Il governo Letta supera la prima prova alla Camera. L’aula di Montecitorio ha dato il via libera alla legge di conversione del decreto sulle emergenze ambientali con 336 voti favorevoli e nessuno contrario. Sono stati 133, invece, gli astenuti. La Lega e il Movimento 5 Stelle, che nelle dichiarazioni di voto avevano espresso la propria intenzione di votare “no” al provvedimento, nella votazione finale hanno deciso di astenersi. In aula il deputato pentastellato Massimo De Rosa ha annunciato che la decisione è stata maturata per “rispetto delle popolazioni” colpite dal terremoto. “Ma sempre per il rispetto verso quelle popolazioni – aggiunge – non accettiamo lo sciacallaggio pseudo legislativo” che è in atto contro il M5S, con l’accusa di aver cercato di affossare il provvedimento. De Rosa ha accusato poi Pd e Pdl di essere “uguali”: “bande che stanno spolpando il Paese a suon di ipocrisia. Siete il peggior governo nella storia della Democrazia cristiana”.

Il ricorso al voto di fiducia è arrivato dopo un lungo braccio ferro tra la maggioranza e il movimento 5 stelle. Fino all’ultimo l’esecutivo ha cercato di evitare il ricorso al voto, ma lo scontro con il movimento, che sembrava essersi risolto in giornata, si è acutizzato all’ultimo. Il tavolo è saltato sulla richiesta del movimento di stralciare dal decreto anche gli articoli su Tav e terzo valico di Giovi. E così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini ha dovuto annunciare il ricorso alla fiducia. La polemica finale, con il Movimento 5 stelle che ha criticato Franceschini, definendolo uno “sciacallo”, è arrivato dopo un aspro dibattito, focalizzato soprattutto sull’ accusa di ostruzionismo ai pentastellati. Proprio su questo tema la discussione a Montecitorio si è fatta tesa, gli animi si sono surriscaldati e il deputato Angelo Cera ha rivolto parole molto dure nei confronti del M5s. E il richiamo alle polemiche degli ultimi giorni è stato presente anche nelle dichiarazioni di voto alla Camera. 

FRATELLI D’ITALIA – Il primo a prendere la parola è Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. E per Letta arriva il primo pollice verso: “Votiamo contro la fiducia a questo governo distratto, inefficiente, demagogico come i governi precedenti”. Rampelli critica l’azione dell’esecutivo e lo invita a “prendere di petto” le vicende legate alla crisi economica. “Se lo farà saremo ben disponibili a sostenerlo”, conclude.

LEGA – Anche il Carroccio si schiera contro l’esecutivo di larghe intese. “Siamo stufi di un governo delle parole e delle promesse. Da Letta e dai suoi ministri solo enunciazioni e niente fatti. Tante promesse mai realizzate”. E’ Massimiliano Fedriga ad annunciare il no della Lega Nord al decreto emergenze. Un provvedimento che, sottolinea è stato “usato come merce di scambio con i gruppi al Senato, dove è stato cannibalizzato”.

M5S – “L’ennesimo ricatto di un governo degli inciuci verso un Parlamento di nominati”. Il discorso alla Camera di Riccardo Nuti, non lascia spazio a dubbi. Il voto negativo del Movimento 5 stelle alla fiducia sul dl emergenze era già annunciato, ma il capogruppo alla Camera pronuncia parole di forte critica per le decisioni del governo:  “La scatola del Parlamento è vuota”, aggiunge il capogruppo stellato, “voi ancora non lo avete capito, ma è finita. Avrete la fiducia, sì, ma solo la vostra. A farvi pagare il conto saranno i cittadini italiani. Ora siamo noi a dirvi: scongelatevi”. E rincara la dose: “Non abbiamo dimenticato la truffa del ddl sul finanziamento ai partiti – sottolinea Nuti – con i cittadini colpiti dal terremoto siete avari, con i vostri partiti siete invece sempre molto generosi. Il 31 luglio intascherete 91 milioni di euro. Bravi, complimenti. E voi sareste i responsabili? Ancora ci chiede qualcuno perchè non abbiamo fatto il governo con il Pd. C’è ancora bisogno di spiegarlo? Avremmo dovuto farlo per far passare queste porcate?”.  E ancora: ”Questo governo dice di voler risolvere le emergenze ambientali ma in realtà le aggrava e ne crea di nuove. Al governo l’emergenza conviene, per continuare a fare quello che è stato fatto negli ultimi venti anni. E’ talmente falsa l’accusa a noi di voler bloccare i fondi per i terremotati, da fare schifo. Siete dalla stessa parte da chi rideva al telefono la notte del terremoto all’Aquila. Per dare soldi agli amici passate sui cadaveri del sisma in Emilia”.

SEL – Il gruppo guidato da Nichi Vendola era stato accusato proprio dal M5s di doppio giochismo. E proprio al movimento che si rivolge il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà Gennaro Migliore: “Perchè il vostro gruppo non ha fatto ostruzionismo al Senato, quando era il momento di bloccare questo decreto in cui stavano inserendo di tutto?”. Poi annuncia il “no” del suo partito: “Questo provvedimento contiene luci e ombre e troppi provvedimenti che non hanno carattere emergenziale. Introdurre la decretazione d’urgenza per fare un testo omnibus è una responsabilità che il Governo deve prendersi. Sel non voterà la fiducia”. 

