Un invito per il governo a intervenire in tempi brevi e in maniera concreta, evitando proclami che non abbiano un seguito. E’ questa l’esortazione che i segretari Susanna Camusso, Roberto Angeletti e Raffaele Bonanni lanciano dal palco di San Giovanni, punto di ritrovo della manifestazione unitaria Cgil-Cisl e Uil sul tema “Lavoro e democrazia” partita da Piazza della Repubblica e Piazzale dei partigiani. E’ la prima volta dopo 10 anni che tutti e tre i sindacati tornano a manifestare insieme. Secondo gli organizzatori le persone che hanno raggiunto la capitale da ogni parte d’Italia con treni, bus e aerei sono almeno 100mila. Il corteo precede il voto del consiglio dei ministri sul pacchetto lavoro proposto dal ministro Enrico Giovannini, a cui i tre sindacalisti hanno espresso le loro critiche. 

CAMUSSO: “BASTA ANNUNCI”- ”Non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento”. La leader della Cgil, Susanna Camusso, riassume così il senso della manifestazione unitaria. “La priorità, dice, deve essere “una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensioni”. E boccia i provvedimenti che il governo varerà mercoledì sull’occupazione perché, ribadisce la segretaria Cgil, “non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento e di contrasto alla crisi. Serve una risposta altrimenti si continua a perdere tempo e ad aggravare la recessione”, conclude Susanna Camusso.

CRITICHE A GIOVANNINI: “I LAVORATORI NON POSSONO ASPETTARE” – La sua critica al progetto di Giovannini  si trasforma soprattutto nella richiesta di ricevere una risposta in tempi rapidi sugli esodati e sulla riforma delle pensioni. “Spero di aver capito male quanto detto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, sulla questione esodati che sarà rinviata a settembre. Questi lavoratori non possono aspettare. Si tratta di un loro diritto che chiede una risposta rapida. Ci sono troppe ingiustizie in quella riforma e il governo lo sa bene; serve una norma differente – spiega Camusso, ribadendo come i sindacati non si rassegnino – i lavoratori dipendenti non possono più essere la cassa da dove attingere risorse che poi garantiscono i privilegi di altri”. Dalla leader Cgil arriva anche una sollecitazione affinché il governo acceleri sui decreti attuativi per la concessione della cassa in deroga:”Dopo l’annuncio sulle risorse stanziate per la cig in deroga perche” non arrivano i decreti attuativi e non si sbloccano le risorse disponibili?”, chiede rivolta all’esecutivo. E avverte:” se qualcuno pensa che non firmando i decreti e non liberando le risorse necessarie non si richieda più la cig in deroga o non si facciano accordi sulla mobilita”, sbaglia di grosso”.  

“REDDITO EQUO E LAVORO UNICHE SOLUZIONI PER RIPARTIRE” – Il problema, per il segretario, è che l’esecutivo si è impantanato in discussioni giudicate non risolutive: “Si continua a fare una vecchia discussione sul tema della flessibilità anche se è ormai dimostrato che non è utile a far ripartire l’economia”. E al termine del suo intervento nella piazza romana, la segretaria lancia alcuni avvertimenti all’esecutivo: “Non si deve neanche pensare ad aumentare i ticket nel 2014. E poi non siamo d’accordo sul fatto che abbassare le tasse significhi abbassare il cuneo fiscale. Si devono tagliare le tasse solo a quelle imprese che investono e assumono”. Infine una proposta: “Per il lavoro bisogna avere il coraggio di decidere ora e non fra qualche mese. Reddito equo e lavoro sono le uniche soluzioni perché il paese possa ripartire. E il lavoro non è solo purché sia -ha aggiunto Camusso- ma è dignità, libertà e autonomia. Noi questo Paese lo vogliamo salvare”.

