L’inceneritore a Parma è acceso. Possibilità di appelli ormai non ce ne sono più. Il sindaco Federico Pizzarotti incassa quella che è stata una sconfitta per la sua amministrazione. “A questo punto”, dice, “non ci resta che controllare che non ci siano sforamenti dei limiti di inquinamento e incentivare la raccolta differenziata. Io altre armi non ne ho. Ho fatto, abbiamo fatto il possibile. Il problema è stato arrivare quando l’inceneritore era al 70 per cento già costruito”.

La considera una sconfitta?

Una delusione. Sconfitta non lo so, perché poi cose da rimproverarmi non ne ho.

Si dice che Grillo a tratti sia stato infuriato con lei per come ha gestito l’affaire inceneritore.

Non mi risulta. Non esiste un cerchio magico che lavora nell’ombra. Io ho fatto il massimo.

Magari le voci sono alimentate dalla distanza tra lei e Grillo sul tema elezioni, non crede?

Io ho una posizione istituzionale da difendere e per me un ritorno oggi al voto sarebbe disastroso. Con chi lo faccio il bilancio? In questo momento se ragiono da sindaco serve stabilità.

Avanti con Letta?

Con un governo. E senza elezioni nell’immediato, almeno fino al prossimo anno. Sarebbe disastroso, ma per tutti i sindaci.

E senza Porcellum?

Appunto, nessuna elezione senza aver cambiato la legge elettorale. Ma parlo da sindaco, responsabilmente da sindaco.

L’inceneritore comunque non ha giovato alla sua immagine. Concorda su questo?

Non credo. Abbiamo portato al centro del dibattito nazionale un argomento che era strettamente legato a Parma. Si è tornati a parlare di inceneritori in maniera seria, la politica si è indirizzata per l’interruzione della costruzione di nuovi inceneritori. La Regione Emilia Romagna, dopo aver attivato otto inceneritori, oggi è pronta a un’inversione di rotta. E i meriti sono anche nostri. Io le altre strade le ho cercate.

Quali?

Quella politica, soprattutto. Una delle prime riunione fu con la multiutility Iren per chiedere quali margini ci sarebbero stati per trattare una loro resa. Non abbiamo trovato nessuna possibilità.

Conta sull’aiuto dei parlamentari del Movimento 5 stelle?

Io ho due strade: controllare e incentivare la raccolta differenziata. E da quando sono sindaco è aumentata del cinque per cento. Purtroppo tutto si è concentrato sul tema dell’inceneritore. Ma a Parma sono state fatte diverse cose da quando sono sindaco. A partire dall’abbattimento del debito di duecento milioni.

Forse perché la campagna elettorale è stata fatta in larga parte sullo stop all’inceneritore?

Non è vero neanche questo. Si è preso a pretesto una frase di Grillo che disse “dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti per fare l’inceneritore”. Ma io ero già sindaco e la campagna elettorale era già finita.

Frase a effetto. Non crede?

Sì, ma non c’erano cadaveri da sacrificare. Solo evitare un disastro ambientale. E poi non dimentichiamo che la competenza stretta non è nostra, ma della Provincia.

Dunque del suo ex avversario Vincenzo Bernazzoli?

Sì. Noi potevamo avviare una causa che non sappiamo dove ci avrebbe portati.

Che rapporti ha con Bernazzoli?

Istituzionalmente corretti. Se parliamo di inceneritore abbiamo visioni contrastanti. Lui è tra quelli che lo hanno voluto.

Sindaco, a questo punto non le resta che allargare le braccia e dire “non ce l’abbiamo fatta”.

L’inceneritore brucia già i rifiuti. Le strade percorribili le ho tentate tutte. Ci sono stati diversi stop. A questo punto, realisticamente, credo che non ci siano interruzioni. Se non quello di produrre meno rifiuti.

Dal Fatto Quotidiano del 29 agosto 2013