Ilva-Fabio-MatacchieraOggi voglio scrivere di Fabio Matacchiera, che per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale sull’inquinamento a Taranto trainerà a nuoto un’imbarcazione di 26 tonnellate con un centinaio di bambini a bordo.

L’impresa è al limite dell’impossibile ed è unica nel suo genere. Nuoterà senza pinne. Con Fabio Matacchiera ci sarà uno staff medico che valuterà, anche in base alle condizioni del mare, il numero di atleti (da uno a tre) che lo potrà affiancare. 

Fabio MatacchieraFabio Matacchiera è una persona a cui Taranto deve molto, anzi moltissimo.

Fondò nel lontano 1991 l’associazione Caretta Caretta per la difesa del mare di Taranto. E con quel gruppo di volontari a Taranto vi fu un primo risveglio della coscienza popolare e della volontà di lottare contro l’inquinamento. Fabio Matacchiera andò agli scarichi dell’acciaieria, quando era ancora in mano pubblica, per documentare le condizioni di degrado e di contaminazione provocata dalle acque reflue. Prelevò i campioni nerastri e puzzolenti dei fondali, li fece analizzare, mise sotto accusa non solo gli inquinatori ma anche gli organi di controllo di allora. Poi arrivò l’Ilva dei Riva, della gestione privata.

Fabio Matacchiera attaccò anche la nuova gestione. Denunciò inoltre l’inquinamento provocato da una serie di altri soggetti che avevano avuto responsabilità nell’inquinamento del bellissimo mare di Taranto. Fu massacrato. Piovvero su di lui querele a non finire. Uscì di scena amareggiato, sfiduciato nella possibilità che la città potesse rialzarsi. Seguirono gli anni bui del disinteresse e della rassegnazione. Era la fine degli anni Novanta e Taranto sembrava essere entrata nel tunnel della rassegnazione definitiva. Quando nel 2005 emerse lo scandalo della contaminazione da diossina, Fabio Matacchiera aveva ormai messo a posto tutti i processi contro di lui: vincendoli. Poteva finalmente ritornare in campo.

Lo ha fatto creando un Fondo Antidiossina per analizzare il latte materno, le cozze, le lumache. Grazie al suo impegno e alla analisi da lui promosse, si è scoperto che a Taranto anche le cozze del primo seno del mar Piccolo, un tempo meravigliose, sono contaminate da diossina. Nel 2011 – con la sua denuncia – è emerso che non potevano essere consumate.

Fra il Fondo Antidiossina e PeaceLink nel tempo si è creata un’alleanza che è arrivata fino Bruxelles, nell’impresa di sollecitare la Commissione Europea ad avviare un processo di investigazione sul caso Ilva.

Domenica Fabio Matacchiera sarà in mare a nuotare, trainando le sue 26 tonnellate. Come a dire: nulla è impossibile e Taranto può essere salvata con la forza della volontà e un impegno eccezionale.