“Il mio impegno in regione guarda oltre il confine”. È questo uno degli slogan della campagna elettorale di Francesca Brianza, impegnata nelle regionali lombarde per la Lega Nord in provincia di Varese. Fin qui nulla di strano, se non che i manifesti della candidata maroniana sono stati affissi lungo le strade della vicina SvizzeraI poster elettorali sono stati posizionati a Mendrisio, Stabio e bei pressi dei valichi di Gaggiolo, Saltrio, Lavena Ponte Tresa e Zenna. Una scelta inconsueta (anche se non inedita), fatta per richiamare l’attenzione delle migliaia di frontalieri che ogni giorno varcano il confine per recarsi a lavorare nel Canton Ticino.

Le ragioni dell’impegno elvetico della candidata leghista vanno oltre la mera propaganda e sono da cercare anche nella sua sfera di influenza politica. Francesca Brianza è infatti considerata molto vicina a Terra Insubre, l’associazione culturale che ha giocato un ruolo determinante nel rovesciamento del vertice leghista e ha ripreso vigore dopo la caduta del vecchio capo Umberto Bossi e l’insediamento di Roberto Maroni. Era stato proprio il Senatùr dal palco di Pontida, nel 2010, a mettere al bando l’associazione di “squallidi personaggi” che “in realtà cercano continuamente di entrare nella Lega e di infangare la Lega”. Ora l’associazione viene ritenuta molto influente, tanto da dettare i temi dell’agenda politica di alcuni candidati che ne cercano il sostegno. Così ha fatto Francesca Brianza, che inserito nel suo programma argomenti di frontiera, con l’intenzione dichiarata di intavolare un “confronto tra la Lombardia e il Canton Ticino” sul tema dei frontalieri e portare la Regione Lombardia ad “intrattenere rapporti con le autorità svizzere”, in quanto Roma, secondo la candidata, sarebbe troppo distante dalle tematiche e dai problemi complessi dei rapporti tra le autorità nel territorio insubre.

Sul conto della candidata leghista, oltre all’importante sostegno di Terra Insubre, pesa anche la sua vicenda locale. Fino a pochi giorni fa era sindaco di un piccolo comune della provincia di Varese (Venegono Superiore). La maggioranza Lega-Pdl è crollata come un castello di carta dopo la notizia del suo impegno per le regionali e le manovre imbastite per traghettare l’amministrazione nel suo ultimo anno di mandato. I consiglieri del Pdl, che stavano per essere messi in minoranza, si sono sfilati e hanno rassegnato le dimissioni assieme all’opposizione facendo cadere l’amministrazione, che andrà ad elezioni anticipate. Decisamente una fine ingloriosa per l’ex sindaco, che rischia di vedere drenati consensi importanti proprio sul terreno di casa. Una bega di paese che ha mobilitato anche i vertici provinciali dei due partiti che hanno provato a metterci una pezza, anche se la figuraccia ormai era stata consumata, dimostrando ancora una volta tutti i limiti dell’alleanza tra Lega e Pdl.