L’europarlamentare leghista Mario Borghezio ha deciso di autosospendersi dal gruppo Efd (Europa della libertà e della democrazia – euroscettici) “per tutelare la Lega e l’Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle frasi pronunciate sul ministro per l’integrazione Cecile Kyenge”. A renderlo noto lo stesso Borghezio, al centro da settimane di una polemica legata alla sua uscita dopo la nomina da parte del presidente del Consiglio Enrico Letta del ministro di origine congolese. In realtà l’esponente del Carroccio rischia l’espulsione. A chiedere la sua testa sono gli euroscettici britannici che si ritengono indignati. “Scelta del cazzo – era sbottato Borghezio dopo l’incarico al ministro Kyenge – Ha la faccia da casalinga”. Ancora: “Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”. E infine: “Questo è un governo del bonga bonga”.

Così Borghezio è ora costretto alle scuse, dopo essere stato messo all’angolo perfino dai colleghi del suo stesso gruppo. “Sento il dovere di formulare le mie scuse più convinte al ministro – spiega – Ritiro le mie parole considerate offensive verso una persona di colore e verso una donna. Mi rammarico di aver recato disdoro al Parlamento ed al gruppo Efd”. Parole le quali Borghezio verosimilmente ha dovuto mettere in un comunicato per non rischiare di essere espulso senza neanche il beneficio del dubbio.

La sospensione di Borghezio dal gruppo Efd (Europe of freedom and democracy) “è la vittoria di 130mila cittadini che hanno voluto ribadire un concetto: fuori il razzismo dal Parlamento europeo” dice Stefano Corradino, direttore di Articolo 21 e autore della petizione “Dimissioni per Mario Borghezio”. “Ieri pomeriggio a Strasburgo abbiamo consegnato al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz 130mila firme sul sito Change.org per chiedere le dimissioni di Borghezio e siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti che, all’unisono hanno espresso vergogna per le dichiarazioni offensive dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione Kyenge”.

All’autosospensione Borghezio è arrivato, infatti, dopo essersi ritrovato isolato nel Parlamento Europeo. Ieri era intervenuto il presidente Martin Schulz che aveva chiarito bene da che parte sta: “Mi congratulerò con Letta”. Nella stessa giornata era arrivata la solidarietà, su iniziativa del gruppo S&D (Socialisti e democratici) i cinque principali gruppi rappresentati all’assemblea di Strasburgo avevano preso posizione, dopo aver ricevuto una petizione con 130mila firme lanciata da Stefano Corradino, di Articolo 21, con la quale si chiedono le dimissioni dell’europarlamentare del Carroccio. Un messaggio di solidarietà, dunque, contro “i commenti sessisti e razzisti”. “Accolgo con favore l’ampio accordo tra i gruppi, che hanno unito le loro forze contro il razzismo, la discriminazione ed il razzismo”, ha commentato Hannes Swoboda, capogruppo di S&D. “Non possiamo costringere qualcuno che è stato eletto a dimettersi – hanno fatto eco Veronique Mathieu Houillon, coordinatrice del Ppe nella commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, Guy Verhofstadt, capogruppo dell’Alde, Daniel Cohn-Bendit, copresidente dei Verdi e Gabriele Zimmer, capogruppo del Gue, la Sinistra unitaria europea – ma condanniamo fortemente e respingiamo gli insulti orribili di Mario Borghezio. Il livello e la gravità delle sue dichiarazioni fanatiche sugli immigrati e sulle donne sono in plateale contraddizione con i valori fondanti dell’Ue”. Gli europarlamentari, che hanno chiesto alla presidenza della commissione Libertà civili (di cui lo stesso Borghezio fa parte) di invitare il ministro, hanno poi detto di aspettarsi che il gruppo politico cui appartiene il leghista (Efd) “un’azione decisa” contro di lui. E una “forte condanna” contro le dichiarazioni “inaccettabili” di Borghezio, che sono “una vergogna per la nostra aula”, è stata ribadita anche dal presidente Schulz.

Ed eccola l’azione decisa del gruppo degli Euroscattici: “I nostri colleghi, quelli britannici, si ritengono indignati, hanno chiesto la sua testa – spiega al telefono Francesco Speroni, co-capogruppo Efd – C’è stata quindi una richiesta di sospensione a cui Borghezio non si è opposto. Il gruppo ha chiesto la sospensione in attesa di discutere l’eventuale espulsione nella prossima sessione di Strasburgo (10-13 giugno). La procedura è stata attivata, ma è stato anche deciso di ascoltare l’incolpato e Borghezio ha chiesto tempo per preparare la sua difesa”. Sul leghista pesano anche i precedenti. “Le frasi su Breivik (il killer di Utoya, in Norvegia, ndr) non aiutano, per qualcuno si tratta di una recidiva”, spiega ancora Speroni. “La strage di Oslo è colpa della società multirazziale che fa schifo” aveva detto Borghezio. Per quelle affermazioni nel 2011 Borghezio venne sospeso per tre mesi dalla Lega e fu vicino all’espulsione dal Efd. Per allontanare un componente dal gruppo sono necessari i due terzi dei voti dei membri.