E’ passata la linea della censura, ma almeno è servita per il cambio di strategia. Commenta così, all’indomani della sua espulsione ratificata dagli utenti del blog di Beppe Grillo, la senatrice Adele Gambaro. Si dice amareggiata: “E’ accaduto tutto molto in fretta, in una settimana – dice – Non ho ancora capito perché sia prevalsa la linea della censura per una critica garbata che non aveva alcun intento divisivo”. La Gambaro dice che probabilmente andrà nel gruppo misto. 

La senatrice sottolinea che “dal punto di vista umano, con i miei colleghi, non cambia nulla. Ringrazio i tanti che mi hanno difeso e che hanno condiviso le mie parole”. Ma la Gambaro legge la sua espulsione come una tappa necessaria al Movimento Cinque Stelle. Un passaggio chiave per il cambio di strategia di Grillo che ieri ha telefonato a Paola Pinna e a Tommaso Currò, due dei parlamentari “dissidenti”: “Da quanto apprendo dai giornali, vedo che ora il M5S chiama al telefono i parlamentari scontenti – aggiunge la senatrice – dimostrando di aver scelto strade più conciliative come auspicavo ai microfoni di Sky. Spero che la mia espulsione sia servita almeno a questo”. Per un giudizio sulla sua esperienza nel M5S “è un po’ presto” dice ancora la Gambaro. C’è delusione ma non rabbia. La parlamentare bolognese chiede tempo per riflettere. “E’ successo tutto in una settimana – spiega – Io avevo fatto questa breve intervista, questo intervento: l’avevo fatto come un consiglio ad abbassare i toni. E’ successo di tutto”.

Ma raccontano le agenzie di stampa che dopo l’espulsione di Adele Gambaro tra i 5 stelle continua il “disagio”, così lo definisce qualcuno dei dissidenti, per quello che viene descritto come un “clima pesante e da caccia alle streghe“. Ma allo stesso tempo, secondo quanto apprende l’Agi, i cosiddetti “integralisti” stanno pensando a una strategia diversa per placare gli animi ma soprattutto per dimostrare che molti di coloro che criticano il Movimento in realtà sono solo interessati ai soldi. E in quest’ottica sarebbe stata ritirata la richiesta di espulsione per la Pinna. Perché, viene spiegato, la deputata sarda “sarebbe solo interessata a non restituire i soldi della diaria” e “noi la vogliamo mettere spalle al muro con i fatti”. Accuse che arrivano non soltanto dagli ortodossi ma anche da qualcuno tra i dissidenti. 

Radio Anch’io ha parlato anche il capogruppo al Senato Nicola Morra: “La radiazione della senatrice Adele Gambaro dal Movimento 5 Stelle non è stata una vittoria, ma semplicemente il riconoscimento della necessità di correggere un errore”. Secondo Morra il gruppo del Senato sta dimostrando “grande capacità di tenuta”, perché “eravamo 163 parlamentari e ora siamo 159″. “Non siamo una maggioranza bulgara – rileva – ma discutiamo tutti insieme perché questa è la democrazia”. 

Restano tuttavia i dubbi tra alcuni parlamentari di Palazzo Madama. La senatrice Serenella Fucksia, che già nel giorno della “ratifica” dell’espulsione sul web, ribadisce oggi a Repubblica che “il voto non è rappresentativo. Ma dico, ma si può far votare dalle 11 alle 17? Io avevo da lavorare, non ho potuto neanche votare. Non è una cosa normale. A quell’ora possono votare solo i cosiddetti fanatici della Rete”. Contraria all’espulsione, la senatrice spiega di non avere nulla contro Beppe Grillo, lui è il “megafono” dei 5 Stelle, ma “anche qualcosa di più”. “Il Parlamento non è solo critica – dice -, noi vogliamo e dobbiamo anche costruire”. Il caso Gambaro “è stato un errore. Un grave errore. Una vicenda iniziata male e finita peggio”, precisa, ma “il movimento è vivo e dagli errori ci possiamo rinforzare. Per ripartire”.