Un presidente della Repubblica votato online contro quello “tranquillo” e di garanzia voluto dal Partito democratico e dal Partito della libertà. Beppe Grillo torna all’attacco sul suo blog. In un post spiega le modalità per votare la prima carica dello Stato sul web e critica quelle che lui definisce “trattative” di Pd e Pdl sul nome per il Quirinale.

”Il M5S voterà online per il presidente della Repubblica. La proposta dei candidati verrà effettuata da tutti coloro abilitati al voto l’11 aprile dalle 10.00 alle 21.00. La votazione successiva sui primi 10 candidati selezionati si terrà sul sito beppegrillo.it due giorni prima della votazione in aula sempre dalle 10.00 alle 21.00”. Il leader M5S spiega che ”per votare le persone devono aver inviato il documento digitalizzato alla pubblicazione di questo articolo, 30 marzo 2013, ed essersi iscritte al Movimento 5 Stelle entro il 31 dicembre 2012”. Nel post poi viene elencata la procedura tecnica per effettuare la votazione. “I 10 nomi più proposti verranno resi pubblici e utilizzati come base dei votabili. Il nome che avrà ricevuto più voti sarà votato dai parlamentari del Movimento 5 Stelle”.

Il leader genovese inoltre attacca centrodestra e centrosinistra e quelle che definisce ”trattative per un nome condiviso per la presidenza della Repubblica. Il Pdl vuole un presidente di garanzia, un salvacondotto per i processi dello psiconano. Il pdmenoelle vuole anch’esso un presidente di garanzia, che lo tuteli dalla prossima bomba termonucleare del Monte dei Paschi”. “Entrambi vorrebbero un presidente ‘Quieta non movere et mota quietare (Non agitare ciò che è calmo, ma calma piuttosto ciò che è agitato)’ – si legge – Non vogliono un Pertini, ma neppure più modestamente un Prodi che cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche. E’ necessario un nome nobile e alto che stia appollaiato sul suo ramo ad ascoltare le lodi per la sua indiscutibile alterità che gli arriveranno copiose da giornalisti proni e da politici grati”. E conclude: “Io ritengo che il prossimo presidente non debba venire dalla politica, né ricoprire, o aver ricoperto, incarichi istituzionali. Se infatti diventi presidente dell’Abi come Mussari o presidente della Finmeccanica come Orsi, sei comunque parte del gioco, promosso dai partiti. Un foglione di fico e nulla più”.