L’Italia ce la farà perché gli onesti sono molti di più dei manigoldi. Mi pare il delirio supremo.

Da molte parti si annuncia l’imminente bancarotta italiana, oppure una durissima manovra economica, forse per 40 miliardi, forse per 70. Mi chiedo come sia possibile che si vada in fallimento continuando a buttare dalla finestra miliardi; più di 500 ogni anno, tra corruzione, sprechi, burocrazia, evasione fiscale e furti mafiosi.

E poi ci sono (ci dicono) 545 miliardi di euro di arretrato di tasse non pagate, che lo stato non riesce a incassare. E non trovano circa 8 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva e l’Imu sulla prima casa. E non trovano una cinquantina di miliardi per dare respiro alle famiglie disperate e alle piccole imprese? Come è possibile? Paradossale! Evidentemente la situazione deve essere grave se alla fine anche i sindacati si sono convinti che sono necessari tagli allo spreco dello Stato. Sento Bonanni che lo afferma perentorio. Il giornalista che presenta il servizio non sottolinea che si tratta di una novità epocale. Infatti, fino all’altro ieri i sindacati non erano molto convinti che valesse la pena recuperare i più di 120 miliardi che ogni anno buttiamo in inefficienza e lungaggini burocratiche…

Siamo tutti d’accordo che lo spreco è male ma quando si inizia a discutere di produttività ed efficienza il sindacato si spaventa. Che ne sarà dei 50mila assunti dalla Regione Sicilia dei quali ben si potrebbe fare a meno? E che diranno i fannulloni, che sono una minoranza ma sono anche molto attivi “politicamente”, se si iniziano a applicare criteri di valutazione della qualità del lavoro degli uffici pubblici? Questo è il vero problema italiano, ogni volta che cerchi di cambiare qualche cosa ti trovi contro un piccolo potentato, una lobby, una ghenga, che difende privilegi e intrallazzi.

Su una cosa i catastrofisti hanno ragione: se non si dà inizio a un vero cambiamento che faccia funzionare la macchina dello Stato, e non si leva un po’ della burocrazia che umilia chi vuol fare impresa, l’Italia affonda.

Ma per fortuna siamo arrivati a un punto in cui anche alla maggioranza delle lobbine non conviene il naufragio. E per fortuna le cose da fare sono ben chiare a tutti: basta leggere qualche articolo di Stella sul Corriere della Sera o qualche rapporto del Cna… Le soluzione sono state dette e ridette…

Ma io resto ottimista: per quanto si possano disprezzare gli italiani e i loro vizi non credo che saremo tanto scemi da andare in bancarotta stando seduti sopra il tesoro di Alì Babà e i 40 ladroni. E allora, tanto per essere ottimisti, osservo che, con lentezza geologica, qualche cosa succede. Ad esempio, da ieri la finanza ha accesso a tutti i conti correnti degli italiani, è l’ultimo passo dell’integrazione tra i dati dei cittadini: proprietà di case, auto, aerei e barche a vela, spese e incassi.

Volete che da questo sistema di controllo automatico non saltino fuori una ventina di miliardi di tasse evase? E anche a livello internazionale, con la lentezza delle ere geologiche, si iniziano a limitare le protezioni dei paradisi fiscali… La Svizzera ha accettato di collaborare, Cipro è stata bombardata dall’aviazione finanziaria, e pare che alle Cayman si stiano convertendo al cristianesimo. E il Papa Francesco sta facendo saltare la finanza nera vaticana… (sembra quasi che questo Papa creda in Dio!).

Un altro elemento che mi dà grande fiducia sono gli italiani. Non tutti, certo… Ma siamo uno dei paesi del mondo che ha più volontari solidali, una roba come 5 milioni di persone che alla faccia della cultura del Millionaire credono che sia “un sacco figo” aiutare gli altri gratuitamente, perché farlo è un piacere. Siamo uno dei paesi dove la cooperazione è più sviluppata, e oggi la maggioranza delle cooperative non sono per niente in crisi e molte stanno assumendo. Siamo uno dei paesi del mondo dove c’è un’altissima cultura dell’eccellenza. I nostri cibi, i nostri vestiti, i nostri mobili, sono tra i migliori del pianeta.

E siamo anche una nazione nella quale, nonostante i disastri della politica, ci sono un numero strepitoso di scienziati e imprenditori capaci di inventare e innovare; dalle bioplastiche, alla meccanica di precisione, alle ecotecnologie, gli italiani fanno faville.

In questo preciso istante ci sono milioni di italiani che stanno facendo del loro meglio con passione e amore. Certo, gli stronzi sono potenti. Ma non bisogna mai sottovalutare le persone di cuore: sono la forza più potente del mondo!