E’ stato annunciato come uno dei più grandi raduni neonazisti degli ultimi anni. A Rogoredo (Milano) almeno 2mila persone al meeting organizzato dalla Skinhouse. Il pretesto è la musica: la manifestazione ospiterà una decina di band – anche americane, tedesche e inglesi – che presenteranno brani ispirati ai “valori” dell’estrema destra, una sorta di inni alla violenza e alla xenofobia. Citazioni di Adolf Hitler e dei suoi gerarchi, ma anche di Benito Mussolini. Nel mirino immigrati, neri, ebrei, omosessuali. L’appuntamento è in programma per le 18 in un capannone della zona industriale di Rogoredo, a due passi dalla fermata della metropolitana di Porto di Mare, a Milano. Tutto nasce dall’iniziativa di raccogliere fondi a sostegno delle spese processuali per i camerati di Azione Skinhead, il gruppo nato nel 1990 dalla fusione tra gli skin milanesi e il nucleo più radicale degli ultrà Boys San dell’Inter. Si tratta di fatti del 1993 legati all’operazione “Runa”. Tra le band che saliranno sul palco anche gli americani Bully Boys, autori di brani dal titolo evocativo come “White Pride” e “Hammerskins”, e gli inglesi Brutal Attack inglesi. A Milano, insomma, sono attese migliaia di persone provenienti da tutta Italia, ma anche dal resto d’Europa tanto che dovrebbero prendere parte alla “festa” i delegati del Ku Klux Klan europei. 

(video di David Marceddu)

Di certo per ora c’è la presa di posizione della giunta comunale di Milano. “Oggi alle porte di Milano si ripropone l’inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale – dichiara il sindaco Giuliano Pisapia – Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino. Le autorizzazioni o le azioni preventive sono per legge di competenza della Questura e Prefettura. L’Amministrazione non ha quindi potestà di intervento diretto”. L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli precisa che nessuna autorizzazione è stata data dal Comune di Milano per la manifestazione, né tantomeno concessa alcuna area di proprietà pubblica. “Condanniamo fermamente – ha spiegato – ogni espressione che inneggi all’odio e fomenti la violenza. L’intolleranza razziale e politica non possono in nessun modo essere parte della vita della nostra città. Auspichiamo – ha concluso – che le istituzioni competenti vigilino in modo da evitare ogni problema di ordine pubblico”. Parla di “strappo ai principi della legalità democratica” il leader di Sel Nichi Vendola che su twitter invita a “non consentire un’offesa alla città di Milano con il raduno nazista”. 

Ma nelle prossime ore potrebbe essere coinvolto anche direttamente il Viminale: “Chiederò personalmente al ministro dell’Interno e al prefetto di Milano di intervenire per impedire il meeting previsto questa sera a Milano in zona Rogoredo di numerosi gruppi neonazisti italiani e non solo – interviene il responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano – Si stanno moltiplicando senza sosta eventi come questo – aggiunge Fiano -, sia con la partecipazione di band musicali sia no. Nell’occasione del raduno, nell’aprile scorso, vicino a Varese, centinaia di attivisti neo nazi festeggiarono il compleanno di Hitler. Questa sera a Milano è prevista la partecipazione di numerosi gruppi musicali i cui testi propagandano il peggior razzismo e odio contro immigrati, gay ed ebrei. Lunedì stesso depositerò un’interrogazione urgente per capire come mai vengano concessi i permessi per questo tipo d’iniziative”.

Il raduno neonazista, rassicura comunque la prefettura di Milano, “al momento non comporta un allarme di ordine pubblico”. E dunque non lo si può vietare e neanche serve un’autorizzazione agli organizzatori. In pratica in questa fattispecie si è “fuori” dal meccanismo delle autorizzazioni. Mentre serve la dichiarazione in Questura, nella quale si descrive esattamente cosa si intende fare e dove. “Non emerge per ora un profilo di ordine pubblico per vietare quella manifestazione” ribadiscono dalla Prefettura, assicurando che “sono comunque state prese tutte le misure necessarie e predisposti i servizi di controllo”.