PDL – Per Letta arrivano anche parole di conforto. A pronunciarle è Paolo Alli, deputato del Popolo della Libertà: ”Spiace che non si sia riusciti ad evitare questo passaggio che ha portato alla prima fiducia al governo, quando ve ne erano le possibilità. Questo voto però non è un capriccio o una prova di forza, ma è un momento necessario per un decreto che è fondamentale per il futuro del nostro Paese”. E poi annuncia il sì “convinto” a nome del suo gruppo.

SCELTA CIVICA – E l’appoggio arriva anche da Scelta civica.  “Sc voterà a favore della fiducia con convinzione, per la condivisione dei programmi e dei progetti di questo governo. Ma con rammarico per il fatto che si sia dovuti ricorrere a un voto di fiducia per il via libera al decreto emergenze”, annuncia Lorenzo Dellai. Poi esprime “solidarietà a Franceschini per le accuse molto pesanti che ha ricevuto ieri” dall’opposizione, dopo l’annuncio del voto di fiducia.

ANCORA SCINTILLE TRA M5S E MAGGIORANZA – Durante il voto degli ordini del giorno in Aula è di nuovo polemica. Al centro, sempre un deputato del movimento 5 stelle, Gianluca Vacca, che insinua il sospetto che in Aula si proceda troppo spediti nei lavori per dedicarsi all’imminente weekend. “Chiedo scusa ai colleghi che forse non sono abituati a stare in Aula di venerdì…”, esordisce Vacca. Ma la presidente di turno Marina Sereni non ci sta e lo interrompe: “Lei sa bene che ieri tutti i gruppi hanno condiviso il calendario dei lavori che prevede alle 14 l’inizio delle dichiarazioni di voto con diretta tv”. E il deputato insiste: “Evidentemente la diretta tv è più importante della discussione sugli ordini del giorno”. A quel punto prende la parola dai banchi del Pdl Simone Baldelli: “Il regolamento prevede che il governo dia pareri non nel disinteresse generale dei colleghi e che chi li deposita presti attenzione a quei pareri – ricorda – Non è questione di volontà di rimanere in Aula, è questione di regole, di rispetto dei ruoli e di convivenza civile. Il governo ha dato i pareri con grande accuratezza, non è permesso a nessuno un atteggiamento arrogante in quest’Aula – aggiunge Baldelli, raccogliendo un forte applauso del Pdl ma anche del Pd – il calendario è stato approvato dai capigruppo all’unanimità e la richiesta della diretta tv è stata fatta dall’opposizione”.

ALCUNI PUNTI DEL DECRETO EMERGENZE – Dal rilancio dell’area del Porto di Piombino all’Expo 2015, alle aree terremotate dell’Emilia e de L’Aquila, e alla gestione dei rifiuti. Questi alcuni punti del decreto Emergenze ambientali (il numero 43 del 2013), approvato con il voto di fiducia. Ecco i punti principali del decreto:

PIOMBINO: Il testo (art.1) parla di “riconoscimento” dell’area industriale di Piombino come area “in situazione di crisi industriale complessa”: il presidente della Regione Toscana viene nominato commissario straordinario per “assicurare la realizzazione degli interventi” del “nuovo Piano regolatore portuale”. Anche a Trieste viene riconosciuto lo status di “area di crisi industriale”.

RIFIUTI: Viene prorogata l’emergenza e la gestione commissariale sui rifiuti a Palermo fino al 31 dicembre 2013. Viene prolungato da 24 a 36 mesi il mandato dei commissari straordinari per i siti per lo smaltimento dei rifiuti in Campania.

DEPURAZIONE: Norme per la prosecuzione dell’emergenza per la depurazione in Campania (Acerra, Marcianise, Napoli nord, Foce Regi Lagni, Cuma) e dell’impianto di derivazione di Succivo. L’emergenza nella tutela delle acque viene prolungata anche per la Puglia fino al 31 dicembre 2013.

EXPO: L’articolo 5 reca una disciplina speciale per l’Expo 2015, per garantire il rispetto dei tempi e l’adempimento degli obblighi internazionali; inoltre prevede l’istituzione di un commissario unico (già nominato da Enrico Letta).

TERREMOTO: Vengono disposte alcune proroghe per le aree terremotate in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto: lo stato di emergenza dal 31 maggio 2013 passa al 31 dicembre 2014 (c’è anche un allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità interno). Completa attuazione dei Piani per la ricostruzione dei danni causati dal terremoto del 2002 in Molise. Sono previsti interventi per il sisma in Abruzzo: misure economiche di assistenza per le case, attività di ricostruzione, concessione di contributi a privati per la ricostruzione di immobili, rimozione delle macerie.

GENOVA E TAV: Nel decreto è stata inserito il ripristino dell’efficienza e dell’operatività della Sala operativa e del Centro Vts (Sistema di controllo del traffico marittimo) della Capitaneria di porto–Guardia costiera di Genova, in seguito ai danni causati dall’incidente del 7 maggio. Esclusione dai vincoli del Patto di Stabilità interno degli interventi di riqualificazione territoriale per la Tav Torino-Lione.