Questa è la trascrizione del discorso che ho tenuto alla celebrazione di mia madre, Franca Rame. Ringrazio ancora tutti per l’affetto che hanno dimostrato alla mia famiglia e a me in questo momento.  

Grazie a tutti!
Per noi ieri è stata un’esperienza pazzesca: siamo stati due ore e mezza nella camera ardente con tutti questi compagni e queste compagne…  e la sensazione…  ecco, quello che le persone mi hanno detto è stato soprattutto che mia madre ha sempre fatto qualcosa per gli altri. Quando mia madre doveva spiegare perché si batteva contro le ingiustizie diceva: “Non posso fare altro: bisogna farlo! Non si può lasciare che degli esseri umani vengano trattati così…”.

Quando avevo 9 anni, uscì su un giornale la storia di un uomo disperato che era svenuto perché era senza lavoro e non mangiava da 4 giorni. Io ero un bambino e mia madre mi disse: “Vieni con me, dobbiamo andare da questa persona perché ha bisogno”.
E vogliamo parlare del manicomio di Aversa? Un posto dove venivano fatte cose orribili: lei andò in questo manicomio con un gruppo di parlamentari per occuparsi di queste persone e riuscì a far chiudere quell’orrore.

Allora, quando sento compagni delusi che dicono che non abbiamo combinato niente in questi 40 anni, io vorrei dire: non è vero! Non è vero! L’Italia oggi ha dei problemi drammatici, ma 40 anni fa era peggio!
E abbiamo lottato! E il fatto che voi siate venuti qui, che ci siano così tante donne vestite di rosso è il segno che abbiamo ancora speranza e che possiamo cambiare questa realtà.

Mia madre è stata rapita e massacrata dai fascisti. Allora c’erano i corpi deviati dello Stato e un gruppo di questi era composto addirittura da ufficiali dei carabinieri che brindarono dopo che mia madre fu stuprata e torturata. Mia madre ebbe il coraggio di raccontare questa storia e non fu facile per lei perché veniva da una famiglia cattolica in cui la vergogna del dolore è maggiore della volontà di denuncia! 

Ecco, io vorrei ringraziarvi e vorrei dire che ci sono state tante battaglie che abbiamo fatto in questi anni e che è stato grande il fatto che mia madre sia riuscita a mettere assieme delle persone anche per fare delle cose, per fare delle cose buone, a essere sempre con i gruppi che facevano delle iniziative per chi ne aveva bisogno.

Mi ricordo quando iniziarono ad arrivare le notizie dal carcere dopo le bombe nella banca dell’Agricoltura [12 dicembre 1969], le notizie che i compagni arrestati venivano massacrati. “Bolzaneto” era tutti i giorni, in carcere, e mia madre iniziò a dire in teatro: “Bisogna fare qualcosa, non si può, non si può  accettare!” E allora non c’erano i computer, e c’erano centinaia di compagni in prigione. Non avevamo più notizie di centinaia di persone, le famiglie erano disperate: operai, sindacalisti, studenti. E mia madre iniziò con un gruppo di ragazze: su grandi tavoli si compilavano  i fogli con il nome del compagno arrestato, dove era, chi era il gruppo di compagni che doveva occuparsene e mandare un segnale, una lettera, una telefonata ogni settimana per dire che stavano continuando a occuparsi di quel compagno. E veniva annotato tutto: i trasferimenti, che cos’era successo, se il compagno era legato al letto di contenzione, se lo stavano ancora picchiando… tutti i giorni… ed era una cosa incredibile, incredibile… con carta e penna. Ore, ore e ore… decine di persone…Ad un certo punto Soccorso Rosso venne sostenuto da 20mila persone! 

C’è una forza straordinaria in questo paese, cazzo!
E qualche imbecille ha detto, parlando di quando mia madre fu rapita, una cosa relativa alla sua bellezza. Che cazzata! Mia madre è stata rapita perché rompeva i coglioni! Era intollerabile per i fascisti, per il potere,  che ci fosse una donna, bella tra l’altro, che osava dire no a questo orrore!  

E quando mio padre prese il Nobel decisero di destinare tutti quei soldi per i disabili, per comprare dei pulmini attrezzati… La gioia di mia madre e la gioia di mio padre quando vennero messi uno vicino all’altro: 36 pulmini per 36 associazioni di disabili che vennero a prenderli, fu una giornata meravigliosa per mia madre…
E quando non c’era nessuno che accettava la verità orribile che avevamo mandato i nostri soldati a combattere in Jugoslavia nei territori contaminati dall’uranio impoverito… Arrivavano gli inglesi e gli americani con gli scafandri e i nostri erano lì in maglietta a farsi contaminare e quando sono tornati in Italia hanno iniziato a morire a decine. Dicevano che non era vero… che non c’era problema…

Mi fermo qua. Le conoscete le battaglie di mia madre, non è che ve le devo raccontare tutte!
Vorrei ringraziarvi per quello che voi avete fatto oggi per la mia famiglia, a tutti quelli che hanno mandato messaggi d’amore…
Perché mia madre è stata una donna che ha amato immensamente. Ha amato immensamente mio padre, me, le mie figlie, la mia nipotina, e lei diceva sempre, quando succedevano le cose belle ma anche le cose brutte: “Ricordati che dio c’è ed è comunista!”

E vorrei che voi andaste a casa con un po’ di fiducia in più perchè dio c’è ed è comunista e se si sono estinti i dinosauri si estingueranno anche questi! Le persone che non conoscono l’amore e il rispetto per l’umanità si estingueranno! E vorrei dire anche che non solo dio è comunista, ma è anche femmina e perciò possiamo stare certi che questo mondo lo cambieremo!

Grazie compagne!
Grazie compagni!