Sono stati liberati tutti gli ostaggi al Westgate, il centro commerciale di Nairobi attaccato sabato 21 settembre da un commando di terroristi del gruppo somalo al-Shabaab. A dare la notizia è stato il governo, secondo cui il mall è stato “ripulito” dalle forze speciali, senza incontrare “resistenza”. Lo riferisce il portavoce del governo.

“Possiamo confermare che finora tre terroristi sono stati finora uccisi, alcuni altri sono rimasti feriti”, scriveva oggi l’esercito kenyota su Twitter. Anche 11 soldati sono rimasti feriti nell’operazione, mentre 200 civili sono stati tratti in salvo, di cui 65 sono stati ricoverati in diversi ospedali. Sky News ha ipotizzato prima un atto kamikaze degli attentatori. “Le nostre forze controllano tutti i piani” del centro commerciale, ha scritto su Twitter il ministro degli Interni kenyota. Il commando di terroristi che si trovava asserragliato all’interno del WestGate era costituito tutto da uomini. Ma qualcuno al momento dell’attacco aveva indossato abiti femminili, ha detto un portavoce del governo keniano. Sono almeno 10 le potenti esplosioni udite nell’area del WestGate, riferiscono le tv locali, precisando che dopo le deflagrazioni è iniziata una sparatoria e le forze di sicurezza hanno tirato numerosi lacrimogeni.

Le vittime del attacco sono 62 e le agenzie per i soccorsi di Nairobi hanno fatto sapere che quasi tutti i feriti – si è parlato di 175 persone – sono stati dimessi dagli ospedali. Polizia e soldati kenyoti avevano dato il via a un blitz, promettendo una “soluzione rapida” e affermando che la maggior parte degli ostaggi sarebbe stata evacuata di lì a poco. Ma così non è stato. E, secondo la Croce Rossa, durante il blitz sarebbero stati trovati altri nove corpi. Più di mille persone sarebbero state soccorse. Secondo una fonte di polizia, una decina di assalitori sarebbe ancora all’interno del centro commerciale, e armati.

Verso le 5 di questa mattina, le forze di sicurezza kenyote hanno sferrato un nuovo, pesante attacco contro gli islamisti. Testimoni hanno riferito di un forte rumore di spari. Una fonte della sicurezza kenyota ha confermato la circostanza precisando che gli aggressori sarebbero stati ormai isolati. Gli integralisti islamici al-Shabaab minacciano di uccidere gli ostaggi. “Autorizziamo i mujaheddin ad agire contro i prigionieri”, ha detto il portavoce Sheikh Ali Mohamud Rage in un comunicato pubblicato online. Nessuna delle persone prese in ostaggio dai militanti islamici sarebbe stata salvata o liberata nella notte, nonostante precedenti dichiarazioni delle autorità del Kenya. Ad affermarlo è una persona che dispone di informazioni sulla crisi in corso. A sostegno delle affermazioni della fonte anonima c’è il fatto che nessuno è arrivato all’Oshwal Centre, piccolo tempio Indù in cemento vicino al WestGate che la Croce Rossa sta utilizzando come pronto soccorso.

Gli al-Shabaab hanno attaccato il centro commerciale WestGate di Nairobi perché è un luogo “di incontro dei dirigenti kenyoti, e perché ci sono negozi ebrei e americani”. Lo ha sostenuto Abulaziz Abu Muscab, portavoce militare degli integralisti islamici, in una intervista con al Jazira. “Prima di imputarci le vittime civili, il Kenya dovrebbe interrogarsi sulle ragioni che lo portano a bombardare i somali nei campi profughi”, ha aggiunto.

Sono almeno 14 gli stranieri uccisi nel bilancio provvisorio dell’attacco contro il centro commerciale Westgate di Nairobi. Tra questi figurano almeno due francesi, quattro britannici e una olandese, un sudafricano, una donna sudcoreana e una cinese, un peruviano e due indiani, oltre al celebre poeta ghanese Kofi Awoonor. Alle vittime straniere dell’attacco si è aggiunto anche un architetto australiano, Ross Langdon. Secondo il Sidney Morning Herald, Langdon, poco più che trentenne, aveva progettato gratis un ospedale per le vittime dell’aids in Kenya. Anche Elif Yavuz, la compagna dell-architetto, incinta di 8 mesi, figura tra le persone uccise nell’attacco. Lo riferisce la stampa britannica. Yavuz, specialista in malaria con un dottorato ad Harvard, era anch’essa impegnata in attività sociali in Kenya. “Insieme hanno dedicato la propria vita per un mondo migliore”, ha scritto un blogger che li conosceva.

Il primo ministro britannico David Cameron rientrerà prima del previsto da Balmoral, in Scozia, dove era in visita su invito della regina, per presiedere nel pomeriggio una riunione d’urgenza a Downing Street sugli attacchi terroristici in Kenya.