ci dobbiamo riunire in assemblea congiunta e parlarne, perché ognuno di noi ha sensibilità diverse. Ma l’errore più grande che ha fatto Beppe è che non è stato presente, in questi mesi lo è stato sempre meno. Beppe si deve fare vedere di più“. Chi non si aspettava la reazione di Beppe Grillo è lo stesso Fabrizio Buccarella: “No, me l’aspettavo. Per ora non rilascio dichiarazioni”.

Del resto, non è la prima volta che gli eletti del Movimento 5 Stelle presentano disegni di legge, mozioni o interpellanze che non sono presenti nel programma. Il primo ddl depositato al Senato ad esempio, è stato quello relativo a diritti degli omosessuali e omofobia. Oppure nella lista c’è la mozione contro gli F-35,  che nei “20 punti per uscire dal buio” (il programma a 5 Stelle) non viene mai menzionata. Ma questa volta, il tema è troppo delicato secondo Grillo e Casaleggio, che scrivono: “Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”.

Poche ore prima, il blog pubblicava il comunicato stampa del gruppo al Senato per “spiegare l’approvazione dello stop in commissione”, con un titolo già esplicativo delle posizione del vertice: “Da oggi le espulsioni dei clandestini saranno più facili“. Un tentativo di piegare a destra un provvedimento che ha visto votare insieme al Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà e Scelta civica e con l’appoggio del governo. “Sostituirsi all’opinione pubblica”, continua il post di Grillo e Casaleggio, “alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice: ‘La clandestinità non è più un reato’. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”.