ANGELETTI: “I DISOCCUPATI STACCHERANNO LA SPINA AL GOVERNO” – Il leader Uil, Roberto Angeletti, sottolineando l’emergenza lavoro, fuga ogni dubbio. Chi staccherà la spina al governo? “I disoccupati“. ”In questi giorni si discute se a staccare la spina al governo sarà Berlusconi o il Pdl – specifica il segretario generale del sindacato – ma a staccare la spina al governo saranno i cortei di disoccupati”. “Senza interventi veri non si va avanti”, sostiene ancora il sindacalista bocciando anche lui il pacchetto occupazione che mercoledì sarà varato dal consiglio dei ministri: “Le misure di cui si legge sui giornali mi pare non servono a nulla; è l’ennesimo tentativo di fuga dai problemi veri del paese. Non mi sembra che abbia uno straccio di efficacia”, conclude Angeletti. Poi ammonisce l’esecutivo: “Il tempo è finito. Siamo stufi di tante belle parole su crisi, lavoro, emergenza disoccupazione giovanile – afferma il leader Uil – stiamo andando verso un deserto di posti di lavoro: il Paese tornerà quello di 50 anni fa, un Paese di migranti”. E puntualizza: “Non basta dire quali sono i problemi, i governi ci sono per risolverli”.

BONANNI: “LE TASSE MANTENUTE COSì SERVONO A MANTENERE LA BARACCA DELLA POLITICA” – E a fargli da eco è anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che sintetizza le richieste dei sindacati scesi in piazza: “Vogliamo una scossa nell’iniziativa del governo. Basta cincischiare, perdere tempo. Letta abbia coraggio nel fare una cosa nuova: serve una proposta complessiva coraggiosa che ribalti la situazione che abbiamo davanti”. Una proposta che parte, per Bonanni, da un taglio “forte” delle tasse sui lavoratori, pensionati e imprese che investono. “Il governo deve rompere il presepe che la classe politica vuole mantenere in piedi con sprechi enormi e ridurre le tasse con cui essere in grado di aumentare l’occupazione” aggiunge sollecitando ancora: “Serve una proposta coraggiosa, complessiva e nuova che ribalti la situazione che abbiamo davanti”. E poi, dal palco di piazza San Giovanni incita il governo: “Siamo contrari a depotenziare Equitalia, l’evasione fiscale va aggredita”. E ancora: “Le tasse mantenute cosi servono a tenere baracca e baracchelle della politica e i dipendenti pubblici pagano il prezzo di questa situazione”, afferma Bonanni. “Non siamo d’accordo con gli imprenditori che non investono nella ricerca e nell’innovazione, ma hanno la testa alle squadre di calcio”. 

ALFANO: “METTERE MANO ALLA RIFORMA FORNERO” – “La prossima settimana dovremmo riuscire a varare un decreto sull’occupazione”. La conferma arriva, via collegamento telefono con il “Festival del lavoro” di Fiuggi, dal vice presidente del Consiglio Angelino Alfano. “Speriamo anche -ha continuato Alfano- che si possa mettere mano alla legge Fornero perchè come voi sapete il Pdl fu critico verso l’impostazione contenuta in quel provvedimento, consapevole di come non si possa irrigidire il mercato del lavoro in una fase di recessione economica”. Per Alfano la strada da seguire è “riattivare le assunzioni, facilitando l’ingresso nel mercato del lavoro anche con modalità che lo favoriscano. Dobbiamo tornare allo spirito della legge Biagi -ha concluso- con i lavoratori e l’impresa considerati sodali e solidali nella produzione d’impresa e lo Stato come facilitatore e non come intralcio al lavoro”.

EPIFANI: “IL PD E’ A FIANCO DI QUESTA MANIFESTAZIONE” – A sfilare anche il segretario del Partito democratico Guglielmo Epifani.”Il Pd è al fianco di questa manifestazione che -spiega Epifani- dopo dieci anni è unitaria; con rispetto e condivisione degli obiettivi di mettere il lavoro al primo posto e per il ruolo del sindacato che in una crisi come questa è importante”. E’, dunque, per Epifani, “una giornata importante ed è per questo che ho voluto esserci”.

GIOVANNINI: “CONDIVIDO MOLTE DELLE COSE CHE SONO STATE DETTE” –  “Condivido molte delle cose che sono state dette. Una in particolare: che la crescita occupazionale non si fa con un decreto che cambia le regole del funzionamento del mercato del lavoro”. Così il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intervenuto in collegamento telefonico al Festival del lavoro a Fiuggi, parla della manifestazione dei sindacati. “Ma certo -conclude- un funzionamento migliore del mercato del lavoro può aiutare a cogliere i refoli di venti della ripresa, e il governo è impegnato in questa direzione”.