Nuovo delirio razzista nel Parlamento greco da parte dei neonazisti di Alba dorata. Il deputato Artemis Matthaiopoulos chiede ufficialmente alla Commissione Cultura della Camera che vi sia una divisione tra studenti greci e stranieri nelle scuole di tutto il paese. E si chiede: “Cosa ci fanno bambini figli di immigrati nelle scuole greche?”. Un’altra uscita a sfondo razziale del partito guidato dall’effervescente Nikolaos Mikalioliakos che lo scorso giugno, dopo quarant’anni di embargo, è tornato ad avere propri rappresentanti in parlamento ottenendo il 7% alle urne, percentuale che secondo gli ultimi sondaggi oggi è salita all’11%, dietro il Syriza di Alexis Tsipras e la Nea Dimokratia del premier Samaras, e confermandosi il terzo partito del paese. 

L’onorevole Matthaiopoulos è intervenuto alla seduta della commissione per gli affari educativi che ha discusso il disegno di legge per la valutazione degli insegnanti a sostegno dei bambini immigrati che frequentano le scuole greche. E ha detto: “Dovrebbero esserci classi diverse per gli studenti greci e per quelli stranieri”, con l’indignazione degli altri deputati presenti alla seduta. Le sfumature razziste hanno causato l’intervento immediato del vice ministro dell’istruzione Papatheodorou che ha commentato l’episodio richiamando una “divisione che sa di fascismo”. E mentre una deputata di Sinistra Democratica ha ricordato che in democrazia ci sono delle regole basilari di convivenza e di rispetto, Matthaiopoulos le ha replicato che “nella giungla non ci sono regole”, provocando l’uscita immediata di tutti i deputati dall’aula della commissione. Solo una settimana fa il paese si era indignato per il documentario trasmesso dall’emittente inglese Channel 4 in cui militanti del partito si dicevano pronti a “fare saponette con gli immigrati in Grecia” e il candidato del partito di estrema destra Plomaritis lanciava minacce e insulti nei confronti degli extracomunitari. Definendoli “primitivi, subumani e contaminati, buoni a nulla che bevono la nostra acqua”. Con la macabra minaccia: “Siamo pronti ad aprire loro i forni”.

Sul controverso movimento, che durante le ronde notturne distrugge i banchi dei venditori ambulanti extracomunitari, prende a catenate in faccia gli immigrati e appronta mense per i poveri rigorosamente greci, è appena stato pubblicato un pamphlet intitolato “Alba dorata, il cavallo di Troia anti cristiano” scritto da padre Abbacoum, un monaco che vive in uno dei mistici monasteri del Monte Athos nella penisola Calcidica a nord della Grecia e che già sta facendo molto discutere tutto il paese. In cui rileva che “Alba dorata non è solo un altro partito politico, ma è allo stesso tempo un movimento neo idolololatrico con una base ideologica occulta per l’erosione metodologia del cristianesimo”. Che, a suo dire, mira a sostituire il Dio cristiano con il dio nazione. Una deriva “impregnata degli ideali di Lucifero con cui nutrono giovani e adepti”. Padre Abbacoum, che prima di dedicarsi al monachesimo era un funzionario del ministero della Pubblica Istruzione, non manca nel libro di scagliarsi contro quei vescovi che appoggiano il partito e che lo hanno votato e contro azioni raccapriccianti come l’indottrinamento forzato dei bambini che si persegue nelle scuole di Alba dorata. E chiede alla Chiesa ortodossa di chiarire una volta per tutte la propria posizione sul partito.

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