“Abbiamo valutato una situazione molto complessa e si è deciso che bisogna andare in Parlamento, mercoledì probabilmente, e lì ognuno si assumerà le proprie responsabilità con la massima trasparenza. Chiederemo la fiducia sia al Senato che alla Camera”. Il premier Enrico Letta – intervistato a Che tempo che fa – ha precisato che “non ho intenzione di governare a tutti i costi e se non c’è la fiducia traggo le conclusioni”.

Il presidente del Consiglio ha incontrato nel pomeriggio di domenica il capo dello Stato Giorgio Napolitano. “Le dichiarazioni dei ministri dimissionari e dello stesso Silvio Berlusconi determinano un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica”, ha avvertito una nota diffusa dal Quirinale dopo l’incontro tra i due.

Letta è andato al Colle al termine di una giornata critica per il governo, con il Pdl nel caos. Il giorno dopo la rottura di Berlusconi, che oggi è tornato a parlare in pubblico, il ministro Nunzia De Girolamo ha denunciato “radicalismi” all’interno del Pdl che “non hanno a che fare con il movimento”, mentre il vicepremier Angelino Alfano ha precisato che se prevarranno “posizioni estremistiche” sarà “diversamente berlusconiano”.

Il chiarimento, come ha anticipato il Colle, sarà ora alle Camere. Nell’incontro tra Letta e Napolitano “è stata attentamente esaminata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle dichiarazioni di Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del Pdl in adesione a quell’invito. Da ciò il presidente del Consiglio ha tratto, d’intesa con il presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento – che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento – le proprie valutazioni sull’accaduto e sul da farsi”.

Poche ore prima di incontrare Letta, Napolitano – in visita a Napoli – ha precisato che “la tradizione e l’obbligo costituzionale è che il presidente della Repubblica proceda a uno scioglimento delle Camere quando non c’è alcuna possibilità di dar vita a una maggioranza e ad un governo per il bene del Paese”.

Tornando all’intervista di Letta in televisione, sul tema della giustizia, il premier ha spiegato che “mi fa sempre sorridere, è come se giustizia voglia dire parlare di Berlusconi. Questo governo tra le cose fatte ha fatto quella della giustizia civile. Ci siamo già occupati di giustizia che è quella che riguarda i cittadini italiani”.

E ha ribadito, sul fronte della legge elettorale, che “si sa che con il Porcellum non si può e non si deve votare”, anche perché “al Senato non darebbe la maggioranza a nessuno. La legge elettorale è materia che riguarda il Parlamento e ora siamo al passaggio chiave in Senato dove spero che ci siano le condizioni per arrivare a un consenso”.