Se il consumo delle droghe classiche, come eroina e cocaina, rimane pressoché stabile nel mondo, c’è un vertiginoso aumento del consumo di nuove sostanze psicotrope e psicoattive. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine nel suo rapporto annuale 2013, dove è specificato che il numero di nuove droghe è aumentato del 50% negli ultimi tre anni. Tanto che di queste nuove sostanze – definite “smart drugs” o “legal highs” perché facili da fabbricare, difficili da rintracciare che non seguono i soliti canali di transito, e facilmente vendibili sia in strada che su internet – nel 2012 ne sono state censite 251 tipi diversi, superando per la prima volta i tipi di droghe considerate sotto controllo, ovvero monitorate, che si assestano a 231. 

La crescita e la diffusione di queste nuove sostanze, avverte poi l’Unodc, è esponenziale: e si passa dalle poche decine conosciute a inizio millennio alle 50 scoperte nel 2011 fino alle 73 dello scorso anno. “Le nuove droghe, chiamate nello slang giovanile con nomi innocui come “spezie“, “meow-meow” e “sali da bagno“, ingannano i ragazzi che credono di utilizzare sostanze poco pericolose – è scritto nel rapporto – E mentre la legge arranca a considerarle tali, il crimine si è già tuffato in questo mercato assai redditizio. Inoltre, sia la composizione che gli effetti di queste sostanze, non sono ancora stati analizzati, o testati in laboratorio, e questo rende le nuove droghe molto più pericolose rispetto alle droghe tradizionali”. 

Il report fa poi l’esempio di come molto del materiale tossico, prodotto nel sudest asiatico e diffuso globalmente via internet, sappia ogni volta reinventarsi per infilarsi nelle maglie della legge. Appena uno Stato mette fuori legge una determinata combinazione chimica, i “farmacisti” che l’hanno realizzata ne modificano in laboratorio la struttura molecolare, facendola risultare di nuovo legale. A fronte dell’aumento delle “legal highs”, il dispaccio dell’Unodc ravvisa con favore come una maggiore attenzione rispetto ai pericoli dell’utilizzo di siringhe, abbia permesso un declino del 46% negli ultimi tre anni di persone sieropositive che si iniettano droga. E valuta inoltre come negli Stati Uniti e in Europa ci sia una diminuzione del consumo di eroina e cocaina (quest’ultima bilanciata però dall’aumento in Sudamerica e negli stati emergenti del Sudest asiatico). 

Anche se un articolo di qualche settimana fa di The Independent raccontava del tragico ritorno dell’eroina nelle zone depresse del nordovest inglese, oggi fumata o sniffata per paura della siringa, e lanciava un preoccupante allarme sulla nuova diffusione della droga alienante per eccellenza in Europa, proprio in un periodo di tagli all’istruzione e di crisi del mercato del lavoro. Così come il ritardo delle Nazioni Unite nel monitoraggio è evidenziato dal fatto che nel rapporto dell’Unodc non c’è traccia di “krokodil” o “sisa”: le nuove droghe chimiche a bassissimo costo, spesso fabbricate con materiali di scarto o medicinali scaduti, che stanno infestando le periferie di Mosca e di Atene. E i cui effetti sono atroci.