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Urbanistica, il procuratore Viola replica a Sala: “Nessuna volontà di interferire con attività del Comune. Lasciate lavorare i pm”

"Sono curioso di capire il dottor Viola come vede la situazione", aveva dichiarato il sindaco di Milano dopo la sentenza sulla Torre di via Stresa
Urbanistica, il procuratore Viola replica a Sala: “Nessuna volontà di interferire con attività del Comune. Lasciate lavorare i pm”
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A tirarlo in ballo era stato lo stesso sindaco di Milano. “Sono curioso di capire il dottor Viola come vede la situazione”, aveva dichiarato Giuseppe Sala commentando la sentenza sulla Torre di via Stresa che ha assolto tutti gli 8 imputati (la prima delle numerose inchieste aperte in questi anni sull’urbanistica milanese), dicendo di essere soddisfatto per la decisione ma “amareggiato” per “la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse”: “Una parte della Procura ha dato una impostazione politica al suo lavoro”, ha attaccato il primo cittadino. E dopo il sollecito pubblico di Sala, arriva l’intervento del procuratore capo di Milano: “Non c’è alcuna volontà di interferire con l’autorità amministrativa”, replica Marcello Viola.

Ricordando che “le sentenze non si commentano, si rispettano e se non si condividono si impugnano“, Viola ribatte: “La Procura è una e si muove in sintonia”, aggiungendo che si aspettano “le motivazioni con massima serenità” per poi valutarle e decidere il da farsi “senza idee preconcette“. Il procuratore con il suo intervento ha inteso rasserenare l’ufficio che dirige aggiungendo: “Si lasci lavorare chi deve lavorare. Le indagini, ovviamente, determinano degli effetti”.

Il magistrato invita pertanto a “rasserenare gli animi” e ad evitare accuse di condizionamenti o inquinamenti esterni e a “lasciar lavorare chi deve lavorare nel modo più sereno e tranquillo possibile”. Rispetto alla sentenza che ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non costituisce reato, il procuratore di Milano afferma che “vista la natura del dispositivo un’idea ce la facciamo tutti“. In attesa della motivazione che saranno depositate entro metà settembre, “la sentenza sull’elemento soggettivo ci pone davanti alla materialità del fatto” e “siamo aperti a trovare le soluzioni migliori che potrebbero riguardare anche profili diversi“.

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