Atteso, puntuale il monito dell’uomo del Colle sui “pilastri della convivenza nazionale” da “tenere fermi e consolidare” ha dato la linea ai Pd della Giunta del Senato: prendere tempo e perderlo meglio ancora. Con il beneplacito del presidente ‘de sinistra’ Stefàno (Sel), le larghe intese hanno dunque accantonato ogni proposito di votare subito la decadenza di Berlusconi pensando bene di dedicarsi alla più rilassante pratica dei preliminari che si preannunciano lunghi e approfonditi.
 
È vero che solo gli ingenui potevano pensare a una rapida e indolore applicazione della legge Severino nei confronti del condannato per frode fiscale, ma l’intervento di Napolitano lascia francamente sconcertati, pur se scaturito dalla esigenza di tenere in piedi il governo Letta. A questo punto, infatti, c’è da domandarsi se ai 23 membri della Giunta se ne sia aggiunto un ventiquattresimo che conta più di tutti gli altri messi insieme.

I berluscones hanno ragione a esultare poiché ieri sera il loro padrone ha dimostrato ancora una volta la forza del suo potere ricattatorio. Quante altre interferenze dobbiamo aspettarci prima che la legge possa essere finalmente rispettata?

Il Fatto Quotidiano, 11 Settembre 2013