Ancora 24 ore e l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% diventerà realtà, colpendo carburanti, bollette e vari altri generi di consumo. “Per effetto del mancato slittamento dell’aumento dal 21 al 22% dell’aliquota ordinaria dell’Iva – si legge in una nota di Quotidiano Energia – il prezzo raccomandato della benzina salirà di circa 1,5 cent euro/litro, quello del diesel di 1,4 ed il Gpl di 0,7 cent. Anche se l’impatto sui prezzi praticati non dovrebbe essere immediato ma spalmarsi lungo la settimana in funzione della fisiologica rotazione delle scorte. Intanto i prezzi praticati sul territorio sono ancora in calo generalizzato, per via delle numerose riduzioni di quelli raccomandati la scorsa settimana. Le medie nazionali della benzina e del diesel adesso sono rispettivamente a 1,796 e 1,724 euro/litro (Gpl a 0,813). 

Rincari, anche se contenuti anche nelle bollette energetiche con lo scatto della nuova aliquota. “Non ci aspettiamo grosse riduzioni sullo sconto accumulato del 7,8% che abbiamo annunciato venerdì, l’iva ha aliquote diverse sul gas, e il passaggio al 22% non dovrebbe aumentare l’intera tassazione, ma i conti dobbiamo ancora farli”. Così Guido Bortoni, presidente dell’authority dell’energia, a margine di un evento a Milano, parlando degli effetti sulla bolletta del gas dall’aumento dell’iva che scatterà stanotte, e facendo riferimento agli sconti che l’authority ha varato tra aprile e agosto.

Complessivamente, calcola il Codacons, l’aumento di un punto percentuale dell’imposta sul valore aggiunto dovrebbe portare a una stangata di circa 350 euro a famiglia. “Una lunga serie di beni subirà domani un incremento dei listini, con conseguenze pesantissime sui consumi – dichiara il presidente Codacons, Carlo Rienzi – in base alle nostre stime, per effetto della maggiore Iva, gli acquisti delle famiglie registreranno una forte contrazione che potrà raggiungere quota -3% su base annua. L’incremento dell’Iva produrrà inoltre una vera e propria ecatombe nel settore del commercio, con ricadute enormi sul fronte occupazionale e sullo stato economico del nostro Paese”, conclude Rienzi.

Sul fronte politico, intanto, il primo effetto di una possibile crisi di governo è il blocco delle attività parlamentari. Slitta infatti il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto legge Imu, previsto per oggi alle 13, fino a giovedì alla stessa ora.