Può Vincenzo De Luca, viceministro alle Infrastrutture e ancora sindaco di Salerno nonostante l’incompatibilità, nonché plurindagato per reati contro la pubblica amministrazione, proporre di ridurre il sistema dei controlli preventivi da parte della pubblica amministrazione? Non può, sostiene il M5S: c’è conflitto d’interesse e il pulpito non è proprio quello adatto. Ed è assai curioso che a pensare di rimodulare il ruolo di Soprintendenze e Genio Civile sia un indagato in una vicenda – il mega complesso edilizio del Crescent – dove è in discussione il silenzio assenso della Soprintendenza di Salerno al progetto e dove il Consiglio di Stato a ottobre sentenzierà sulla regolarità della licenza edilizia dopo aver raccolto anche la perizia del Genio Civile.

E’ il movimento di Beppe Grillo a sollevare il caso con un’interrogazione parlamentare il cui primo firmatario è il senatore salernitano Andrea Cioffi, candidato sindaco M5S alle comunali del 2011. L’iniziativa prende spunto da un’intervista rilasciata il 31 luglio da De Luca al quotidiano economico napoletano ‘Il Denaro’. Con la quale il sindaco-vice ministro “informava la pubblica opinione – si legge nell’interrogazione – sulla circostanza che, in seno al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sarebbe diventato “pienamente operativo il gruppo di lavoro sulla sburocratizzazione amministrativa e semplificazione normativa in materia di opere pubbliche”. “Secondo quanto riferito dal predetto giornale sarebbe intenzione del viceministro De Luca proporre “Modifiche normative e operative al ruolo delle soprintendenze, all’attività degli uffici del Genio Civile e degli Uffici del Lavoro. Speciale attenzione sarà dedicata al tema dei ricorsi ai Tribunali amministrativi e dei soggetti titolati a ricorrere alla Giustizia amministrativa.” L’obiettivo del viceministro sarebbe quello di “ridurre del 90% il sistema dei controlli ed autorizzazioni preventivi da parte della pubblica amministrazione”.

La parola ‘sburocratizzazione’ in sé non è sbagliata. Ma se a pronunciarla è De Luca, secondo i grillini, bisogna stare attenti. Perché il sindaco è un collezionista di opere pubbliche incompiute (palazzetto dello sport, cittadella giudiziaria, stazione marittima), costose (metropolitana), mal progettate e parzialmente crollate (Piazza della Libertà) ed ha consentito la realizzazione di un condominio privato su suolo pubblico (Crescent), “assumendo in capo all’amministrazione comunale tutti i rischi derivanti dai contenziosi aperti nei confronti del costruttore, nel caso venga dichiarata la illegittimità dell’opera da parte della magistratura amministrativa e ne venisse imposta la demolizione”. Inoltre “il sindaco De Luca – sottolineano Cioffi e gli altri senatori grillini – è indagato in più di un procedimento penale a causa delle illegittimità che sarebbero state commesse in qualità di amministratore della città di Salerno proprio con riferimento alle numerose opere pubbliche sopra descritte e la situazione debitoria del Comune è nota alla Corte dei Conti”.

Ma De Luca è davvero viceministro? “Dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 2 del 2 maggio 2013 risulta che il dott. Vincenzo De Luca, attualmente sindaco di Salerno, ricoprirebbe la carica di viceministro, mentre allegato al comunicato stesso è pubblicato esclusivamente il DPR di nomina dei sottosegretari che comprende la carica di Sottosegretario del dott. De Luca” ricorda Cioffi. “Non essendo stato pubblicato il decreto di nomina a viceministro, il dott. De Luca ricopre la carica di Sottosegretario“. Che sia viceministro o solo sottosegretario, i grillini chiedono se il ministro Lupi conosca e condivida le esternazioni del sindaco di Salerno e se De Luca “possa assumere iniziative legislative che, a giudizio degli interroganti, paiono in aperto contrasto e in palese conflitto con le vicende giudiziarie civili, amministrative e penali che lo vedono coinvolto”. I parlamentari 5 Stelle chiudono con l’ennesimo appello a De Luca a dimettersi da sindaco, ricordando i precedenti dei ministri Zanonato e Delrio. Dimissioni che, come è noto, De Luca non è intenzionato a presentare: si lascerà decadere, la procedura è stata avviata e continua a rilento, il consiglio comunale così prolungherà la durata dell’amministrazione fino alle elezioni del 2014.