Dal suo cerchio magico smentiscono. Nessun collegamento tra la sentenza sul quantum per il Lodo Mondadori e il rinvio dell’atteso videomessaggio. “Quando Berlusconi ha deciso di spostarlo a domani (oggi per chi legge, ndr) non sapevamo ancora nulla della Cassazione”. Fatto sta che il ritorno del Cavaliere avverrà oggi, con 24 ore di ritardo. E non con il video pronto per ieri. La furia e la rabbia per l’ultima parola dei giudici sui soldi a De Benedetti hanno portato a una versione più hard del “verbo” da diffondere alla vigilia della riunione della giunta per le elezioni del Senato. Gli scontati attacchi ai magistrati “per la persecuzione giudiziaria” sono stati aggiornati anche con la chiave delle tragiche vicende dell’Ilva: “I giudici rovinano l’Italia come dimostra l’Ilva”. Nei dieci minuti scarsi che saranno consegnati per l’edizione delle tredici dei vari tg, girati di nuovo ieri mattina e ritoccati in maniera ossessiva, non c’è però traccia della crisi di governo in caso di bocciatura della relazione di Augello stasera. Berlusconi, poi, parlerà della resurrezione di Forza Italia.

La verità è che ormai ad Arcore regna la più totale confusione. Come sinonimo di indecisione, soprattutto. Berlusconi oscilla tra un estremo al-l’altro. Se l’altro giorno la versione di corte annunciava “un clamoroso colpo di scena”, ossia le dimissioni da senatore come chiesto dal Quirinale per la concessione della grazia, ieri tra falchi e colombe il passaparola è stato continuo: “Non si dimette, questo è certo”. Ultima oscillazione provocata dalla sindrome di accerchiamento per la condanna Cir. Tutto questo contribuisce ad alimentare un’attesa paragonabile solo a quella per la profezia dei Maya, nel dicembre scorso. In ogni caso, altra notizia, quando stasera la giunta del Senato chiuderà i lavori, i ministri del Pdl andranno in pellegrinaggio a Palazzo Grazioli, dove nel frattempo in giornata sarà tornato il Cavaliere dopo la lunga clausura estiva ad Arcore. Angelino Alfano, a Porta a Porta, ha alzato di parecchio i toni contro il Pd ma ha assicurato che “il sole splenderà dopo il videmessaggio” e che “noi non vogliamo far cadere il governo”. Alfano, Quagliariello, De Girolamo, Lorenzin e Lupi a B. offriranno le proprie dimissioni. Un atto simbolico. Una sceneggiata a uso e consumo delle divisioni interne e che rientra nella cornice della trattativa in corso con il Quirinale per trovare un’exit strategy al “caso Berlusconi”, come lo chiama Alfano. Senza dimenticare il clima di sospetti e veleni che dilania il Pdl in vista di un’eventuale crisi di governo.

L’ultimo episodio è il fuorionda di Piazzapulita, trasmissione di La7, che ha per protagonista il senatore Castiglione del Pdl, alfaniano e siciliano, che parla della fatidica fronda a favore del governo Letta qualora si verificasse la rottura annunciata da settimana. Poi c’è la lotta per il nuovo organigramma azzurro, alla luce delle polemiche scatenate da Daniela Santanché sul “partito senza segretario”. Il coordinamento azzurro dovrebbe essere formato da cinque persone, con la conferma di Alfano nella testa di vertice. Oltre a lui: Denis Verdini, Sandro Bondi e i due Renati capigruppo, Schifani e Brunetta. Quest’ultimo, Brunetta, ieri è rimasto a bocca aperta quando è stato annunciato il rinvio a oggi del videomessaggio. Spavaldo, di buon mattina, ha promesso un “passaggio epocale”. Invece non è arrivato nulla. Così come sono rimasti spiazzati direttori e conduttori di Mediaset scesi a Roma per il rito della consegna. Toti, Giordano, Del Debbio. A loro, ieri mattina, è stato spiegato che “il presidente è rimasto ad Arcore ed è tutto annullato per oggi”.

Il motivo ufficiale è che “al presidente non è piaciuta la versione finale”. Unica e sola. Non due come ha raccontato qualcuno. L’agenda del Cavaliere per oggi è questa: videomessaggio alle tredici sul ritorno di Forza Italia; attesa per la riunione della giunta del Senato; riunione notturna con i ministri del Pdl per il rito simbolico delle dimissioni. Per domani, invece, è prevista un’uscita pubblica, dal vivo. Una conferenza stampa per l’inaugurazione a Roma della nuova sede nazionale di Forza Italia, in piazza San Lorenzo in Lucina. Non è escluso un bagno di folla programmato prima di salire in ufficio. Nel testo del videomessaggio c’è anche una supplica di B. al suo popolo: “Tornate in piazza per me”.

da il Fatto Quotidiano del 18/09/2013